Costruzioni, ecco le tecnologie “vincenti”. Ma senza governance dei dati non si andrà da nessuna parte
Costruzioni, ecco le tecnologie “vincenti”. Ma senza governance dei dati non si andrà da nessuna parte
Dall’Agentic AI alla computer vision. La visione dell’Industry Outlook 2026 di Deloitte verso i progetti a regime
Data center, megaprogetti di modernizzazione delle reti e impianti industriali avanzati: queste le tre aree a maggior potenziale di crescita per il settore Ingegneria e Costruzioni. Ed è su queste nuove tecnologie, in particolare quelle del vasto campo del digitale, che si gioca la partita. È quanto emerge dall’Industry Outlook 2026 di Deloitte, secondo cui resilienza e innovazione dovranno essere le parole d’ordine del prossimo anno se si vorrà tenere testa a un mercato sempre più complesso e dinamico.
«Nel 2025 lo slancio iniziale di crescita del settore dell’ingegneria e delle costruzioni è stato messo a dura prova dalle sfide emergenti nel corso dell’anno – si legge nel report -. E le aziende hanno dovuto fare i conti con un’inflazione persistente, tassi di interesse elevati, incertezza tariffaria, grave carenza di manodopera, interruzioni della catena di approvvigionamento e impennate dei prezzi dei materiali, contribuendo a ridurre i margini e a ridurre i tempi di consegna».
Ma se le attività più “tradizionali” hanno registrato un sensibile rallentamento, di contro si è assistito a un’impennata dei progetti per data center e infrastrutture energetiche. «Un boom alimentato dalla rapida adozione dell’intelligenza artificiale, dall’aumento della domanda di servizi cloud e del fabbisogno energetico dei data center». Vero è però che sebbene siano stati annunciati diversi grandi progetti «l’attività complessiva rimane debole, poiché le aziende valutano le tempistiche di costruzione, i costi dei materiali e il ripristino delle catene di approvvigionamento prima di assumere impegni significativi», evidenzia Deloitte. Eppure uscire dal guado si può: la chiave sta nella trasformazione digitale perché «l’innovazione consente di ottimizzare capacità e costi e spingere la competitività». A tal proposito Deloitte ha stilato una lista delle tecnologie che stanno già facendo la differenza con risultati tangibili sul fronte dell’aumento della produttività, della messa in sicurezza degli economics e dell’adattamento a condizioni di mercato in rapida evoluzione.
La mappa delle tecnologie “vincenti”
- Agentic AI: secondo le rilevazioni di Deloitte sono in aumento le aziende che stanno sperimentando sistemi di intelligenza artificiale agentica per gestire autonomamente la pianificazione complessa, coordinare i flussi di lavoro e mitigare i rischi. Strumenti che possono aiutare i team di progetto ad anticipare interruzioni e a rispondere rapidamente a condizioni mutevoli.
- Computer vision and safety analytics: l’adozione di tecnologie di computer vision sta dimostrando particolare efficacia nell’ambito dei cantieri in particolare per quel che riguarda la sicurezza. «Molti pericoli possono ora essere identificati in pochi secondi, migliorando la conformità e riducendo il tasso di incidenti. L’analisi di sicurezza in tempo reale sta diventando sempre più importante, soprattutto per le aziende impegnate in grandi progetti».
- Building Information Modeling (Bim), 3D printing e digital twins: i flussi di lavoro digitali, che integrano Bim, stampa 3D e gemelli digitali, stanno semplificando le tempistiche e la gestione dei progetti «consentendo una pianificazione più accurata dei progetti, riducendo al minimo le rilavorazioni e accelerano i tempi, con riduzioni dei tempi fino al 20%».
- Internet of things devices: l’integrazione di dispositivi IoT, supportata dalla connettività 5G, sta trasformando il monitoraggio delle risorse e la manutenzione predittiva. «I dati sulle apparecchiature in tempo reale aiutano a ridurre al minimo i tempi di inattività e a ottimizzare l’allocazione delle risorse, soprattutto nei progetti complessi».
- Autonomous equipment & robotics: i macchinari autonomi e la robotica stanno passando dai programmi pilota alla fase iniziale di implementazione. «Queste tecnologie possono contribuire a far fronte alla carenza di manodopera, migliorare la sicurezza e automatizzare attività ripetitive o pericolose, consentendo alle aziende di scalare le operazioni in modo più efficiente».
Ma attenzione a scarsa qualità dei dati e competenze inadeguate
L’adozione delle tecnologie però non sempre è sufficiente. Ed è la stessa Deloitte a evidenziare che nonostante l’ampia disponibilità sul mercato di sistemi avanzati «dati di scarsa qualità continuano a compromettere frequentemente l’affidabilità delle soluzioni di analisi e intelligenza artificiale riducendo il ritorno sull’investimento e limitando il vantaggio operativo e competitivo». Dunque bisogna fare molta attenzione alla gestione e alla governance dei dati se si vogliono davvero sfruttare appieno i vantaggi degli strumenti digitali. Non da meno la questione delle competenze: «È necessario investire nello sviluppo continuo della forza lavoro poiché senza iniziative strategiche volte ad ampliare e migliorare le competenze del bacino di talenti, il settore rischia di aggravare i ritardi nei progetti, gli sforamenti dei costi e le pressioni sui margini». E c’è da fare i conti anche con la gestione della filiera: è fondamentale «costruire partnership di ecosistema e integrare metriche di performance digitale in tutta l’erogazione dei progetti».
Per Deloitte l’agilità finanziaria sarà altrettanto fondamentale: «Le aziende che mantengono la liquidità, gestiscono il debito con saggezza e sfruttano gli incentivi legislativi saranno meglio attrezzate per rispondere ai cambiamenti del mercato. Le fusioni e acquisizioni strategiche, in particolare quelle che rafforzano le capacità digitali, offrono ulteriori percorsi verso la crescita e la competitività. Il successo nel 2026 dipenderà probabilmente dalla resilienza alla volatilità del mercato, dalla flessibilità verso le mutevoli priorità e dall’impegno per l’innovazione».
In copertina: © Adobe Stock

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