Infrastrutture marittime, competitività e cambiamento climatico. Verso un’Authority unica

15-05-2025 Giulia Fuselli | Paola Pierotti 2 minuti

15-05-2025 Giulia Fuselli | Paola Pierotti 2 minuti

Infrastrutture marittime, competitività e cambiamento climatico. Verso un’Authority unica

Strategie integrate, tecnologie innovative e visione unitaria per rafforzare il ruolo dei porti nel contesto climatico e geopolitico globale

In un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalle sfide geopolitiche, il rafforzamento dei porti rappresenta un elemento cruciale non solo per la sicurezza e la funzionalità delle opere marittime, ma anche per l’intero sistema economico nazionale. E mentre proseguono i lavori del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il rinnovo dei vertici delle Autorità di sistema portuali italiane e si discute sull’ipotesi di un’Autority unica (anche considerando che solo Rotterdam ha capacità superiore alle Autorità italiane messe insieme), il mondo dell’ingegneria convoca un tavolo di confronto interrogandosi su come si possono rendere i nostri porti resilienti davanti ai cambiamenti climatici.

L’appello del Consiglio Nazionale degli Ingegneri? Servono strumenti per orientare le scelte progettuali in modo che possano rispondere alle sfide future, tenendo conto dell’evoluzione del clima e della necessità di adattamento.

Adattamento è una delle parole chiave scelte da Carlo Ratti per la sua Biennale e proprio sull’intelligenza del mare si è cimentato il padiglione Italiano guidato da Guendalina Salimei.

Focus sulla logistica. “Abbiamo l’obiettivo di diventare il secondo pilastro della logistica europea – ha commentato Edoardo Rixi, Viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – dando un forte contributo al sistema industriale dell’intero continente, riaffermando la centralità dell’Italia nel Mediterraneo”. E sul tema della resilienza dei porti, focus del convegno (9 maggio 2025) tre i filoni di attenzione: cambiamenti climatici, cambiamenti geopolitici, digitale.

Authority unica. “Rimane necessaria una governance del sistema portuale che permetta di avere un’offerta unica a livello nazionale. In un prossimo ddl – la dichiarazione di Rixi – sarà prevista una nuova società che si occuperà appunto di gestire l’integrazione tra i vari porti”. Intanto Stefano Corsini, direttore dell’Ufficio per l’attuazione delle Politiche del mare dell’omonimo Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha dichiarato che “il nuovo Ministero della Protezione Civile e delle Politiche del Mare rappresenta una novità e nel 2023 è stato approvato il Piano sul mare che contiene sedici direttive specifiche su materie marittime”.

Contestualmente il presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Massimo Sessa, ha sottolineato l’importanza di poter contare su un organismo indipendente che supporti il settore tecnico nella progettazione delle opere marittime. La progettazione, secondo Sessa, deve prevedere l’assorbimento delle forze naturali in maniera preventiva, con soluzioni innovative per adattarsi ai fenomeni estremi come l’erosione costiera e l’innalzamento del livello del mare.

Nel dialogo, il presidente di Assoporti, Rodolfo Giampieri, ha ribadito l’importanza di un’azione congiunta tra politica, ricerca e professionisti. «La portualità italiana deve essere vista come una risorsa strategica per il futuro del Paese», ha affermato, «capace di creare ricchezza e di rilanciare soprattutto le aree del Sud, ma solo se integrata in una visione unitaria e moderna». La ricerca applicata, l’adozione di tecnologie avanzate e l’armonizzazione normativa sono elementi chiave per garantire che le infrastrutture portuali italiane siano pronte a rispondere alle sfide future, con un occhio di riguardo per l’ambiente e la sostenibilità.

In copertina: © Adobe Stock 

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Giulia Fuselli
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