11-05-2018 1 minuti

Comunicare l’architettura, a Barcellona un think tank con la stampa internazionale

Appuntamento al padiglione Mies van der Rohe con Architecture and the media

"Da professionista della comunicazione vorrei che un giorno le persone, anche grazie al lavoro dei media, fossero in grado di capire in autonomia quando un edificio costituisce una buona architettura"

Miriam Giordano

Cosa rende l'architettura interessante per i media? Quanto è significativo il ruolo dei giornalisti nel renderla comprensibile e apprezzabile da un ampio pubblico? Per riflettere su questi e altri temi la Fondazione Mies van der Rohe lancia in occasione della Barcelona Architecture Week la prima conferenza europea che indaga il rapporto tra architettura e comunicazione, organizzata in collaborazione con Creative Europe. 

“Architecture and the media”, questo il nome dell’evento, si svolgerà il 14 e il 15 maggio presso il padiglione Mies van der Rohe di Barcellona ed è rivolto a giornalisti, istituzioni e organizzazioni culturali, professionisti della comunicazione, progettisti, e a chiunque sia interessato al tema. Un’occasione per confrontarsi sulle modalità di divulgazione di tematiche architettoniche attraverso media diversi, dalle testate specializzate alla stampa generalista, dalla televisione alla radio, fino ai social. "L’incontro – spiega Anna Ramos, direttrice della Fondazione Mies van der Rohe – si focalizzerà sulla qualità del giornalismo di settore e sulla sua capacità di farsi comprendere da pubblici diversi, consentendo la costruzione di un dibattito sociale sull'architettura". 

Una due giorni con conferenze, talk, workshop e spazi di networking. Curatrici dell’evento sono Miriam Giordano, communication consultant e direttrice di Labóh communication agency, ed Ewa P. Porębska, architetto e caporedattore del giornale polacco Architektura-Murator. "L'architettura è un tema importante e presente nelle nostre vite quotidiane – ha evidenziato Miriam Giordano – ma il pubblico non è ancora pienamente consapevole del suo ruolo. Da professionista della comunicazione vorrei che un giorno le persone, anche grazie al lavoro dei media, fossero in grado di capire in autonomia quando un edificio costituisce una buona architettura". 

Le dimensioni dell’iniziativa? Due, una ideale e una pratica, secondo Ewa P. Porębska: "Da una parte l’evento consente di presentare nuove idee e condividere obiettivi futuri, dall’altra si intende promuovere invece un dibattito più generale sul futuro della relazione tra media e architettura". 

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