Maranello, Labics vince il concorso per il nuovo polo di formazione

19-11-2025 Giulia Carulli 2 minuti

19-11-2025 Giulia Carulli 2 minuti

Maranello, Labics vince il concorso per il nuovo polo di formazione

Si allarga il campus Ferrari. Presentata la scuola M-Tech dedicata all’automotive che sarà realizzata grazie alla collaborazione pubblico–privata

«Quello che stiamo svelando è un nuovo capitolo della nostra storia. Seguendo l’esempio di Enzo Ferrari, crediamo che l’istruzione sia la chiave per costruire un futuro migliore». Queste le parole di John Elkann, presidente di Ferrari e di Fondazione Agnelli, durante la presentazione di M-Tech Alfredo Ferrari, il nuovo polo educativo di Maranello, che definisce il profilo della città come centro di ingegno e di sapere tecnologico.

L’inaugurazione è prevista per il 2029, anno del centenario della Scuderia Ferrari. La nuova struttura, che sarà realizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione Ferrari, Fondazione Agnelli e le istituzioni locali, punta a diventare un riferimento internazionale per la formazione tecnica, senza perdere le radici nella tradizione di casa Ferrari. È proprio Elkann a ricordare la vocazione pratica dell’attuale Istituto Alfredo Ferrari:


«Le officine sono il cuore della cultura del saper fare. Vogliamo rafforzare quell’ecosistema che unisce studiare, creare, pensare e fare»


Il nuovo M-Tech sarà un progetto educativo integrato, che ospiterà la scuola superiore pubblica Alfredo Ferrari, la Muner – Motor Valley University, l’Its Maker e spazi dedicati alla formazione continua dei lavoratori e prevede spazi aperti alla comunità. L’obiettivo è attrarre talenti da tutta Italia e dal mondo e rafforzare il ruolo della motor valley modenese come laboratorio di competenze avanzate.

Il concorso indetto da Fondazione Agnelli ha visto Mario Cucinella (già progettista del nuovo complesso di produzione della Formula E) presidente di giuria. È stato vinto dai romani dello studio Labics guidato da Maria Claudia Clemente e Francesco Isidori. Il progetto, ispirato a principi di apertura, trasparenza e leggerezza, occuperà un’area di 33mila mq, riqualificando un ex stabilimento industriale.

Labics si è candidato in team con Openfabric e Planning. Al secondo posto si è classificato Modus Architettura, al terzo posto Design International con Tectoo. Al concorso sono stati invitati anche: AF517 Atelier(s) Alfonso Femia, Aut Aut Architettura, BDR Bureau, Laboratorio Permanente e Progetto CMR.

La scuola sarà organizzata in tre blocchi collegati da una grande piazza pubblica e da spazi verdi, con forte integrazione tra interno ed esterno. Le officine, distribuite su 3mila mq e articolate tra lavorazione metalli, motori e area manufacturing per l’elettrico, rappresentano il cuore del progetto: «Lo spazio del fare», come lo ha definito Clemente.

La concezione è quella di un paesaggio dell’apprendimento, dove le aule si aprono su aree social, le terrazze diventano estensioni naturali delle attività didattiche, l’architettura costruisce relazione e benessere. «La persona è al centro – commenta Isidori – e il paesaggio entra nell’edificio e genera qualità della vita».

La presentazione ha ribadito il ruolo decisivo delle istituzioni locali. Come sottolineato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale: «Siamo in un momento complesso per la manifattura italiana, ma proprio per questo serve il massimo slancio verso il futuro. La chiave è il talento delle persone. Questo progetto rafforza un ecosistema unico di imprese, alta formazione e ricerca».

Sulla stessa linea, il presidente della Provincia di Modena, Fabio Braglia, che ha definito M-Tech «un progetto straordinario che porta la scuola pubblica a un livello esponenziale, grazie a una partnership istituzionale e privata unica nel panorama nazionale».

In copertina: M-TECH Alfredo Ferrari, Render © studio Labics

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Giulia Carulli
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