Dalle politiche dell’abitare ai nuovi modelli di crescita: le leve su cui si gioca il futuro delle città

13-02-2026 Luigi Rucco 4 minuti

13-02-2026 Luigi Rucco 4 minuti

Dalle politiche dell’abitare ai nuovi modelli di crescita: le leve su cui si gioca il futuro delle città

La Community TEHA 2026 attiva un tavolo di lavoro su attrattività del mercato, partnership pubblico-private e valore sociale degli interventi

Ripartono i lavori della Community Valore Rigenerazione Urbana, la piattaforma multistakeholder di analisi e confronto promossa da The European House of Ambrosetti (TEHA Group), che riunisce alcuni dei principali attori coinvolti nei processi di trasformazione urbana. Un think tank pensato per analizzare potenzialità e impatti della rigenerazione urbana, mettendo attorno allo stesso tavolo investitori e sviluppatori, mondo della progettazione, servizi immobiliari, digital tech e finanza, anche con Pa e istituzioni. L’avvio dei lavori della community lo scorso anno (qui tutto il reportage di thebrief ) aveva segnato un passaggio rilevante: la volontà di affrontare la rigenerazione urbana non come somma di singoli interventi, ma come processo complesso, capace di generare valore per i territori e per i cittadini, andando oltre il perimetro strettamente immobiliare. La rigenerazione urbana come una priorità strategica per il Paese, in grado di intercettare e affrontare alcune delle principali sfide strutturali: dalla crisi abitativa alla polarizzazione territoriale, dall’accessibilità alla casa alla qualità dello spazio pubblico, fino alla sostenibilità sociale ed economica degli investimenti.


Il bilancio del 2025 ha restituito risultati concreti. Tra le altre attività, la community ha supportato i partner nelle attività legate alla proposta di emendamenti al testo unificato sulla rigenerazione urbana


contribuendo con analisi tecniche volte a rafforzare la qualità del quadro normativo e promuovere un approccio di filiera. Tra le proposte avanzate, l’introduzione del principio secondo cui le operazioni di rigenerazione urbana debbano essere valutate e prioritizzate anche in base agli impatti sociali, oltre che economici e ambientali, lungo tutte le fasi del ciclo di vita dell’intervento, includendo la valutazione di impatto generazionale (come ha scelto di fare la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi). Contestualmente, la task force riunita da TEHA ha contribuito anche alla messa a punto di osservazioni sulla variante normativa del Pgt di Milano, con l’obiettivo di rendere le decisioni più trasparenti, misurabili e comparabili.

«In questo quadro la Community valore rigenerazione urbana si propone come spazio di mediazione avanzata, capace di censire opportunità di investimento, favorire partnership pubblico–private e contribuire alla costruzione di un linguaggio comune tra soggetti spesso distanti per ruolo, tempi e obiettivi», dichiara Jacopo Palermo, associate partner di TEHA Group, durante la prima riunione dell’advisory board della community con l’obiettivo di definire i temi strategici e trasversali dell’edizione 2026.

Alla luce dei risultati conseguiti nel 2025 e degli sviluppi congiunturali e di lungo periodo, l’attenzione si concentra sulla definizione dei temi strategici e trasversali della nuova edizione. Tra i pilastri: la prosecuzione del lavoro metodologico sull’URSII (Urban Regeneration Social Impact Index), sviluppato secondo la metodologia del JRC della Commissione Europea con cui è in corso il processo di validazione, con l’obiettivo di testarlo, perfezionarlo e renderlo operativo come riferimento condiviso per la valutazione dell’impatto sociale degli interventi. Accanto a questo, il monitoraggio dell’evoluzione normativa nazionale ed europea, letto in chiave operativa per investitori, sviluppatori e amministrazioni, e il rafforzamento delle attività di matchmaking pubblico–privato per facilitare dialogo e progettualità sui territori.

Anche le politiche dell’abitare rimangono al centro della community, in un quadro europeo e nazionale che vede, da un lato, l’European affordable housing plan stimare un fabbisogno di circa 650mila abitazioni all’anno nel prossimo decennio con investimenti per 150 miliardi di euro all’anno e, dall’altro, il Piano casa nazionale fissare l’obiettivo di 100mila alloggi a canone calmierato in dieci anni.

L’Italia registra una performance positiva sul fronte degli investimenti, sia complessivi sia esteri, anche grazie alla progressiva messa a terra delle risorse del Pnrr. Secondo la rielaborazione di TEHA Group su dati World Bank, nel 2024 l’incidenza degli investimenti sul Pil ha raggiunto il 22,2%, un livello che per la prima volta dopo quarant’anni risulta superiore a quello di Francia, Germania e Spagna, e che segna una crescita di 5,1 punti percentuali rispetto al 2015. Il dato si colloca 1,9 punti sopra la Spagna, 1,7 punti sopra la Germania e 0,1 punti sopra la Francia, confermando una dinamica di rafforzamento strutturale. In questo contesto, nel 2025 il settore immobiliare consolida una traiettoria di crescente attrattività ed è atteso registrare il massimo decennale in termini di investimenti, con investimenti corporate stimati in 14,3 miliardi di euro (dati centro studi Gabetti 2026). Il trend è confermato dall’aumento del numero di transazioni immobiliari, cresciute del +9,5% su base annua, pur in presenza di una forte polarizzazione territoriale: il 65% degli investimenti si concentra nel nord Italia, il 15% nel centro, mentre sud e isole intercettano complessivamente solo il 9%. A livello settoriale, la crescita è trainata in particolare dai comparti living, healthcare e hospitality, mentre risultano in calo gli investimenti in uffici e spazi retail.

Guardando al 2026, la Community privilegerà un approccio per verticali tematiche costruite a partire da criticità nazionali e priorità strategiche: student housing, housing accessibility, waterfront e smart cities. Quattro osservatori pensati per approfondire modelli di investimento, governance e policy, confrontando esperienze internazionali e soluzioni replicabili.

Tra le sfide prioritarie quella di agire come trait-d’union tra cabine di regia e realtà operative, tra strategie e territori.

La crescita resta spesso trainata dal nuovo, mentre il patrimonio esistente – che rappresenta una quota rilevante della ricchezza delle famiglie italiane – richiede nuovi modelli di lettura, business plan aggiornati, attenzione ai costi, alle infrastrutture e ai protocolli di sostenibilità in rapida evoluzione. In questo scenario, la rigenerazione urbana non è solo una questione di progetto, ma una infrastruttura sociale e istituzionale da costruire nel tempo.

In copertina © TEHA

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Luigi Rucco
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