Pianificazione urbana, a firma del Mit la mappa pedonale di New York

11-02-2026 Mila Fiordalisi 3 minuti

11-02-2026 Mila Fiordalisi 3 minuti

Pianificazione urbana, a firma del Mit la mappa pedonale di New York

Dai marciapiedi agli incroci stradali, uno strumento replicabile a servizio di urbanisti e amministrazioni per migliorare mobilità e sicurezza.

Riprogettare le città in base ai movimenti pedonali. È questa la sfida lanciata da un gruppo di ricercatori del Mit di Boston che ha elaborato una mappa urbana, unica nel suo genere, a servizio di urbanisti e pubblica amministrazione.

È New York la città protagonista del progetto che ha permesso l’elaborazione di un imponente set di dati che rappresenta il primo modello completo dell’attività pedonale in una città. I risultati del progetto sono stati pubblicati nello studio “Spatial distribution of foot traffic in New York City and applications for urban planning”, diffuso su Nature Cities


Il modello, replicabile in altre città, secondo i ricercatori del Mit è uno strumento indispensabile per elaborare strategie di pianificazione in particolare di spazi verdi ma anche di infrastrutture a servizio dei cittadini


Se numerose città hanno attivato progetti legati al tracciamento e al monitoraggio in tempo reale del traffico veicolare, quello pedonale è di fatto ignorato. Eppure sono molte le informazioni che si possono ricavare da questi movimenti, a partire dalla percorribilità dei marciapiedi e dal funzionamento degli attraversamenti pedonali, anche tenendo conto del numero di incidenti che si verificano in particolari aree urbane. «Ora abbiamo una prima visione del traffico pedonale in tutta New York e possiamo confrontarlo con le decisioni di pianificazione», spiega Andres Sevtsuk, professore associato presso il dipartimento di Studi urbani e pianificazione del Mit che ha guidato lo studio. Da questo è emerso, ad esempio, che mentre Manhattan ha il maggior traffico pedonale per isolato, gli altri quartieri della città presentano numerosi tratti di marciapiedi ad alta densità pedonale e dovrebbero dunque beneficiare di maggiori investimenti.

«Ci sono moltissime strade a New York con un volume pedonale molto elevato al di fuori di Manhattan, che sia nel Queens, nel Bronx o a Brooklyn, e siamo in grado di dimostrare, sulla base dei dati, che molte di queste strade hanno livelli di traffico pedonale simili a molte zone di Manhattan», continua Sevtsuk.  I dati emersi sono dunque fondamentali per la pianificazione visto che


circa il 41% degli spostamenti nella città di New York avviene a piedi, rispetto a solo il 28% in auto, probabilmente la percentuale più alta tra le grandi città degli Stati Uniti


Per calibrare il modello, il team del Mit ha utilizzato i dati dei pedoni registrati dal dipartimento dei trasporti di New York City nel 2018 e nel 2019, coprendo fino a mille segmenti di marciapiede nei giorni feriali e fino a circa 450 segmenti nei fine settimana.

«Le fermate dei mezzi pubblici sono i maggiori generatori di traffico pedonale nelle ore di punta del mattino in particolare legate alle attività lavorative», osserva Liu Liu, dottorando presso il City Form Lab del dipartimento di studi urbani e pianificazione (Dusp) del Mit. «Nelle ore di punta della sera, ovviamente, le persone devono anche tornare a casa, ma i modelli sono molto più vari e le persone non tornano solo dal lavoro o da scuola. Dopo il lavoro si viaggia di più per motivi sociali e ricreativi, che si tratti di incontrarsi con gli amici o di fare commissioni per la famiglia o per prendersi cura di loro, ed è anche questo che il modello rileva».

Sul fronte della sicurezza, dallo studio emerge che i pedoni sono a rischio in molti luoghi, a partire dagli incroci stradali. Ma spesso i dati sugli incidenti non coincidono con quelli sulla sicurezza urbana: molte zone della città sono risultate più rischiose di altre in termini di numero di pedoni rispetto a quelle con il maggior numero di incidenti.


«Luoghi come Times Square e Herald Square a Manhattan possono registrare numerosi incidenti, ma hanno un volume di pedoni molto elevato, ed è in realtà relativamente sicuro andarci a piedi»


spiega Rounaq Basu, professore associato alla Georgia Tech. «Ci sono altre zone della città, intorno alle rampe di uscita delle autostrade e alle infrastrutture stradali più trafficate, incluso il quartiere di Staten Island a densità relativamente bassa, che risultano avere un numero con un numero sproporzionato di incidenti rapportato al flusso pedonale».

Il team del Mit sta ora collaborando con funzionari comunali in altre aree degli Stati Uniti. A Los Angeles è in corso un progetto per migliorare la mobilità pedonale e dei trasporti pubblici per gli spostamenti giornalieri regolari e anche per la gestione dell’afflusso di visitatori in vista delle Olimpiadi estive del 2028. Nello stato del Maine si sta invece valutando il movimento pedonale in oltre 140 città e paesi, per capire quali potrebbero essere gli ammodernamenti necessari in particolare in chiave di sicurezza.

In copertina © Adobe Stock

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mila Fiordalisi
Articoli Correlati
  • Politiche pubbliche con lo sguardo alle future generazioni

  • Una piattaforma di edilizia innovativa e industrializzata per l’emergenza casa

  • Data center, via libera dalla Camera: semplificazioni per attrarre investimenti

  • A Bolzano il nuovo polo provinciale per la conservazione dei beni culturali