
Centomila nuove case e il modello Zes, così Meloni saluta il nuovo anno
L’abitare al centro della conferenza stampa di inizio anno. Occupazione, costi dell’energia e Piano Mattei tra i driver della politica industriale del Paese
Da conferenza stampa di fine anno a conferenza stampa di inizio anno. Nella mattinata di venerdì 9 gennaio, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha risposto alle domande di 40 giornalisti durante il tradizionale appuntamento. Tre ore in cui la leader di Fratelli d’Italia ha parlato di Trump e Groenlandia, di Copasir e Graphite, cioè il sistema che viene fornito da Paragon, di economia con la revisione delle stime di crescita, passando per il mercato del lavoro, riforma elettorale, sbarchi e denatalità. Grande assente: la sanità.
Il tema sicurezza ha tenuto banco concentrandosi sulla guerriglia urbana a Capodanno di Roma, Firenze e Milano e sull’omicidio di un capotreno a Bologna. In generale al senso di insicurezza che si avverte in diverse città. «Sono moltissime le iniziative che abbiamo varato», spiega la premier.
Dal tema della lotta alla mafia con arresti di latitanti, beni sottratti alla criminalità e confiscati, al lavoro fatto su Caivano e le “altre Caivano” per combattere le zone franche. L’abitare sicuro, dunque con lo sgombero di oltre 220 interi stabili e quasi 4000 case, restituite ai legittimi proprietari, ma il tema forte rimane l’emergenza abitativa.
«Siamo in dirittura d’arrivo con la presentazione del Piano Casa. È un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando insieme al ministro Matteo Salvini che voglio ringraziare, ci lavoriamo da diverso tempo, con la collaborazione del ministro Tommaso Foti ma anche con la collaborazione di molti pezzi dei corpi intermedi e della società civile, penso a Confindustria ma non solo, c’è anche per dire una disponibilità della Conferenza Episcopale Italiana su questo tema, quindi penso che si possa lavorare insieme al sistema Italia e presentare un pacchetto molto articolato che non anticipo perché chiaramente sarà oggetto di una apposita conferenza stampa, un progetto al quale io tengo moltissimo. Credo che ci arriveremo nelle prossime settimane, posso anticipare qual è il mio obiettivo però, il nostro obiettivo, un obiettivo mio, del ministro Salvini e degli altri componenti del Governo».
«Il nostro obiettivo – precisa Giorgia Meloni – è mettere a disposizione, nei prossimi dieci anni, centomila nuovi appartamenti e case a prezzi calmierati, al netto delle case popolari, altro tema del quale il Piano Casa intende occuparsi»
Nella politica economica dell’esecutivo, nonostante il volano del Pnrr, c’è qualcosa che si può migliorare? Chiede Roberto Sommella di Milano Finanza.
«Io penso che, per valutare lo stato dell’economia reale – spiega Meloni – il dato più significativo sia quello dell’occupazione e i dati sull’occupazione sono oggettivamente dei dati incoraggianti, così come quelli sul potere d’acquisto. Segnalo anche che di recente, cioè non molto tempo fa, sono state riviste rispetto al tema della crescita, che è l’altro grande focus di questo anno per me insieme alla sicurezza – quindi sicurezza e crescita sono i miei due focus principali di questo anno -, però segnalo che di recente sono state riviste al rialzo le stime della crescita del 2023 dallo 0,7 all’1%. Ora lei capisce che, anche psicologicamente, una cosa è 1% e una cosa è zero virgola. Io penso che la stessa cosa possa accadere anche per la crescita degli anni successivi, quindi anche per quella del 2024 e per quella del 2025. Staremo a vedere».
Sostenere l’occupazione, lavorare per abbassare i prezzi dell’energia e favorire gli investimenti, i tre asset per il 2026. È un modello vincente, secondo Giorgia Meloni, quello della ZES Unica del Mezzogiorno (nella legge di Bilancio è stata finanziata per tre anni) e della Zona Economica Speciale. «Penso che quello sia il modello dal quale partire per ragionare di favorire gli investimenti anche per tutto il territorio nazionale»
Dati incoraggianti anche per quello che riguarda il sistema delle strade, per capirci l’Anas. «Gli investimenti in infrastrutture con questo Governo sono aumentati del 300%. Stiamo cercando, anche grazie al Pnrr per carità, ma non solo, di fare una cosa che strutturalmente può aiutare a risolvere diversi problemi dell’Italia, tra cui il tema della produttività del lavoro e che in passato a nostro avviso non è stata adeguatamente considerata per la sua importanza».
Un discorso che arriva fino all’Africa visto che il governo Meloni sta puntando moltissimo sul Piano Mattei. «In questo anno il Piano Mattei si è allargato, dagli iniziali 9 Paesi oggi coinvolge 14 Paesi ma il nostro obiettivo è ogni anno aggiungere altri Paesi che possano partecipare al Piano. Che cosa stiamo facendo adesso? Stiamo lavorando all’organizzazione del Summit Italia-Africa. Ricorderete che fu quello con il quale fu lanciata l’iniziativa del Piano Mattei. Si svolge ogni due anni, quest’anno si dovrà svolgere in Africa. Ragionevolmente lo faremo in Etiopia che è anche la sede dell’Unione Africana. E quella sarà secondo me la sede per presentare i nuovi progetti, i nuovi Paesi che stiamo coinvolgendo. Chiaramente partendo dalle migliori pratiche, cioè le iniziative che riescono meglio sul terreno, sono quelle sulle quali noi lavoriamo prioritariamente per allargare e per riproporre». E la premier aggiunge: «questa iniziativa ha l’atteggiamento del rispetto di una cooperazione seria e ormai viene presa a modello per molti che decidono di rafforzare la loro cooperazione con i Paesi africani, perché tutti capiscono che l’Africa è un continente strategico estremamente importante per i prossimi decenni (e la Biennale di due anni fa aveva guardato in questa direzione con Lokko) e quindi sono contenta che l’Italia su questo abbia un po’ segnato la strada».

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