rigenerazione urbana tattica ©Interreg Europe

28-08-2025 Mila Fiordalisi 3 minuti

Rigenerazione tattica: le nuove linee guida da Interreg Europe

Dalle piazze ai pop-up park. Tra le buone pratiche anche una storia a Reggio Emilia

Combinare l’agilità dell’urbanistica tattica, e dunque le azioni da pianificare nel breve periodo, con gli obiettivi strategici della rigenerazione urbana a lungo termine. È questo l’approccio vincente per accelerare sulla roadmap europea secondo quanto emerge dal policy paper “Tactical Urban Regeneration” appena pubblicato dalla Policy learning platform di Interreg Eu, l’iniziativa per la cooperazione territoriale europea.

Un paper in cui sono state messe nero su bianco anche 5 raccomandazioni nonché analizzate 7 best practice da cui prendere esempio, fra cui il progetto italiano “Santa Croce”, iniziativa di riqualificazione urbana a Reggio Emilia che ha consentito di recuperare una serie di magazzini abbandonati fra cui l’ex Mangimificio Caffarri, oggi sede del Centro di Riciclo Creativo Remida, che ospita laboratori e attività di ricerca attirando circa 6mila visitatori all’anno. Con un investimento totale di 2,44 milioni di euro, parzialmente finanziato tramite un bando nazionale di sviluppo urbano, l’iniziativa è gestita da Stu Reggiane, una società pubblico-privata dedicata alla trasformazione urbana. «Questo modello di successo offre ispirazione ad altre città europee che desiderano attuare una riqualificazione urbana su larga scala e sviluppare i servizi e la programmazione innovativa necessari per dare vita a spazi rinnovati», si legge nel report.

Partendo dal presupposto che in tutta Europa, città e paesi stanno affrontando transizioni sociali, ambientali ed economiche, «la rigenerazione urbana tattica offre un modo nuovo ed entusiasmante per reimmaginare e rinvigorire gli spazi. Promuove la creatività, l’agilità e la leadership comunitaria, consentendo a cittadini e autorità locali di valutare idee innovative, promuovere il dialogo e co-creare soluzioni con visione e passione», scrive nella prefazione Rose Power, dell’Assemblea Regionale del Sud.


Ancora, «gli interventi urbani tattici aiutano a vedere i centri cittadini non come luoghi statici, ma come spazi di opportunità in evoluzione. Creano opportunità di sperimentazione, invitano al dialogo e offrono alle comunità la possibilità di co-creare soluzioni significative e durature».


Fra i programmi europei citati nel report e che meglio interpretano e rispondono alle rinnovate esigenze c’è Thrive (che sta per Town Centre First Heritage Revival Scheme) che secondo gli autori è in grado di combinare l’approccio collaborativo e partecipativo del Town Centre First Framework con la sostenibilità e l’inclusività al centro del Nuovo Bauhaus Europeo.

Dai parchi pop-up alla riqualificazione di edifici storici abbandonati o sottoutilizzati, dalla pedonalizzazione temporanea alle iniziative guidate dalle comunità: l’urbanistica tattica privilegia azioni temporanee e a basso costo per innescare cambiamenti.


E se è vero che gli interventi tattici non innescano autonomamente la rigenerazione, secondo gli esperti di Interreg Europe agiscono come catalizzatori che accelerano il cambiamento alimentando strategie di rigenerazione più ampie.


Riguardo alle 5 raccomandazioni elencate nel policy paper la prima fa leva sull’integrazione dei principi dell’urbanistica tattica nelle principali strategie di rigenerazione urbana. Un approccio che consente anche di abbattere i costi soprattutto nel caso di opere controverse poiché le amministrazioni hanno la possibilità sperimentare diversi usi prima di impegnarsi in investimenti su larga scala e trasformazioni urbane permanenti. «I progetti tattici fungono da prototipi che vengono successivamente integrati nei piani di rigenerazione ufficiali», si legge ancora nel rapporto.

Poi nell’ordine è necessario rafforzare le capacità e le competenze locali per pianificare, implementare e sostenere progetti di rigenerazione tattica; creare le condizioni regolatorie e finanziarie più adatte, spingendo in particolare sulla semplificazione dei permessi; allineare la rigenerazione urbana tattica con obiettivi europei più ampi a partire da Green Deal e New European Bauhaus, promuovendo dunque il riuso circolare di edifici e materiali per ridurre i rifiuti e le emissioni nocive; promuovere la rigenerazione urbana tattica nelle città di piccole e medie dimensioni, quelle fra i 5mila e i 50mila abitanti che si trovano ad affrontare sfide come lo spopolamento e scarsa disponibilità di risorse finanziarie sfruttando finanziamenti comunitari (ad esempio quelli in capo a InvestEU ma anche i fondi della politica di coesione).

 

In copertina: ©Interreg Europe

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Mila Fiordalisi
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