Rigenerazione urbana Italia-Grecia: il modello Matera sbarca nel Mediterraneo

16-06-2026 Mila Fiordalisi 2 minuti

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Rigenerazione urbana Italia-Grecia: il modello Matera sbarca nel Mediterraneo

L’iniziativa di cooperazione transfrontaliera entra nella fase operativa e unisce Basilicata, Puglia e Peloponneso in un triangolo dell'innovazione

Entra nella fase operativa il progetto Italia-Grecia per la rigenerazione urbana nel Mediterraneo. Un triangolo dell’innovazione tra Basilicata, Puglia e Peloponneso che mette a sistema i giovani talenti under 35 per riscrivere la mobilità dei Sassi, l’energia dei poli industriali e l’archeologia industriale greca. Al centro, la replicabilità del modello “Open design school”.

Presso la Casa delle tecnologie emergenti di Matera, è stato ufficialmente presentato nei giorni scorsi il progetto Interreg Italia-Grecia Empowering new energies and resources in Greece Italy area . L’iniziativa mette a sistema un partenariato istituzionale guidato da Arti Puglia e composto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, dal Comune di Brindisi, dal Comune greco di Aigialeia e dal Fondo per lo sviluppo regionale della Grecia occidentale.


L’obiettivo è chiaro: contrastare lo spopolamento e il declino dei territori attraverso la valorizzazione del capitale sociale e lintroduzione di modelli di co-progettazione sostenibile guidati da talenti internazionali under 35.


Il programma Interreg non si limita alla teoria macro-regionale, ma scarica a terra tre azioni pilota fortemente verticali e tarate sulle specificità dei territori coinvolti. A Matera il focus è sulla mobilità sostenibile: la sfida è decongestionare e ripensare i flussi logistici e antropici all’interno del delicatissimo sito Unesco dei Sassi, integrando soluzioni di transizione ecologica nel tessuto storico. Innovazione energetica è il pilastro dell’iniziativa di Brindisi: l’intervento si focalizza sull’area del Molo Catene, un hub strategico per sperimentare l’efficientamento energetico e la riconversione sostenibile delle infrastrutture portuali. Nel comune greco di Aigialeia l’obiettivo è il recupero e la riconversione funzionale dell’ex cartiera di Aigio, trasformandola in un volano di sviluppo economico locale.

I talenti internazionali opereranno seguendo le linee guida del Nuovo bauhaus europeo (Neb), l’iniziativa della Commissione Ue che coniuga il Green deal europeo con l’estetica e l’inclusione sociale. Come spiegato da Rita Orlando, direttrice della Fondazione Matera Basilicata 2019, la finalità di lungo termine è la modellizzazione di un hub transfrontaliero finalizzato al reskilling e all’aggiornamento delle competenze geopolitiche e urbanistiche. Questo incubatore si baserà sul modello della Open design school, l’istituzione pilastro nata durante l’anno da Capitale europea della cultura.

Il progetto dimostra come i fondi di coesione Interreg stiano evolvendo:


non più finanziamenti a pioggia per micro-interventi locali slegati tra loro, ma piattaforme di trasferimento tecnologico e metodologico.


Portare il modello Open design school di Matera in Puglia e in Grecia significa esportare un know-how italiano di gestione delle comunità che trasforma il vincolo storico-paesaggistico (i Sassi o l’archeologia industriale) in una leva di attrazione per il capitale umano giovanile internazionale.

Chiusa la parte di presentazione, il progetto entra nella sua fase operativa. Nei prossimi mesi i giovani selezionati da Arti Puglia inizieranno i workshop sul campo nei tre territori, collaborando strettamente con università, enti di ricerca, associazioni e cittadini per presentare i masterplan definitivi di rigenerazione.

In copertina: Foto di Ken Shono su Unsplash

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Mila Fiordalisi
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