La città è scomoda e nel futuro sopravviverà se affronterà le disuguaglianze

30-10-2025 Francesca Fradelloni 4 minuti

30-10-2025 Francesca Fradelloni 4 minuti

La città è scomoda e nel futuro sopravviverà se affronterà le disuguaglianze

All’evento Foresight di Lombardini22 politici, attori, scrittori, scienziati parlano di centri urbani. Le soluzioni dell’emergenza-casa nel racconto politico di Roma Capitale

La fila dei bisognosi all’ingresso dell’associazione “Pane quotidiano” e affianco la super lussuosa piscina della Bocconi, la movida di corso Como e l’underground milanese delle case editrici di nicchia, i senzatetto che dormono nei sottopassaggi e gli studenti universitari da tutta Europa. La città è scomoda, Milano è scomoda, la città è tutto questo, ma è di tutti e cerca di trovare una nuova identità. All’evento organizzato da Lombardini22 “Foresight” politici, attori, scrittori, scienziati insieme, perché la città è un tutt’uno che raccoglie esistenze, futuri possibili e marginalità.

«La città scomoda è la città complessa, accetta la realtà del proprio sviluppo nel tempo e sa valorizzare quello che c’è, anche la sua incompiutezza. Accetta la movida e il bisogno di silenzio, fa convivere le diverse istanze. L’obiettivo è migliorare nelle sue diverse sfaccettature. Siamo lontani dalle comunità chiuse della provincia americana, però anche noi stiamo cambiando le nostre abitudini entrando in bolle social e anche territoriali», spiega Franco Guidi partner e ceo di Lombardini22. È fragile e piena di contraddizioni, ma per questo è vitale. «Si parla tanto di “città dei 15 minuti”, il modello proposto è interessante e affascinante. Oggi però quei 15 minuti rischiano di essere un privilegio per chi vive nelle zone infrastrutturate», precisa Guidi.

E gli altri? Rischiano di starne fuori. Come le tantissime famiglie del ceto medio che non riescono più a pagarsi un affitto perché nei nostri centri urbani il rapporto tra spesa per l’alloggio e reddito disponibile supera il 40%. Si chiama povertà abitativa, problematica che l’assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale, Tobia Zevi, ospite della giornata, sta cercando di affrontare insieme a tutta la Giunta perché l’abitare è diventato il “tema” dell’agenda politica del Comune di Roma Capitale. Le città come orizzonte che guida politiche e pratiche interdisciplinari, verso una maggiore equità e qualità della vita delle persone. La casa, dunque, come bene primario per ricostruire le nuove reti di cittadinanza, per riequilibrare le relazioni nei luoghi degradati, per eliminare le disuguaglianze urbane che affiorano in un tessuto già molto sfilacciato a causa delle nuove povertà. «A Dragoncello, periferia sud-occidentale di Roma, abbiamo comprato, come Comune, 300 case popolari. Altri acquisti saranno fatti, ma c’è bisogno di più edilizia pubblica, dunque, di tanti soldi. A Roma ci sono 10mila persone che vivono nelle cosiddette “grandi occupazioni”, sono circa 80 palazzoni che raccolgono disagio, piccola criminalità, ma anche tanti anziani, famiglie, disabili che sognano una vita migliore all’interno di un sistema di legalità. Occupazioni talmente note, e di vecchia data, che sono state registrate e allegate in un decreto del ministero dell’Interno. Un’emergenza estesa e profonda che stiamo cercando di affrontare con ogni mezzo a disposizione. Per esempio, noi avevamo da spendere 100 milioni del Pnrr a Tor Bella Monaca, oggi abbiamo quasi concluso un’importante operazione di rigenerazione sociale, non solo urbana, che è partita dai piani terra e che ha rinforzato la socialità e la comunità di un quartiere popolare diventato famoso, il “ferro di cavallo”, per il suo malessere strutturale», conclude l’assessore. In attesa delle risorse europee, il Comune di Roma è diventata capofila di un’Alleanza dei sindaci per l’emergenza, ha messo a punto un Piano strategico per l’abitare 2023-2026, dato il via all’Agenzia per la casa e a un Osservatorio tematico. «Con il Piano – prosegue l’assessore – si è voluto affrontare l’emergenza con un impegno strutturale e con un obiettivo chiaro: una città in cui lo sviluppo veda nella coesione sociale un suo presupposto, dove nessun quartiere e nessun cittadino vengano lasciati indietro. L’obiettivo prioritario del Piano è individuare le azioni necessarie a soddisfare entro il 2026 i bisogni abitativi dei circa 3.000 nuclei in graduatoria che si trovano in situazione di maggiore fragilità.Quattro linee di intervento collegate: il reperimento di alloggi per incrementare l’offerta di abitazioni; il rafforzamento dei programmi di recupero del patrimonio edilizio e dei progetti di autorecupero; la revisione delle misure di welfare abitativo; l’istituzione dell’Osservatorio della condizione abitativa a Roma e dell’Agenzia sociale per l’abitare».

Durante il corso della mattinata, il videomessaggio dell’eurodeputata, Irene Tinagli, a capo della Commissione speciale per la Crisi abitativa Eu (Hous) ed esperti ed esperte da mondi lontani che si sono alternati sul palco dell’Auditorium di Milano, un modo di vedere olisticamente l’urbano e tutte le sue declinazioni, dalla fisica alla poesia, per condividere punti di vista e prospettive inedite sulla contemporaneità. Speech, panel, performance: uno spettacolo dove saperi complessi disegnano una mappa comune per navigare insieme. Molto di più di un evento culturale, Foresight è un osservatorio, un lungo percorso di conoscenza e relazioni da cui nascono progetti, ricerche, brani di città. Il fil rouge la scomodità, terreno fertile che scatena domande, ricerca e molteplici ibridazioni.

Tra gli ospiti Riccardo Haupt, ceo di Chora & Will Media, Podcast Host “Actually”; Guido Tonelli, fisico del CERN e professore dell’Università di Pisa che ha raccontato il vuoto che non è il nulla, ma uno stato brulicante di energia e fluttuazioni che nasconde la nascita del nostro universo materiale; Lorenzo Margiotta, architetto e urban strategist Lombardini22; Giada Biaggi, scrittrice, sceneggiatrice e stand-up comedian; Pablo Sendra, professore, architetto e urban designer; la neurologa Gabriella Bottoni e lo scrittore e poeta Erri De Luca. Le città sono dinamiche e competitive, ma anche spesso ingiuste e indifferenti. «Col tempo – racconta De Luca – ho capito che l’indifferenza non è infischiarsene degli altri, ma pensare che non ci siano differenze». Nelle città ci sono relazioni e tensioni. «Il cosmo nasce da una tensione – prosegue lo scrittore – da una scomodità primordiale tra massa-energia e spazio-tempo, due forze opposte che si bilanciano fino a creare un universo dal nulla. L’energia totale dell’universo è zero: ecco perché l’universo può nascere spontaneamente, con una metamorfosi dello stato di vuoto. L’universo è uno stato di vuoto, nato appunto da una tensione».

In copertina: Foresight 2025 © CREG Production per Lombardini22

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Francesca Fradelloni
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