Culturalibility 2.0. Ecco gli spazi che sperimentano l’aggregazione nel tempo Covid

23-10-20   I   | Lettura : 3 Minuti

Premiati 4 centri a Palermo, Agrigento, Bologna e Milano

Spazi da cui ripartire per immaginare e costruire nuove modalità di aggregazione nelle città in questa fase di emergenza

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a nord a sud, l’Italia riparte dalla cultura: sono stati recentemente annunciati i 4 vincitori del bando Culturability 2020, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Unipolis (con il supporto di ​Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Coopfond e il patrocinio di Anci) per selezionare, premiare e consolidare i migliori centri culturali italiani nati da processi di rigenerazione.

In Sicilia si aggiudicano il premio l’“Ecomuseo urbano mare memoria viva” di Palermo e “Farm cultural park” di Favara. Bologna e Milano sono invece le realtà premiate per il centro-nord, con “Le serre dei Giardini Margherita” e “Mare culturale urbano”. I centri sono stati selezionati fra le oltre 480 candidature provenienti da tutta Italia, dopo la call lanciata lo scorso aprile e individuati come luoghi in cui si sviluppano processi di innovazione culturale con impatto sociale e civico e si sperimentano nuove logiche di collaborazione con le comunità locali.


I vincitori, scelti tra i 15 finalisti che avevano superato la prima fase di selezione del bando nel mese di luglio, sono stati premiati per il loro valore di spazi da cui ripartire per immaginare e costruire nuove modalità di aggregazione nelle città in questa fase di emergenza.


I 4 centri culturali saranno sostenuti nel biennio 2020-21 attraverso finanziamenti e percorsi di mentoring, per un budget complessivo pari a 600 mila euro, che saranno suddivisi tra grant, per un valore massimo di 90 mila euro per centro; contributi economici,  per un valore massimo di 30 mila euro per centro, da usare per attività di consulenza, ricerca e sviluppo, formazione; accompagnamento e supporto continuo da parte di un team di mentor, per un valore massimo di 25 mila euro per centro.

I vincitori. Ecomuseo urbano ​mare memoria viva. Situato nell’ex deposito locomotive di Sant’Erasmo di Palermo, Mare Memoria Viva è un museo collettivo nato nel 2014 grazie a un progetto finanziato a CLAC (Cultura, Lavoro, Accompagnamento, Crescita) dalla Fondazione Conilsud in partnership con il Comune di Palermo, la cui “collezione" consiste in un archivio audiovisivo in continua evoluzione con fotografie, video, interviste, documenti, testimonianze e mappe che compongono una storia collettiva delle trasformazioni urbanistiche e sociali della città dal dopoguerra a oggi. L'archivio è la materia viva su cui si sviluppano le attività educative, il lavoro con gli artisti, le azioni e i progetti di welfare culturale.

Farm cultural park. Un’iniziativa nata nel 2010 da Andrea Bartoli e dalla moglie Florinda Saieva per ripensare la cittadina di Favara nei pressi di Agrigento, trasformando un centro storico abbandonato e degradato in un attrattore culturale e turistico. Arte e sperimentazione guidano la rigenerazione urbana di Favara, per anni associata al malaffare e all’abusivismo: nato nel 2010, il quartiere denominato I sette cortili è profondamente mutato, diventando un’importante attrattiva turistica per curiosi da tutto il mondo.

Serre dei Giardini Margherita a Bologna. Un centro ibrido di 650 mq nato nel 2014 che unisce produzioni culturali e agricole, ricerca e arte, imprenditoria ed educazione all'interno dei Giardini Margherita di Bologna. Uno spazio pubblico, abbandonato e successivamente rigenerato e restituito alla città. Un luogo di attivazione di comunità tra natura e cultura, all’insegna della sostenibilità.

Mare culturale urbano. Nato nel 2012, si costituisce come un progetto di rigenerazione urbana a base culturale, iniziato con la riqualificazione della storica cascina Torrette di Trenno del quartiere San Siro a Milano. L’obiettivo era quello di attivare processi di inclusione sociale e costruire un nuovo modello di sviluppo territoriale delle periferie, sperimentando nuovi linguaggi artistici, nuovi modelli ibridi di governance e di fare impresa. Oggi Mare culturale non è soltanto un centro di produzione artistica, ma è animato tutto l’anno da concerti, performance, cinema all'aperto, festival e attività per bambini. Lo spazio ospita anche un ristorante con una birreria artigianale, un coworking, sale per prove musicali, formazione ed eventi, e un cortile comune.


In copertina: ph. courtesy © Culturability

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