La sfida net-zero per il futuro delle città in cinque progetti

18-06-2025 Giulia Carulli 2 minuti

18-06-2025 Giulia Carulli 2 minuti

La sfida net-zero per il futuro delle città in cinque progetti

Come l’architettura può diventare alleata del clima e generare benessere sociale

Azzerare le emissioni per costruire un futuro vivibile. Secondo le Nazioni Unite, raggiungere il net zero permetterà di ridurre le emissioni di gas serra per limitare l’aumento delle temperature globali a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, come previsto dall’Accordo di Parigi.

L’architettura del futuro non si misura più solo in metri quadri, ma anche in tonnellate di CO risparmiateenergie rinnovabili generate e connessioni sociali riattivate. Cinque progetti, completati tra il 2024 e il 2025, dimostrano che il net zero è una possibilità concreta.

A Londra, nel quartiere di Haringey, lo studio Satish Jassal Architects ha realizzato un complesso di edilizia sociale a zero emissioni, composto da otto abitazioni disposte attorno a un cortile condiviso. L’uso di pompe di calore, pannelli fotovoltaici e un involucro altamente isolato fa del micro-quartiere un esempio virtuoso di edilizia popolare, che coniuga impatto ecologico ridotto e qualità dell’abitare.

In California, NBBJ ha progettato una scuola elementare per studenti neurodivergenti, dove il comfort sensoriale e l’attenzione ambientale si incontrano. Ampie terrazze, volumi sfalsati e tetti ombreggianti creano un ambiente accogliente, mentre la predisposizione all’energia solare e l’impiego di legno lamellare incrociato testimoniano l’impegno verso una struttura a emissioni zero.

Il təməsew̓txʷ aquatic and community centre, progettato dallo studio HCMA, è il primo centro acquatico del Canada a zero emissioni certificate, un traguardo che ridefinisce gli standard di sostenibilità per le strutture pubbliche ad alta intensità energetica. L’edificio integra soluzioni all’avanguardia come pannelli solari, materiali ad alte prestazioni – tra cui il legno a vista – un sistema interamente elettrico e una nuova tecnologia di filtrazione dell’acqua che riduce significativamente l’uso di cloro. Frutto di un lungo processo partecipativo con le comunità locali, compresi i gruppi indigeni, il centro unisce innovazione ambientale e riconciliazione culturale.

In Florida, invece, l’architettura paesaggistica diventa protagonista con il primo orto botanico al mondo net-zero. Il progetto, sviluppato dagli studi Olin e Overland, amplia il campus dei Marie Selby Botanical Gardens e prevede tre nuovi edifici alimentati da oltre 2mila pannelli solari, capaci di produrre il 10% in più dell’energia necessaria. Il complesso include quello che si presenta come il primo ristorante net-positive al mondo, interamente alimentato da energia rinnovabile e orti sul tetto. Un esempio di convivenza tra natura, ricerca scientifica e design sostenibile.

Infine, a Parigi, lo studio TVK ha completato Îlot Fertile, il primo distretto urbano a zero emissioni della capitale francese. Un’area con appartamenti, uffici, hotel e spazi pubblici disposti attorno a un grande giardino centrale, dove l’uso di pietra calcarea portante proveniente dall’Île-de-France, l’assenza totale di parcheggi per auto e il ricorso a tetti bio-solari riducono drasticamente l’impatto ambientale del quartiere. Un progetto che punta a promuovere la biodiversità urbana e un nuovo modello di vita sostenibile nel cuore della ville lumières.

In copertina: Satish Jassal Architects, Rowan Court © Richard Chivers

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Giulia Carulli
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