Architettura e design per i nuovi bagni di Salisburgo

20-01-20   I   | Lettura : 3 Minuti

Nel cuore della città Berger + Parkkinen fanno rinascere l’ex casa di cura

Nei nostri interventi i riferimenti all'ambiente costruito, all'ambiente naturale e sociale, sono estremamente importanti

Tiina Parkkinen

S

vago e cultura a Salisburgo, dove un’obsoleta casa di cura della seconda metà del ‘900 lascia il posto ad un centro benessere con vista sulla città. La contemporaneità si fa strada nel centro storico della cittadina austriaca: il progetto firmato dallo studio Berger + Parkkinen guarda al contesto e lo traduce in architettura. Nel cuore della Città Vecchia, con un affaccio diretto sul parco del Kurgarten, il “Paracelsus Bad & Kurhaus” si appropria del paesaggio e lo formalizza in volumi e superfici che si rifanno ai caratteri del luogo.

Progetto. Sono 62.500 i mq di superficie adibiti a servizi terapeutici e spa, sulla copertura sono state ricavate delle saune con un lounge bar, una piscina all’aperto e un belvedere. Il terzo piano è interamente dedicato al nuoto: una vasca sportiva, una per le immersioni, una per bambini e una per il relax. Questo è il programma dei nuovi bagni salisburghesi, studiato con un occhio attento alle emergenze del territorio: monumenti storici, luoghi di culto, punti d’interesse naturalistico. "Attraverso le viste - afferma Alfred Berger, partner dello studio - i tesori della città sono integrati nel progetto, che propone una combinazione unica di svago e cultura".

Area. L’edificio sorge in un punto di snodo tra la griglia ottocentesca dell’Auerspergstraße, la realtà barocca del Mirabellgarten e lo sviluppo lineare della Schwarzstraße. "Nei nostri interventi – racconta Tiina Parkkinen, altra socia dello studio - i riferimenti all'ambiente costruito, all'ambiente naturale e sociale, sono estremamente importanti".
Geometrie, materiali e tecnologie sono stati scelti per enfatizzare la relazione con l’esterno e calarsi con eleganza nel tessuto cittadino.
Sfida non semplice in uno dei siti riconosciuti Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, ma vinta grazie alla sensibilità che dal 1995, data di fondazione, distingue lo studio austro-finnico (famoso per aver vinto, lo stesso anno, il concorso internazionale per le ambasciate dei Paesi nordici a Berlino).
Planimetria e facciate fanno della semplicità il proprio punto di forza, evolvendosi in una serie di prospettive che instaurano con l’intorno un dialogo intenso, e offrendo ai giardini di fine ‘800 fronti moderni e dal ritmo incalzante.

Linguaggio. Come per il recente complesso residenziale “D12” di Aspern, parte del masterplan di rigenerazione urbana dell’ex area aeroportuale, anche nel progetto di Salisburgo la contrapposizione è uno dei temi chiave.
L’alternanza tra linee morbide e rigide, trasparenza e opacità, intimità e dimensione pubblica, fa parte di una prassi progettuale che raccoglie la dinamicità sociale e la stratificazione del paesaggio, tramutandole in soluzioni estetiche e funzionali.
Così, l’onda ritagliata nel brise soleil suggerisce l’idea del nuoto e insieme richiama l’orizzonte montuoso salisburghese: segno netto che interrompe la scansione verticale dei prospetti e diventa icona, proiettandosi sulla città come un invito ad entrare. “Un ampliamento del parco al terzo piano”, come lo ha definito l’architetto Berger. Qui, la luce diurna penetra dal perimetro e dall’alto, attraversando il grande oculo che buca la copertura e diffondendosi uniformemente. Il controsoffitto tridimensionale, sinuoso anch’esso, domina la spazialità e modella l’atmosfera, fino a convertirla in una scenografia subacquea.

Sostenibilità.  Inaugurato lo scorso ottobre, dopo due anni di cantiere e 58 milioni di euro investiti, il centro per il benessere e l’idroterapia di Salisburgo ha già ottenuto importanti riconoscimenti. Primo tra tutti il livello GOLD della certificazione Klimaaktiv: indice di uno standard edilizio con alti valori di efficienza energetica, qualità ecologica e delle opere di realizzazione, comfort abitativo.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Articolo Successivo
Accetto
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la nostra pagina sulla Privacy Leggi di più
Biennale Venezia scali Milano comunicare l'architettura Salone del Mobile e fuorisalone
Decarbonizzazione e digitalizzazione i driver della progettazione del futuro
Dalla rete i fondi per ampliare del 70% il retail park di Cusago
Origami di legno, con Wood Skin la progettazione parametrica si materializza
rigenerazione urbana le iniziative le competizioni innovazione i protagonisti la scuola
Il nostro Paese alla Biennale di Venezia. Chi c'era in lizza?
Fosbury Architecture, ecco chi cura il prossimo padiglione Italia
Biennale Architettura 2023, con la Lokko l'Africa come laboratorio del futuro