Metropolitano. La Capitale si racconta nel suo primo urban center pubblico
Un hub per raccontare le trasformazioni urbane della città e della sua area metropolitana, tra mostre, laboratori e spazi di partecipazione attiva
Roma non inaugura solo un nuovo spazio, ma un nuovo modo di raccontarsi. Con Metropolitano, il primo urban center pubblico promosso da Roma Capitale e Città Metropolitana, la città apre un luogo pensato per rendere visibili, leggibili e condivise le trasformazioni urbane che stanno ridisegnando la Capitale e il suo territorio. Un punto di osservazione permanente sul presente e sul futuro di Roma.
Lo spazio, situato in viale Manzoni 34, ha aperto le porte con la prima mostra, «Abitare il Giubileo. Architettura, comunità e spazi urbani», curata da Luca Molinari Studio e Alfonso Giancotti, con la partecipazione di don Francesco Scalzotto per il Comitato d’onore.
Per il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, Metropolitano è «una finestra aperta sulle trasformazioni di Roma e sul suo futuro», uno spazio pubblico che nasce per essere vissuto e attraversato. «L’urban center metropolitano è un luogo di partecipazione, confronto, studio e discussione intorno ai cambiamenti urbanistici e architettonici della città e dell’intera area metropolitana. Vogliamo che sia un luogo vivo, aperto soprattutto ai giovani, dove raccontare ciò che stiamo facendo ma anche ascoltare cittadini, territori e comunità scientifica, perché la trasformazione profonda di Roma deve essere partecipata e condivisa», ha spiegato.
L’edificio che ospita l’Urban Center fa parte dello storico compendio dell’Itis Galilei ed è stato messo a disposizione dalla Città Metropolitana sulla base di un protocollo d’intesa sottoscritto nell’ottobre 2023. Dopo un intervento di ristrutturazione e consolidamento strutturale, realizzato in collaborazione con la Soprintendenza speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Roma Capitale ha investito 1,2 milioni di euro per l’allestimento degli spazi, curato da Risorse per Roma a partire dal progetto vincitore di un concorso di idee sviluppato con l’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, firmato dal gruppo guidato dall’architetto Lorenzo Maggio.
Metropolitano si sviluppa su quattro piani completamente accessibili, per circa 1.500 metri quadrati complessivi, inclusi 450 metri quadrati di giardino esterno. Al piano terra, il Ponte, l’accoglienza si apre alla città con il giardino, il bookshop e uno spazio polifunzionale per incontri pubblici. Il primo piano, il Cantiere, è dedicato alla progettazione e alla didattica, con aule studio e laboratori. Il secondo, la Piazza, è il cuore immersivo del racconto urbano, dove video e installazioni multimediali permettono di “entrare” nelle trasformazioni della città, dal PNRR al Tevere fino all’urbanistica spiegata ai bambini. Il terzo piano, la Finestra, ospita le mostre temporanee.
È proprio sull’idea di rigenerazione e racconto che insiste l’assessore all’Urbanistica Maurizio Veloccia: «Metropolitano nasce da una grande collaborazione e dalla volontà di tenere insieme Roma e la sua area vasta». Ma è anche il frutto di un intervento di riqualificazione: «Rigenerare davvero significa intervenire dentro ciò che già esiste, rispettandone identità, persone e comunità. Questo spazio ha tante funzioni ed è pensato per essere ogni giorno un luogo aperto alla città, capace di rendere visibili e comprensibili le trasformazioni urbane».
La mostra inaugurale, «Abitare il Giubileo», racconta dieci interventi realizzati durante il Giubileo 2025 attraverso le fotografie di Flavia Rossi, restituendo il legame tra architettura e vita quotidiana. Un racconto che, come ha osservato don Francesco Scalzotto, mostra «una città viva e accogliente, in cui il progresso è autentico quando le persone ne possono realmente godere».
Per Amedeo Schiattarella, presidente del comitato scientifico, l’Urban Center è prima di tutto «un luogo che favorisce il dialogo». Non solo uno spazio per trasmettere informazioni, ma anche per riceverle: «Metropolitano nasce come luogo fisico, ma soprattutto come piattaforma di relazione con il territorio, dove fare rete, promuovere ricerca, formazione e attività espositive, ed essere pronti ad ascoltare ciò che la città ha da dire».
Aperto dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19, con ingresso libero, Metropolitano ospiterà eventi, forum, workshop, presentazioni e laboratori, con un’attenzione particolare ai giovani e alle scuole a partire dal 2026. Un nuovo presidio pubblico che prova a trasformare il racconto urbano in pratica quotidiana, facendo della partecipazione non uno slogan, ma un metodo.
In copertina: ©Roma Capitale

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