Non solo investitori: il Mipim dei professionisti

29 Marzo 2019   I     I    Lettura : 2 minuti

Dai progettisti agli avvocati tra barche, presentazioni e soluzioni interattive tra gli stand del Palais du Festival

La contaminazione è di casa al Palais du Festival di Cannes nei giorni del Mipim: professioni, ruoli, territori, mission e vision. Nazioni, città, studi di progettazione nei padiglioni della kermesse internazionale si alternano alle catene alberghiere, ai rappresentati delle università e agli studi legali. Nel porto turistico sono numerosi gli yacht attraccati su cui sventolano le insegne di Arup, McLaren, Threestones – solo per citare alcuni brand – ma anche delle law firms come Hogan Lovells, Norton Rose Fullbright, Dws, Orrick, Herbert Smith Freehills.

L’appuntamento sulla croisette è infatti perfetto per avviare relazioni dirette con le figure in posizioni “chiave”, per approfondire la conoscenza sulle traiettorie di sviluppo dei territori, ma insieme per avere una prospettiva ampia delle nuove tendenze di comunicazione e sviluppo sul tema, intercettare chi condivide che il Mipim sia un appuntamento imperdibile, anche per gli eventi collaterali e per i tanti appuntamenti che si prendono con grande anticipo nelle hall degli hotel lungo il frontemare.

Lo spaccato riguarda il mondo intero: sebbene la maggior parte dei partecipanti sia arrivata dall’Europa occidentale (oltre settemila persone) e orientale (oltre duemila), ben rappresentate sono state anche le Americhe, l’Asia, il Medio Oriente e l’Africa (soprattutto Tunisia, Marocco, Egitto). Usa e Regno Unito i Paesi con maggior presenze, rispettivamente con 522 e 509 persone registrate; a quota 476 i partecipanti italiani su un totale di 26800 players presenti nella 30ma edizione.


A livello di funzioni, i numeri dicono chiaramente che il Mipim è l’appuntamento per chi si occupa di investimenti e acquisizioni oltre che di corporate management, quasi al pari di chi è attivo nel business development e di chi investe direttamente in progetti e prodotti (quasi il doppio di chi è attivo nel settore del real estate attraverso fondi e compagnie).


Uffici e residenze sono i due settori del real estate a cui maggiormente si rivolge chi si muove nei padiglioni del Palais, con un minimo distacco da chi è attivo su progetti a destinazione mista. Nell’ipotetica classifica si posizionerebbe subito dopo il retail mentre il fanalino di coda – dopo le strutture sanitarie e lo student housing – sono i parchi a tema e gli spazi per l’intrattenimento.

Esserci, e in posizione di visibilità, diventa importante anche per le ricadute sulla stampa internazionale per cui gli organizzatori hanno immaginato ampi spazi dedicati benché immersi nell’atmosfera spumeggiante della manifestazione. Lo sa bene lo studio legale Chiomenti, coordinatore della Conference ufficiale del Mipim dedicata all’Italia: attorno al partner Umberto Borzi, infatti, si sono riuniti per parlare di rigenerazione delle città italiane e del coinvolgimento degli investitori internazionali Dick Boer, head of european real estate di KempenMarco Carabelli, managing director di ArexpoGiancarlo Caratti, head of unit, intellectual property and technology transfer della Commissione EuropeaManfredi Catella, fondatore e ceo di Coima SgrMario Cucinella, architetto e fondatore di Mario Cucinella ArchitetsPierfrancesco Maran, assessore alla programmazione urbanistica, aree verdi e agricoltura del Comune di MilanoAndrea Ruckstuhl, head of continental Europe di Lendlease.

Mipim è anche guardare alle soluzioni espositive e di storytelling di progetti, aziende e territori. Dagli schermi in verticale ai totem interattivi, dalle collane di riviste specializzate sulle declinazioni dell’immobiliare ai mattoncini di legno per costruire una propria città ideale e partecipare a un concorso sui social media, la creatività incontra la tradizione del buon bere e del buon mangiare per accompagnare gli approfondimenti.

E poi ci sono loro: i professionisti, pronti a spiegare l’idea dietro il plastico del progetto e disegnarne le linee di sviluppo immateriali. Molto più che dentro le sale convegni, sono i corner degli stand gli spazi entro cui la contaminazione tra funzioni, necessaria per immaginare e realizzare il futuro del real estate, trova il tempo per organizzare lo “step” successivo di ogni operazione.

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