Pnrr nelle città: opere in corso ma governance frammentata, il monitoraggio civico indica la rotta
Pnrr nelle città: opere in corso ma governance frammentata, il monitoraggio civico indica la rotta
L’analisi Confcommercio-Openpolis, dal finanziamento ai risultati
«Il Pnrr ci lascia in eredità il modello performance-based che sarà implementato anche nel prossimo bilancio settennale europeo. Capire cosa non ha funzionato è importante per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle risorse Ue». È da questa constatazione che prende avvio il secondo rapporto sul monitoraggio dei progetti pubblici per l’economia del territorio, uno strumento che prova a leggere in modo concreto l’impatto degli investimenti finanziati con Pnrr e politiche di coesione nelle città italiane.
L’iniziativa è promossa da Confcommercio Imprese per l’Italia, con il supporto di Fondazione Openpolis, e nasce con l’obiettivo di rafforzare trasparenza e partecipazione civica nell’attuazione delle opere pubbliche. Il monitoraggio ha riguardato 34 progetti strategici, selezionati dalle associazioni territoriali e distribuiti su quasi tutto il territorio nazionale, per un valore complessivo superiore a 2,1 miliardi di euro, configurandosi come un “termometro” dell’attuazione delle politiche urbane.
La fotografia. La maggior parte delle opere risulta in fase di realizzazione — 31 su 34 — ma persistono criticità legate alla complessità tecnica degli interventi, alla frammentazione della governance e alla carenza di dati omogenei.
Accanto ai ritardi, tuttavia, si registrano esperienze positive che dimostrano come monitoraggio di prossimità, accountability e coinvolgimento territoriale possano migliorare l’efficacia dell’azione pubblica
Il rapporto evidenzia inoltre che la sola disponibilità di risorse non è sufficiente: servono capacità amministrativa, sistemi informativi integrati e maggiore chiarezza comunicativa per tradurre gli investimenti in benefici concreti per le comunità.
Dall’analisi si evince che la governance frammentata dipende dalla sovrapposizione di programmi e pressione sulla macchina amministrativa, dalla necessità di coordinamento efficiente tra Pnrr e fondi di coesione, dalla molteplicità di banche dati non interoperabili e dalle criticità nel coordinamento multilivello e nella programmazione territoriale.
Tra i progetti monitorati, la rigenerazione urbana rappresenta il tema più diffuso per numero di interventi
I casi analizzati restituiscono una geografia che attraversa l’intero Paese: Brindisi, recupero dell’ex scalo merci Rfi destinato a parcheggio pubblico e verde (10,1 milioni di euro); Campobasso, nuovo parcheggio e messa in sicurezza della viabilità (10 milioni di euro); Genova, Waterfront di Levante e interventi di riqualificazione urbana (4,1 milioni di euro); Parma, restauro dell’Ospedale Vecchio (5 milioni di euro); Gorizia, progetto di rigenerazione culturale e sociale del Borgo Castello (31,6 milioni di euro); Palermo, riqualificazione del centro storico (25,3 milioni di euro); Roma, riqualificazione di piazza Orazio Giustiniani (4,7 milioni di euro) e restauro dell’ex Mattatoio di Testaccio (4,1 milioni di euro).
In questo scenario si inserisce la riflessione strategica del rapporto Confcommercio-Openpolis: «Il percorso del Pnrr entra in una fase decisiva e parallelamente il quadro europeo sta ridefinendo priorità, meccanismi di spesa e ruoli istituzionali. Proprio per questo motivo, le evidenze emerse dal monitoraggio devono rappresentare uno stimolo a investire nelle competenze amministrative e nei sistemi di gestione capaci di assicurare una piena efficacia delle risorse disponibili. È questa la direzione necessaria per trasformare ogni investimento pubblico in un’opportunità concreta di sviluppo, crescita e miglioramento della qualità della vita nei territori».
Dal report, la constatazione che il Pnrr ha introdotto un cambio di paradigma fondato su risultati misurabili e milestone, ma la sua efficacia dipenderà dalla capacità di consolidare strumenti di monitoraggio, coordinamento multilivello e partecipazione locale. Ecco che il monitoraggio civico non si limita a fotografare lo stato dell’arte, ma diventa leva strategica per orientare le politiche future e rafforzare la qualità della spesa pubblica nelle città italiane.

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