Rotterdam, due landmark per ripensare il porto

06-05-2025 Giulia Fuselli 2 minuti

06-05-2025 Giulia Fuselli 2 minuti

Rotterdam, due landmark per ripensare il porto

Portlantis e il museo Fenix raccontano l’evoluzione della città attraverso il progetto architettonico

La città di Rotterdam si conferma laboratorio urbano avanzato, in cui le trasformazioni economiche, ambientali e culturali trovano nella forma architettonica una narrazione efficace e accessibile. Due nuovi progetti – Portlantis, di Mvrdv, e il Fenix Museum of Migration, firmato dallo studio Mad Architects – s’inseriscono in questa visione, operando su registri distinti ma complementari. Da un lato la transizione energetica e industriale, dall’altro la stratificazione storica e identitaria di una città profondamente legata ai flussi migratori.

Portlantis sorge sul margine più occidentale del porto, a Maasvlakte 2, su un terreno bonificato che rappresenta una delle più grandi espansioni artificiali del territorio olandese. L’edificio si configura come una torre espositiva multifunzione, con al suo interno un centro visitatori e un osservatorio, articolato in cinque volumi sfalsati e ruotati, che generano una struttura iconica ma fortemente integrata nel contesto paesaggistico e industriale.

L’elemento distintivo è il percorso pubblico rosso cremisi, una passerella continua che scala le dune e culmina sulla terrazza, offrendo un’esperienza immersiva del paesaggio portuale e marino. Al suo interno, il progetto si sviluppa attorno a un atrio centrale di 22 metri d’altezza, caratterizzato da un modello in scala del porto e una scultura cinetica sospesa, riflessa da un controsoffitto specchiante che amplifica la percezione verticale dello spazio.

Dal punto di vista espositivo, il progetto curato da Kossmanndejong si articola su tre livelli intermedi, ognuno in dialogo visivo diretto con l’esterno grazie a grandi aperture panoramiche, orientate in base ai contenuti tematici. La narrazione si concentra su sostenibilità, logistica e innovazione tecnologica, restituendo al pubblico una lettura accessibile ma rigorosa dei processi in corso nel porto.

Sul piano tecnico, Portlantis adotta soluzioni coerenti con i principi dell’economia circolare: struttura completamente smontabile, assenza di cemento nelle fondazioni, pannelli di facciata restituibili al produttore e impianti ad alta efficienza. L’edificio è energeticamente positivo, producendo il 30% in più del proprio fabbisogno grazie a un sistema geotermico e a una turbina eolica dedicata.

Mentre Portlantis si rivolge al futuro sostenibile dell’infrastruttura portuale, il Fenix Museum of Migration si ancora alla memoria culturale e sociale del porto. L’intervento, nel quartiere di Katendrecht, riattiva un ex magazzino della Holland America Line trasformandolo in un’architettura-museo ibrida, luogo di esposizione e riflessione pubblica.

Ma Yansong di Mad Architects interviene in modo iconico ma rispettoso, inserendo sul fronte est una scala a doppia elica alta 30 metri – il Tornado – che assume funzione strutturale, simbolica e panoramica. La scala, avvolta da una spirale in acciaio lucidato, è pensata come percorso ascensionale, che culmina in una vista sul Maas e sull’infrastruttura urbana-portuale.

Il museo, che inaugurerà il 16 maggio 2025, ospiterà “All Directions: Art That Moves You”, una mostra internazionale che intreccia opere di artisti come Steve McQueen, William Kentridge, Yinka Shonibare, Rineke Dijkstra con memorie orali, oggetti personali e reperti storici. Tra questi, anche una sezione originale del Muro di Berlino. Il progetto curatoriale include anche la mostra The Family of Migrants, una panoramica fotografica sul fenomeno migratorio tra XIX e XXI secolo, e l’installazione The Suitcase Labyrinth, un dispositivo immersivo composto da oltre duemila valigie, metafora collettiva del viaggio.

In copertina: © Adobe Stock

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Giulia Fuselli
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