Salone del Mobile 2026: si riparte dal contract, ma in calo gli espositori previsti

29-01-2026 Luigi Rucco 4 minuti

29-01-2026 Luigi Rucco 4 minuti

Salone del Mobile 2026: si riparte dal contract, ma in calo gli espositori previsti

Il nuovo Salone Raritas porta per la prima volta l’antiquariato in mostra. Feltrin (FederlegnoArredo): «I dazi iniziano a farsi sentire»

Sta per tornare il Salone del Mobile.Milano, in programma dal 21 al 26 aprile 2026 negli spazi di Fiera Milano a Rho, con tutte le novità della 64ª edizione presentate in Triennale Milano. I dati previsti sono di oltre 1.900 espositori, in calo rispetto agli oltre 2.000 dell’edizione precedente (2.103 espositori effettivi) e anche rispetto all’edizione 2024 che vedeva come quest’anno EuroCucina e il Salone Bagno (oltre 1.950 espositori). Di questi ben 227 brand debuttano o ritornano al Salone rispetto alle precedenti edizioni, con oltre 169.000 metri quadri di superficie espositiva netta completamente sold out.


Tante le novità previste tra cui l’avvio del progetto Salone Contract, che prenderà forma nel 2026 con percorsi dedicati e un talk in fiera, in vista del debutto ufficiale nell’aprile 2027,


il cui Masterplan è affidato a Rem Koolhaas e David Gianotten dello studio OMA, che nel 2024 ha completato la nuova Galleria dei Re del Museo Egizio di Torino.

Una novità che testimonia il momento particolarmente delicato dal punto di vista socioeconomico, visto come chiave di lettura per possibili nuovi scenari. «In una fase in cui molte famiglie attraversano difficoltà economiche – commenta il sindaco di Milano Beppe Sala – il mondo del contract può svolgere un ruolo centrale per l’intero settore. Il Salone incarna l’identità di Milano che, anche in una fase complessa, mantiene intatto il proprio spirito di flessibilità e collaborazione. È fondamentale preservare il ruolo di capitale del design e sostenere le aziende che, anche in questo contesto, continuano a investire e a lavorare».

Gli fa eco Maria Porro, presidente Salone del Mobile di Milano: «Nel pieno di una fase geopolitica ed economica segnata da profonde discontinuità e da nuove polarità,


il Salone del Mobile.Milano riafferma il suo ruolo di piattaforma strategica globale, proponendosi come luogo dove l’industria si incontra, il pensiero si articola e il futuro si progetta. Ci siamo fermati per approfondire e intercettare le direzioni del cambiamento e trasformare il Salone».


Quest’anno ci sarà il ritorno della biennale EuroCucina con l’evento Technology for the kitchen (106 espositori da 17 paesi) e del Salone internazionale del Bagno che raccoglierà 163 brand da 14 paesi. Nel percorso A luxury way (padiglioni 13-15) prenderà forma Aurea, an architectural fiction, installazione immersiva ideata da Maison Numéro 20: un hotel immaginario che trasforma l’interior design in racconto e scenografia grazie alla dimensione emotiva e sensoriale dell’abitare. Torna come ogni anno anche il SaloneSatellite che, con 700 progettisti under 35 da 43 paesi e 23 scuole e università internazionali, scommette sull’artigianato come linguaggio contemporaneo, capace di unire sapere manuale e visione tecnologica sul talento emergente, grazie al tema Skilled Craftsmanship + Innovation. Debutta inoltre un nuovo sistema di wayfinding per guidare i visitatori, sviluppato da Leftloft, pensato per migliorare l’esperienza attraverso strumenti visivi più chiari, coerenti e intuitivi.

Grande novità di questa edizione sarà il Salone Raritas (Curated icons, unique objects, and outsider pieces), dove 25 espositori daranno vita a una nuova piattaforma con la curatela di Annalisa Rosso e l’exhibition design firmato da Formafantasma. Un ponte tra produzione speciale e mercato del progetto, una immersione nel collectible design che accosterà pezzi unici e “outsider” tra edizioni limitate, antiquariato e alta manifattura creativa.

«In questo scenario internazionale – prosegue la Porro – il Salone evolve anche nei contenuti e nei formati. Con Salone Raritas esploriamo il valore dell’unicità, dell’iconico e dell’alto artigianato, mentre con il percorso verso il Salone Contract apriamo nuove direttrici progettuali dedicate a settori in espansione (hospitality, retail, marine, real estate) con l’obiettivo di accompagnare le aziende italiane affinché siano riconosciute e scelte come partner di riferimento per il setup di questi spazi a livello internazionale».

In chiusura arrivano i dati del presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin, per fare un punto sullo stato di salute del settore:


«La filiera legno-arredo nel 2025 ha registrato un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro, in crescita del 1,3% sul 2024. Le esportazioni, pari al 37% del totale, sull’anno si stimano stabili (+0,4%), pur mostrando nei primi dieci mesi del 2025 segnali di debolezza in alcuni mercati strategici come Francia (-1,3%) e Stati Uniti (-2,5%).


In questo contesto credo che le nostre imprese abbiano saputo dare il massimo, riuscendo a mantenere il presidio anche su quei mercati momentaneamente in difficoltà, senza mai abbandonarli e cogliendo immediatamente i segnali della ripartenza, come sta accadendo nel mercato tedesco e inglese».

Criticità che arrivano anche dall’oriente, visto che il mercato cinese attraversa una fase di contrazione legata alla crisi edilizia interna e alla contrazione del business negli Stati Uniti, guardando così all’Europa come mercato alternativo. «Come federazione – prosegue Feltrin – stiamo lavorando insieme al governo non tanto sull’inasprimento dei dazi, che porterebbero negatività sul lungo periodo, ma sul rafforzamento dei controlli sui prodotti che entrano nel mercato europeo. Chiediamo una difesa intelligente del settore, è fondamentale far valere le normative esistenti e garantire che vengano rispettate da tutti».

In copertina: ©Andrea Mariani

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Luigi Rucco
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