Edilizia green: cinque materiali che cambiano le regole del costruire

19-08-2025 Giulia Carulli 2 minuti

19-08-2025 Giulia Carulli 2 minuti

Edilizia green: cinque materiali che cambiano le regole del costruire

Dal Regno Unito alle Hawaii, nuovi prodotti che rappresentano una risposta tecnica alle sfide ambientali

Nel panorama dell’edilizia contemporanea, la sostenibilità non è più un valore aggiunto, ma una necessità. Le innovazioni nei materiali stanno tracciando una nuova rotta per l’architettura del futuro. Cinque soluzioni emergenti — sviluppate tra laboratori universitari, start-up e studi di design — dimostrano che costruire in modo ecologico è oggi un valore aggiunto sul piano progettuale che incide anche su qualità e prestazioni energetiche.

Negli Stati Uniti, la start-up InventWood ha sviluppato Superwood, un legno modificato a livello molecolare che punta a sostituire cemento e acciaio. Dieci volte più resistente del legno tradizionale e sei volte più leggero dell’acciaio, il materiale è naturalmente resistente a fuoco, umidità e parassiti. Il risultato è ottenuto grazie a un processo che rimuove la lignina e le imperfezioni del legno, mantenendone però la tipica lavorabilità.

Alle Hawaii, l’azienda Surf Block Maui ha ideato una soluzione circolare che trasforma gli scarti delle tavole da surf in blocchi da costruzione. Utilizzando Eps (polistirene espanso) derivato dalla sagomatura delle tavole, produce blocchi Iccf (Insulated composite concrete form) capaci di ridurre l’uso di cemento fino al 30%, tagliando così le emissioni e i costi legati all’importazione dei materiali. Un’idea sostenibile, radicata nella cultura dell’isola e nella necessità di ricostruzione post-incendi.

Sul fronte della ricerca, un team della Northwestern University ha creato una sabbia artificiale in grado di catturare Co₂. Ispirandosi alla formazione naturale dei gusci marini, i ricercatori hanno sviluppato un processo elettrochimico che, iniettando Co₂ in acqua di mare e applicando una corrente elettrica, consente la precipitazione di minerali solidi simili alla sabbia. Il materiale ottenuto conserva le proprietà meccaniche della sabbia tradizionale, ma con un impatto carbonico negativo.

Nel Regno Unito, il professor Tavs Jorgensen ha rivoluzionato l’impiego della terra cruda — uno dei materiali da costruzione più antichi e a basso impatto — rendendola lavorabile per estrusione in mattoni interbloccanti tramite stampi 3D. Questi mattoni non richiedono né cottura né malta e possono essere prodotti con miscele di argilla, sabbia e fibre naturali come canapa o paglia, promuovendo un’edilizia circolare.

Sempre nel Regno Unito, lo studio Material Cultures ha presentato al Victoria and Albert Museum di Londra, il museo di arti applicate e decorative situato a South Kensington, una serie di pannelli realizzati con materiali solitamente considerati scarti, come corteccia e aghi di pino. Utilizzando la lignina naturale come collante e bio-resine per i materiali meno reattivi, ha ottenuto superfici impermeabili e resistenti, pensate come alternative sostenibili all’Osb (Oriented strand board) e al compensato. L’impiego di specie arboree diversificate favorisce inoltre la biodiversità forestale e suggerisce un modello di filiera rigenerativa e resiliente.

In copertina: © Courtesy of the V&A

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Giulia Carulli
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