Hotel d’autore, i sei progetti che riscrivono l’idea di ospitalità nel 2025
Viaggio tra architetture sorprendenti, interior d’avanguardia e visioni creative del vivere temporaneo
Nel 2025, l’hôtellerie di lusso riscopre il dialogo con l’architettura e il design: sei nuove location europee che non si limitano a offrire una camera con vista, ma trasformano il soggiorno in un’esperienza sensoriale e culturale, dove ogni spazio è concepito come un’opera d’arte da abitare, anche se solo per una notte.
A Roma, nel cuore della città eterna, prende vita il Romeo Roma, un progetto firmato Zaha Hadid Architects all’interno del seicentesco Palazzo Capponi. Ideato nel 2014 e portato a termine dopo più di dieci anni di sfide progettuali, l’hotel mette in scena un dialogo tra le tracce del passato e l’audacia del presente. Il risultato è un urban resort dove il design futuristico convive con marmi antichi, opere d’arte contemporanea e persino una piscina trasparente sospesa sui resti romani.
Anche Parigi si rinnova, attraverso una visione sostenibile di Le Jardin de Verre, il nuovo hotel del gruppo Locke progettato dallo studio Fettle. Qui, nel quartiere Latino, tra un’ex fabbrica ottocentesca e due dimore barocche, prende forma un rifugio immerso nella vegetazione, dove la natura è protagonista e la luce naturale si moltiplica nell’atrio in vetro che collega gli spazi. Il design gioca con colori caldi, materiali rustici e tocchi vintage, mentre le camere, tra velluti, cucine arancio e tendaggi salvia, rivisitano lo stile parigino con ironia e raffinatezza.
Un luogo più intimo è il nuovo Puro Hotel a Varsavia, nel cuore del centro storico. Il duo italo-danese GamFratesi firma gli interni ispirandosi all’essenzialità scandinava, puntando su materiali naturali, tonalità morbide e una grande attenzione al dettaglio artigianale. Ogni ambiente, dalle aree comuni fino alle suite con terrazza, è pensato per evocare una sensazione di casa, con tocchi di storia e arte locale, e una palette che richiama le vedute di Canaletto su Varsavia. Un’idea di lusso intimo, discreto, ma ricco di atmosfera.
Londra gioca con il fascino del passato rivisitato, come dimostra l’intervento di Jacu Strauss per il Sea Containers Hotel, che collabora con la piattaforma di design vintage Vinterior per creare quattro suite tematiche, ispirate all’Art Déco, all’epoca Edoardiana, al modernismo di metà secolo e alla serie Dynasty. Ogni suite è un microcosmo di epoche, materiali e suggestioni nautiche, in perfetta sintonia con la storia del palazzo, un tempo pensato come terminale per navi di lusso.
Sempre a Londra il gruppo Six Senses inaugura il suo primo indirizzo nella capitale inglese: The Whiteley, rinascita di uno dei grandi magazzini più iconici della città, firmata dal gruppo Finchatton. L’edificio ospita 110 camere e 14 residenze private, immerse in un universo dove sostenibilità, benessere e artigianato contemporaneo si incontrano. Il cuore pulsante è Six Senses Place, un club olistico che fonde wellness, socialità e coworking. Linee pulite, materiali nobili, luce naturale e attenzione al dettaglio costruiscono una nuova idea di comfort urbano, che guarda al futuro senza dimenticare la storia.
Infine, il Rosewood di Amsterdam, nuovo gioiello del celebre gruppo alberghiero, che trova casa nell’ex Palazzo di Giustizia affacciato sui canali. Un progetto imponente ma contemporaneamente delicato, dove lo studio Piet Boon rilegge gli spazi storici con sensibilità contemporanea, inserendo arredi su misura, palette ispirate ai cieli olandesi e dettagli che evocano le toghe dei giudici. I giardini, firmati dal maestro paesaggista Piet Oudolf, sono un rifugio urbano e botanico, mentre mille opere d’arte trasformano l’hotel in una vera galleria diffusa. Un luogo in cui l’eredità dei maestri fiamminghi incontra la visione degli artisti di domani, tra raffinatezza, innovazione e spirito profondamente olandese.
In copertina: © Romeo Roma

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