Da acciaieria ad Accademia di Belle Arti: il nuovo progetto di gmp Architekten a Shanghai

05-07-21   I   | Lettura : 2 Minuti

Lo studio tedesco vincitore di un concorso internazionale in Cina

«La rigenerazione di edifici esistenti sta diventando sempre più popolare anche in Cina»

gmp Architekten

R

iuso, riqualificazione e rigenerazione, potrebbero essere queste le tre parole chiave che descrivono il progetto di von Gerkan, Marg and Partners (gmp Architekten), vincitore di un concorso internazionale nel distretto di Baoshan, a Shanghai, in Cina, per il recupero edilizio di un’acciaieria operativa per 30 anni e dismessa nel 2016. Un edificio imponente, lungo 860 metri per una superficie lorda di 220mila mq, che diventerà la sede della nuova Accademia di Belle Arti dell’Università di Shanghai, in un’area già designata per diventare il distretto artistico della megalopoli cinese. Un progetto che va ad aggiungersi ad un altro recente intervento completato dallo studio fondato ad Amburgo in Cina, lo Hongdao International Conference & Exhibition Centre a Qingdao.

“La rigenerazione di edifici esistenti sta diventando sempre più popolare anche in Cina – fanno sapere da gmp in una nota – e la riconversione di questa fabbrica di acciaio è al momento uno dei più importanti progetti di riuso in un contesto urbano in tutto il Paese”. Un segnale forse che anche in Estremo Oriente si iniziano ad adottare politiche di costruzione a volumi zero, limitando il consumo di suolo. Nella nuova sede dell’Accademia, oltre alle aule e agli atelier, sono previsti spazi pubblici dedicati alla ristorazione e al commercio, allo sport, una biblioteca, un museo e altri spazi espositivi. Il sito ospiterà anche gli alloggi per il corpo docente, composto da 600 persone, oltre a quelli per 4mila studenti.

Il progetto. Il progetto prevede il mantenimento della struttura originaria e delle torri di ventilazione poste sul tetto, ma è la copertura in acciaio corten e il suo classico color terra, prevista sui pilastri e sul corridoio centrale, a caratterizzare gli oltre 800 metri di lunghezza dell’edificio. Un elemento che si inserisce nel corpo di fabbrica originale del sito industriale, e che si altererà cromaticamente alle strutture in cemento e acciaio preesistenti, dai toni più scuri. Il corridoio centrale fungerà sia da spazio espositivo che da luogo di incontro per studenti, staff e visitatori. Non solo, in cinque punti localizzati sull’asse nord-sud dello stesso, saranno inserite delle aperture per il passaggio di veicoli oltre a percorsi pedonali, trasformandolo così in un vero e proprio ponte. La facciata invece sarà sostituita da una seconda pelle composta da pannelli vetrati, con una texture di reti metalliche. Lato sostenibilità e risparmio energetico, oltre al nuovo involucro, l’intervento prevede l’attivazione di un sistema di ventilazione naturale sul tetto, già presente, e un sistema impiantistico a pavimento per raffreddare l’aria in ingresso.

Immagine di copertina: Perspektive_Main_Public_Entrance_Plaza_west ©Willmore CG

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Accetto
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la nostra pagina sulla Privacy Leggi di più
Biennale Venezia scali Milano comunicare l'architettura Salone del Mobile e fuorisalone
Reggio Emilia, Italo Rota riscrive il concetto di museo partecipato
Locanda Officina Monumentale: da cascina a hub per gli artigiani 4.0
Architettura per i giovani. Pronto il Rondò dei Talenti a firma cm2 associati
rigenerazione urbana le iniziative le competizioni innovazione i protagonisti la scuola
Il nostro Paese alla Biennale di Venezia. Chi c'era in lizza?
Fosbury Architecture, ecco chi cura il prossimo padiglione Italia
Biennale Architettura 2023, con la Lokko l'Africa come laboratorio del futuro