Agenda Brescia 2050, una nuova identità grazie alla cittadinanza attiva
Esperti e studiosi per il primo Dialogo Sostenibilità del Public program promosso dal Comune. Il vicesindaco Manzoni: l’interdisciplinarietà la ricetta del successo
Via il sentimento di inferiorità, rivalità o bisogno di riconoscimento. Brescia è diventata grande senza nessuna ambizione di essere metropoli, oggi finalmente si parla di città. Messa da parte la sfida con il capoluogo, la sua identità è chiara ed è diventata modello per le città medie europee grazie all’approccio partecipativo e una collaborazione sempre proficua fra tutti gli assessorati.
Il primo Dialogo del public program “Verso l’Agenda Urbana Brescia 2050”, promosso dal Comune di Brescia e coordinato dal Laboratorio Brescia 2050, ha visto gli amministratori comunali confrontarsi sui temi della sostenibilità in tutte le sue declinazioni – ambientale, sociale, economica e culturale – con esperti di rilievo nazionale.
«Un’agenda importante – racconta Eleonora Rizzuto, co-fondatrice e presidente dell’Associazione italiana per lo sviluppo dell’economia circolare (Aisec) – che fa riflettere sulla cittadinanza in un momento in cui c’è bisogno di benessere. A Taranto collaboriamo con l’Istituto di cultura per promuovere i Bes (gli indici di Benessere economico e sociale), in questa direzione va anche il Laboratorio che sta avviando a Brescia l’Agenda urbana 2050. Di solito a vincere è la frammentarietà, ma l’approccio unitario e collaborativo è una strategia vincente per costruire un senso di appartenenza e rendere condivisibili i temi anche con il territorio. Perché la sostenibilità non può essere un tema che la singola città affronta da sola». Per chi, come la Fondazione Symbola, è da vent’anni che porta in auge la qualità italiana con il driver della sostenibilità, il percorso che sta intraprendendo Brescia è un modello virtuoso. «Un percorso che porterà al benessere per tutti», interviene Domenico Sturabotti, direttore di Symbola – Fondazione per le qualità italiane. «La politica e le imprese nazionali e gli enti internazionali non sono stati capaci di comunicare la necessità del cambiamento per migliorare la qualità della vita di tutti e per una sostenibilità collettiva. Ecco Brescia sta cercando di fare questo, insieme agli abitanti, alle forze produttive e alle organizzazioni che vivono la città. Nel mondo oggi è in atto una profonda transizione e trasformazione, tutti ci stiamo interrogando sul futuro. Voi avete scelto di farvi carico della risposta».
Per Carlotta Ventura, direttore Comunicazione, sostenibilità e affari regionali di A2A, in questa operazione conta moltissimo l’assist del Comune. «Le amministrazioni hanno un ruolo di pivot, perché raggiungere la sostenibilità urbana è percorso coraggioso, per immaginare i futuri possibili è necessario farsi trovare in salute e Brescia si sta preparando al meglio».
Brescia e Europa, andata e ritorno, un altro tema affrontato. Per Michèle Pezzagno, direttrice del Centro di ricerca e documentazione sull’Agenda 2030 dell’università degli studi di Brescia e co-chair di Sustainable development solutions network Italia, «un valore da mettere in campo è la trasparenza del processo perché la costruzione del dato e il monitoraggio è uno dei fattori oggettivanti di questo tipo di azioni e percorsi. Non bisogna stancarsi di fare cultura della sostenibilità, ma creare linguaggi comuni è un passaggio fondamentale. Da bresciana, dico, fortunatamente oggi ci riconosciamo in un contesto europeo. La dimensione di Brescia è una dimensione ricorrente in Europa quindi fare rete con le altre città europee è importantissimo». Lavorare appunto sulla filiera e lavorare sulla scala territoriale e lavorare sull’interdisciplinarità perché ci sono i cittadini, ci sono le imprese, c’è il pubblico. Il pomeriggio di lavori si è concluso con l’intervento degli assessori del Comune di Brescia. «È chiaro che se parliamo di mobilità, di energia e quant’altro, il tema non si può circoscrivere in un perimetro amministrativo definito», afferma Federico Manzoni, vicesindaco e assessore alle Politiche della mobilità, al patrimonio e ai servizi istituzionali. «La responsabilità politica di una città è quella di dover saper comunicare ai cittadini i passi importanti. In questi anni abbiamo cercato di tenere assieme i due corpi della nostra attività: le scelte amministrative e le scelte politiche. E abbiamo messo in campo alcuni strumenti di governance: i Consigli di quartiere, uno strumento partecipativo intermedio, e la Giunta dei sindaci del territorio dell’hinterland, quindi dei 14 comuni confinanti, per fare un tavolo permanente di raccordo amministrativo, per fare in modo di creare una massa critica di 400.000 abitanti. E poi ci sono i grandi progetti per la città come l’intermodalità e la cura del ferro, trasformazioni su cui l’Agenda non potrà non fare i conti».
A Camilla Bianchi, con delega alla Transizione ecologica, all’ambiente e al verde e alle politiche energetiche, la parola per raccontare le strategie locali per una città sempre più sostenibile e resiliente, in grado di integrare la tutela ambientale con la qualità urbana e la partecipazione dei cittadini. «Mi sento la responsabilità delle deleghe, però credo che quando parliamo di sostenibilità, e lo dico spesso, in realtà dovrebbe essere lo sguardo con cui tutti gli amministratori provano a costruire le politiche per la città. È una responsabilità della politica che ha a cuore il benessere dei cittadini e delle cittadine».
Protagoniste di questo primo appuntamento Betlemme e Troyes. «Per noi la sostenibilità non è uno slogan ma un modo di vivere e una forma di resistenza quotidiana. Con la scarsità di risorse e la complessità della situazione politica abbiamo bisogno di vere partnership e di un sostegno concreto. Siate per noi la luce che mantiene accesa la speranza per seminare idee e nutrirle con l’azione», spiega Maher N. Canawati, neo-sindaco di Betlemme. Dalla Francia, l’esempio della cittadina del dipartimento dell’Aube nella regione Grand Est, impegnata nella rinaturalizzazione di spazi urbani riducendo le isole di calore, con attenzione alla comunità e ai più piccoli, con la costruzione di serre municipali e con interventi di infrastrutture idriche per contrastare il cambiamento climatico.
Il ciclo di incontri dedicati ai grandi temi del futuro della città prosegue il 29 ottobre con il Dialogo Lavoro, Insieme il 20 novembre e Cultura il 26 novembre con l’obiettivo di condividere visioni, strumenti e buone pratiche in dialogo con il contesto nazionale ed europeo.

Architettura ArchitetturaChiECome Arte Brescia 2050 Città Concorsi Culto Cultura Design Energia Festival Formazione Futuro Hospitality Housing Industria Ingegneria Italiani all'estero Legge architettura Libri Masterplanning Milano Mipim Norme e regole Platform Real Estate Premi Progettazione Real estate Retail Rigenerazione Urbana Salute Scommessa Roma Scuola Sostenibilità Spazi pubblici Sport TEHA Trasporti Turismo Uffici

Università, dal riuso del patrimonio all’urbanistica relazionale per il futuro delle città

Emergenza casa: l’Eu come snodo, le città come frontiera

Dal Piano casa UE alle città: la sfida di Roma per il diritto all’abitare

Casa, comunità e manutenzione: le città ripensano l’abitare come politica urbana




