Becoming: l’architettura si trasforma a Barcellona per immaginare il futuro del pianeta

24-03-2026 Andrea Nonni 3 minuti

24-03-2026 Andrea Nonni 3 minuti

Becoming: l’architettura si trasforma a Barcellona per immaginare il futuro del pianeta

Con l’Uia, appuntamento estivo in Spagna per interrogarsi sui mutamenti ecologici e sociali

Un evento per analizzare la capacità trasformativa dell’architettura in un’epoca di mutamenti ecologici e sociali: “Becoming. Architectures for a planet in transition”. Questo l’obiettivo che si è prefissato l’Uia World Congress of Architects 2026 che a Barcellona riunirà oltre 10mila professionisti, studenti e rappresentanti istituzionali provenienti da più di 130 paesi. Appuntamento dal 28 giugno al 2 luglio 2026. A distanza di trent’anni dalla sua ultima edizione, la città spagnola torna infatti a porsi come l’epicentro del dibattito architettonico globale ospitando il grande evento promosso dall’Unione internazionale degli architetti (Uia) e organizzato dal Consiglio superiore dei collegi degli architetti di Spagna (Cscae) insieme all’Ordine degli Architetti della Catalogna (Coac).
Ben più di una conferenza, il programma attivamente l’intero tessuto urbano della città, estendendosi lungo il litorale mediterraneo e utilizzando spazi iconici come la sala turbine delle Tre Ciminiere, trasformando Barcellona in un laboratorio diffuso di scambio e confronto. Oltre 100 le sessioni in agenda, tra cui talk plenari, forum aperti, workshop e presentazioni di ricerca, coinvolgendo più di 250 esperti internazionali. L’evento si articola in sei assi tematici dove ognuno dei quali affronta una sfida specifica di attualità in sessioni di mezza giornata.


Il percorso di approfondimento avrà inizio lunedì 29 giugno con l’asse tematico “Becoming More-than-human”, dedicato al rapporto tra architettura ed ecologia.


In questa sessione si discuterà di come il progetto architettonico possa superare la visione della natura come mera risorsa estrattiva per favorire nuove forme di coesistenza tra specie, territori e processi ecologici, sottolineando il ruolo politico della disciplina di fronte alla crisi ambientale. Tra i relatori principali figurano Junya Ishigami, Kate Orff e Dirk Sijmons. Nel pomeriggio della stessa giornata, il focus si sposterà su “Becoming Circular”, tema che affronta le strategie di riabilitazione del patrimonio edilizio esistente, il riciclo dei materiali, l’efficienza energetica e l’economia delle risorse per la riduzione dell’impronta di carbonio. Interverranno professionisti di rilievo come lo studio Lacaton & Vassal, H Arquitectes, Jo Taillieu, Flores i Prats, Baukunst, Søren Pihlmann e Parabase.

La giornata di martedì 30 giugno sarà aperta dalla sessione “Becoming Embodied”, incentrata sulla ricerca materica, sui processi costruttivi e sulle tecnologie di fabbricazione. L’attenzione sarà rivolta all’integrazione di valori sociali e ambientali attraverso l’uso di materiali locali o a basso impatto, esplorando il potenziale strutturale e l’adattabilità dei sistemi costruttivi nel tempo. Tra i protagonisti di questa sezione vi saranno Marina Tabassum, Palinda Kannangara, Bruther, lo studio BC architects & studies & materials, oltre a Hive Earth, Lehm Ton Erde, Arquitectura G e Go Hasegawa. Nel pomeriggio di martedì, il dibattito si sposterà sulle dimensioni sociali ed economiche del costruito con “Becoming Interdependent”. Questo asse propone una riflessione sulla cooperazione e la solidarietà come motori di emancipazione sociale, affrontando temi critici come il diritto alla casa, la prospettiva di genere e la gestione dello spazio pubblico. Le tematiche saranno analizzate da figure quali Lacol, Erika Nakagawa, Clauss Kahl Merz e Mariana Mazzucato, mentre il design urbano sarà discusso da esperti del calibro di Jan Gehl, Rural Urban Framework e Rahul Mehrotra.

L’ultima giornata di lavori, mercoledì 1° luglio, si aprirà con “Becoming Hyper-Conscious”, un modulo che indaga l’influenza delle dinamiche globali, come la geopolitica, i quadri legislativi, la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, sulla pratica architettonica quotidiana. A contribuire ci saranno di Mario Carpo, Forensic Architecture e Center for Spatial Technologies. Il ciclo si concluderà nel pomeriggio con “Becoming Attuned”, una sessione dedicata alla dimensione poetica, culturale ed emotiva dell’architettura. Questo tema funge da sintesi degli assi precedenti, invitando a una sensibilità capace di cogliere la bellezza negli oggetti e negli spazi attraverso la curiosità per l’accidentale e il quotidiano. Parteciperanno alla chiusura Smiljan Radić, Matilde Cassani, Tatiana Bilbao Estudio, Bêka & Lemoine, Enrique Walker, Philip Ursprung e Alexander Brodsky.

L’evento gode del supporto del Ministero della Casa e dell’Agenda Urbana della Spagna, della Generalitat de Catalunya e del Comune di Barcellona, istituzioni che lo hanno riconosciuto come un appuntamento di eccezionale interesse pubblico in coincidenza con la nomina di Barcellona a Capitale Mondiale dell’Architettura 2026.

In copertina:  © Barcellona.org

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Andrea Nonni
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