Gam di Torino, il futuro riparte dagli architetti olandesi di Mvrdv

18-12-2025 Giulia Fuselli 3 minuti

18-12-2025 Giulia Fuselli 3 minuti

Gam di Torino, il futuro riparte dagli architetti olandesi di Mvrdv

Il team con Balance Architettura ed EP&S Group vince il concorso internazionale per la riqualificazione della Galleria d’Arte Moderna. Lavori al via nel primo semestre del 2027

È il team composto da MVRDV, Balance Architettura, EP&S Group, a vincere il concorso internazionale per la riqualificazione della Galleria d’Arte Moderna di Torino (GAM). Un progetto che ha convinto la commissione per la sua capacità di tenere insieme tutela e trasformazione, memoria e futuro, restituendo alla Galleria il ruolo di grande infrastruttura culturale aperta alla città.

«Non abbiamo mai pensato la GAM solo come un museo, ma come un luogo vivo, parte integrante di Torino», spiegano gli architetti di MVRDV. La proposta parte da un gesto tanto radicale quanto rispettoso: “ripulire” le stratificazioni incoerenti accumulate nel tempo, preservando l’architettura originaria del 1959 e rendendola nuovamente leggibile. Il risultato è un edificio più permeabile, che apre giardino e piazza, rende visibili anche i depositi, e offre spazi espositivi flessibili, capaci di adattarsi alle esigenze future.

Una visione che la Commissione ha definito “coraggiosa”, capace di farsi erede dell’ottimismo del dopoguerra che animò il progetto di Carlo Bassi e Goffredo Boschetti. «La nuova GAM intensifica l’importanza del museo come generatore di cultura nella città di Torino, ospitando più del tradizionale programma espositivo e accogliendo diverse funzioni pubbliche», spiega nelle motivazioni il presidente della Compagnia di San Paolo, Marco Gilli.

Il concorso ha visto una partecipazione di altissimo livello: 45 studi internazionali, a conferma della centralità della GAM nel panorama architettonico e museale globale. Secondo posto per Kengo Kuma & Associates Europe, Ralph Appelbaum Associates, Arch. Sonia Beatrice Calzoni, Deerns Italia SpA, CEAS srl, VDLA Vladimir Djurovic Landscape Architecture, Arch. Vincenzo Incardona, Arch. Anass Faid, Arch. Tommaso Mazzega, Arch. Francesco Patetta. Terzo posto per Guglielmo Vázquez Consuegra Arquitecto SLP, PROAP – Estudos e Projectos de Arquitectura Paisagista, GTRF – Tortelli Frassoni Architetti Associati, SEINGIM Global Service srl, 3ti Progetti Italia Ingegneria Integrata S.p.A., Diapason Ingegneria S.r.l., Geologo Dott. Marco Giovannozzi, Ing. Alessandro Zichi. Quarto porto per Mario Cucinella Architects, Manens, Gae Engineering S.r.l., Milan Ingegneria SpA, WAU architetti, DOTDOTDOT, Dott. Alessandro Biglia. Infine al quinto posto il team guidato da ACPV Architects (architetti Antonio Citterio e Patricia Viel), DBA SpA, LAND Italia srl, Metis Lighting, Artcloud Network International, FIONDA srl, Arch. Alberto Artioli, Dott.ssa Beatrice Zanelli.

Per Gilli, la riqualificazione della GAM è uno dei progetti chiave del piano strategico dell’ente: «Vogliamo concentrarci su interventi che abbiano un impatto territoriale, ma anche una valenza nazionale e internazionale». Una vocazione che affonda le radici nella storia: «Già nel 1962 Vittorio Viale diceva che solo una Galleria d’Arte Moderna può essere il centro vivo e catalizzatore dell’attività artistica di un Paese. Non avrei parole migliori, a distanza di 65 anni, per dire cosa è stata e cosa sarà la GAM».

Il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo sottolinea il valore strategico dell’intervento per la città: «Una delle collezioni più importanti al mondo di arte moderna e contemporanea è a Torino. Riqualificare la GAM significa restituire a queste opere gli spazi che meritano». E aggiunge: «Il partenariato con la Compagnia di San Paolo è una grande ricchezza per Torino, per la qualità e l’attenzione alla valorizzazione del territorio».

©MVRDV – Nuova GAM render

Per Massimo Broccio, presidente di Fondazione Torino Musei, è una giornata storica. La GAM, ricorda, «è la più antica galleria civica d’Italia, custodisce oltre 45mila opere, la più importante videoteca nazionale e uno degli edifici museali più innovativi del dopoguerra». Il nuovo progetto raccoglie quella eredità e la rilancia: «Innovazione, sostenibilità, nuovi modelli di fruizione, inclusività e ruolo sociale dei musei sono il filo conduttore di questa rigenerazione».

Dal punto di vista operativo, nei prossimi mesi partiranno le fasi approvative e progettuali, con l’obiettivo di avviare i lavori nel primo semestre del 2027. Resta aperta la scelta se mantenere il museo attivo durante il cantiere o prevedere una chiusura temporanea per accelerare i tempi. Quel che è certo è che la GAM si prepara a un nuovo inizio.

In copertina: ©MVRDV 

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Giulia Fuselli
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