Dagli impianti sportivi a una rete diffusa di spazi attivi: il cambio di paradigma nelle città
Dagli impianti sportivi a una rete diffusa di spazi attivi: il cambio di paradigma nelle città
Il progetto nazionale “Sport Illumina”, il modello milanese di “Fuori Campo” e il futuro della piscina Argelati
Lo sport entra sempre più stabilmente nelle politiche urbane come leva di rigenerazione, inclusione e benessere. Da impianto dedicato agli eventi sportivi a occasione per animare lo spazio pubblico grazie a dispositivi urbani capaci di attivare luoghi, comunità e pratiche quotidiane. Su questa linea l’iniziativa “Sport Illumina”, promossa dal ministro per lo sport e i giovani, Andrea Abodi e sviluppata da Sport e Salute, con un investimento complessivo di 31,8 milioni di euro e 85 interventi in fase di realizzazione. Primo prototipo a Cologno Monzese, nel parco di via Neruda, dove un campetto da basket è stato trasformato in uno spazio sportivo multifunzionale aperto e accessibile. Il nuovo assetto include un campo da basket 3×3, un’area calisthenics a corpo libero e una parete per l’arrampicata. Un nuovo tassello dove lo sport è già parte della vita quotidiana del quartiere, con l’obiettivo di rafforzarne l’uso e ampliarne le possibilità.
“Sport Illumina” si inserisce all’interno di una strategia più ampia di riqualificazione urbana e sociale, che punta a rendere disponibili spazi gratuiti per l’attività fisica, contribuendo a ridurre le barriere di accesso allo sport e a favorire forme di aggregazione nei quartieri.
«Il nostro progetto ha come obiettivo la riqualificazione urbana e sociale dei luoghi dove poter praticare gratuitamente attività motoria», ha dichiarato il ministro Andrea Abodi, sottolineando come l’iniziativa punti ad intervenire in particolare nei contesti caratterizzati da fragilità sociali, mettendo a disposizione nuove infrastrutture pubbliche accessibili. Il modello adottato si basa su una collaborazione tra soggetti pubblici e privati, che consente di sostenere sia la fase di realizzazione sia quella di attivazione degli spazi.
Un approccio differente ma complementare è quello sviluppato a Milano con il progetto “Fuori Campo”, promosso dall’assessorato allo sport, turismo e politiche giovanili del Comune insieme alla Fondazione di Comunità Milano e coordinato da Sanga Milano. In questo caso, l’intervento non passa dalla realizzazione di nuove infrastrutture, ma dall’attivazione diffusa dello spazio pubblico attraverso un programma strutturato di attività sportive e culturali.
Il progetto prevede oltre 300 iniziative distribuite tra febbraio e dicembre 2026, in circa 60 sedi della città. Skate, basket, calcio, parkour, breakdance, baskin (basket inclusivo, giocato insieme da persone con e senza disabilità) e arti marziali si affiancano a laboratori creativi ed educativi di strada, in un palinsesto rivolto in particolare ad adolescenti e giovani, con attenzione ai contesti caratterizzati da fragilità sociale e culturale.
Le attività si svolgono in spazi eterogenei, dal Parco Trotter al quartiere Corvetto, da Ponte Lambro a San Siro fino al Gallaratese e sono accompagnate da istruttori, trainer ed educatori.
Il programma è realizzato da una rete di 18 organizzazioni cittadine coordinate da Sanga Milano, che integra competenze sportive, educative e sociali, costruendo un modello operativo basato sulla collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. «Fuori Campo nasce da una convinzione molto semplice: lo sport non deve aspettare che siano i ragazzi a entrare negli impianti, deve andare lui nei quartieri» ha dichiarato l’assessora allo sport, turismo e politiche giovanili del Comune di Milano Martina Riva, sottolineando come lo spazio pubblico venga reinterpretato come infrastruttura educativa e luogo di relazione.
E sull’accesso e la fruizione delle aree sportive il dibattito si accende ancora a Milano, dove accanto ai programmi di attivazione diffusa dello spazio pubblico si apre anche il tema della riqualificazione degli impianti esistenti. Il comune ha infatti avviato il percorso partecipativo “Immaginiamo insieme il futuro della piscina Argelati”, dedicato alla trasformazione dello storico centro balneare nel cuore dei Navigli. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di ripensare l’impianto non solo in relazione al suo uso natatorio e balneare, ma anche come luogo di socialità e aggregazione per il quartiere, in grado di ospitare nuove funzioni sociali e culturali negli spazi interni ed esterni.
Il confronto con cittadini, associazioni ed enti sarà centrale nella definizione degli indirizzi progettuali che guideranno il successivo concorso internazionale. «La piscina Argelati è un luogo storico dello sport milanese – dichiara l’assessora Martina Riva – e vogliamo che torni a essere uno spazio vivo, aperto e centrale per il quartiere e per tutta la città. Per questo partiamo dall’ascolto: il percorso partecipativo ci consentirà di raccogliere idee e spunti utili a indirizzare al meglio il progetto». In questo caso, la trasformazione dello spazio sportivo si lega direttamente ai processi di partecipazione e co-progettazione, rafforzando il rapporto tra infrastrutture, comunità e uso quotidiano della città.
© Sport e Salute

Da convento a infrastruttura sociale: a Piacenza parte la nuova vita di Santa Chiara
La rivoluzione del Demanio: il metodo del Piano Città per rigenerare il territorio
Sisma 2016, la ricostruzione entra nella fase più complessa: dalle case ai territori
Terremosse, ad Amatrice l’architettura ricuce comunità e territori fragili








