Dalla pianificazione ai servizi: perché la prossimità sostenibile sta cambiando il modo di governare le città

16-01-2026 Mila Fiordalisi 5 minuti

16-01-2026 Mila Fiordalisi 5 minuti

Dalla pianificazione ai servizi: perché la prossimità sostenibile sta cambiando il modo di governare le città

Accessibilità, equità, resilienza. Sette i driver dello studio firmato dall’Osservatorio promosso da UN-Habitat

Dalla città dei 15 minuti a quella declinata in nome della “prossimità sostenibile”. Le amministrazioni locali sono chiamate a ripensare la pianificazione urbana e ad adottare modelli nuovi e trasformativi. E il modello di prossimità sostenibile sta emergendo come un “potente catalizzatore” poiché offre in approccio flessibile per un’ampia gamma di sfide urbane. Ne sono convinti gli autori dello studio “Sustainable proximities for a high quality of societal life” – sottotitolo “A global and integrated urban planning methodology for local governments” – a cura dell’Osservatorio globale delle prossimità sostenibili, iniziativa congiunta del Programma Onu per gli insediamenti umani UN-Habitat, del laboratorio Chaire Eti dell’Università Paris Pantheon-Sorbonne e dell’Uclg (United cities and local governments).


Nel corposo documento da quasi una cinquantina di pagine sono stati messi nero su bianco i principi cardine della metodologia “Sustainable proximities” a servizio di governi e autorità locali che desiderano promuovere l’integrazione sistemica di pratiche urbane sostenibili all’interno del quadro di sviluppo urbano esistente tenendo conto anche della potenziale partecipazione della società civile e delle organizzazioni internazionali


«Le città di tutto il mondo affrontano sfide crescenti, tra cui gli effetti della crisi immobiliare globale e del cambiamento climatico. La pianificazione basata sulla prossimità diventa fondamentale per migliorare l’accesso ad alloggi, terreni e servizi di base adeguati. Crediamo che le città che promuovono la vita locale, dove le funzioni sociali essenziali sono accessibili a breve distanza dalle abitazioni a piedi o in bicicletta siano più inclusive, vivibili e sostenibili. E crediamo che queste città rappresentino il nostro futuro» si legge nella prefazione.

Nel ricordare che la città dei 15 minuti come modello per migliorare la prossimità è stata promossa nel 2020 dal sindaco di Parigi Anne Hidalgo, su ispirazione del professor Carlos Moreno (scelto anche dal Cnappc per guidare un comitato sul futuro delle città), nell’ambito di una strategia a lungo termine per migliorare la qualità della vita e rispondere alla crisi del Covid-19, gli autori dello studio evidenziano che «da allora l’idea si è evoluta da modelli specifici – città da 15, 30 o X minuti – a un movimento globale più ampio basato sul concetto di “prossimità sostenibili”. Questo cambiamento riflette la crescente necessità di adattare il modello alle diverse realtà urbane e di estenderlo a livello globale. Infatti, se la città da 15 minuti ha rappresentato un importante punto di partenza, ora dobbiamo orientarci verso un modello più inclusivo e adattabile a livello globale».

Nel documento, in primo luogo, vengono fornite linee guida su come impostare e strutturare i progetti urbani per migliorarne l’impatto a lungo termine. Poi vengono accesi i riflettori sui metodi quantitativi e qualitativi per raccogliere e analizzare i dati per la valutazione urbana e la co-creazione ed è determinante uno studio approfondito del contesto e l’analisi dei dati per cogliere le sfide e le opportunità sociali e ambientali di ciascun progetto raccogliendo input qualitativi e valutando le diverse aspettative degli stakeholder. «Sebbene queste fasi possano operare in modo indipendente, si integrano per offrire una comprensione olistica del contesto del progetto. Al termine delle analisi e della co-creazione, il team di progetto consolida i risultati in raccomandazioni per l’implementazione, che spaziano da approcci innovativi alla pianificazione e progettazione territoriale e urbana a meccanismi di policy e governance trasformativi» puntualizzano gli autori del report.


Infine, il documento fornisce ulteriori spunti su come misurare l’impatto, facendo riferimento a quadri di valutazione globali, su come promuovere iniziative di advocacy e capacity building e su come ampliare le prossimità sostenibili attraverso politiche urbane nazionali e azioni scalabili


La metodologia integra inoltre strumenti, risorse e casi di studio dei partner dell’Osservatorio. «Il modello di prossimità sostenibile è un’estensione della città dei 15 minuti e del territorio dei 30 minuti, poiché riconosce la necessità di costruire quadri più inclusivi e replicabili, realmente adattabili e rispondenti alle esigenze e alle capacità motorie dei residenti». L’Osservatorio incoraggia dunque le città ad adattare la prossimità al loro contesto specifico e ad andare oltre il semplice numero di 15 o 30, distaccandosi dalle tipologie di città del Nord del mondo e considerando una gamma più diversificata di modelli di mobilità e accessibilità, morfologie e funzioni urbane.

I sette principi guida alla base della prossimità sostenibile

  1. Una città accessibile (living)

Una città o un territorio che promuove la socializzazione attraverso alloggi sicuri, accessibili, diversificati e distribuiti uniformemente, servizi e comfort di base inclusivi e di qualità. Migliorare l’accesso dei cittadini ai servizi pubblici, promuovere la solidarietà e includere prospettive informali, per limitare la gentrificazione e la segregazione.

  1. Una città fiorente (working)

Una città o un territorio prospero, fiorente e dinamico che offre opportunità di sostentamento eque, ben distribuite e accessibili a tutti. Promuove stili di vita sostenibili, economie verdi, circolari e intelligenti.

  1. Una città giusta (governing)

Una città o un territorio giusto, fondato su istituzioni locali inclusive e strutture di governance partecipative e accessibili. Rafforzare gli individui e le comunità attraverso meccanismi multi-stakeholder per il processo decisionale e la co-creazione nella pianificazione e progettazione urbana, aumentando la trasparenza e la responsabilità. Una città o un territorio che considera soluzioni sostenibili di alta qualità, innovative, accessibili, specifiche per il contesto e culturalmente sensibili. Basandosi su risorse, tecnologie e dati locali, adattandosi alle esigenze locali di tutti gli abitanti, in particolare di coloro che si trovano in situazioni vulnerabili.

  1. Una città inclusiva (enjoying)

Una città o un territorio costituito da spazi pubblici sicuri, inclusivi e distribuiti uniformemente, con reti stradali complete, accessibili e ben collegate in sistemi urbani. Promuove la diversità di usi e utenti condivisi, il benessere, il comfort e la sicurezza, proteggendo al contempo il patrimonio culturale e naturale mondiale.

  1. Una città resiliente (supplying)

Una città o un territorio resiliente e verde che considera l’accesso all’aria pulita, all’acqua e alla biodiversità un bene comune. Promuove misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, limitando gli effetti dei disastri naturali, come l’adozione di soluzioni basate sulla natura, l’energia verde, l’edilizia e le costruzioni sostenibili.

  1. Una città solidale (caring)

Una città o un territorio interconnesso e accessibile, con reti di mobilità ben distribuite, a basse emissioni di carbonio e resilienti, che privilegia infrastrutture di trasporto pubblico accessibili, sicure, efficienti, convenienti e sostenibili, nonché opzioni non motorizzate come camminare e andare in bicicletta. Promuovere l’attività fisica, la salute e il benessere, l’interazione sociale, il sostentamento e la riproduzione della vita al suo interno.

  1. Una città a uso misto (learning)

Una città o un territorio policentrico, compatto, a uso misto e spazialmente integrato, con una limitata specializzazione nell’uso del suolo. Che consente alle persone di svolgere tutte le principali funzioni sociali ed economiche vicino alle proprie abitazioni, evitando o mitigando le esternalità negative dell’elevata densità urbana, come il sovraffollamento.

© Sustainable Proximities for a High Quality of Societal Life

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Mila Fiordalisi
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