Sant’Orsola, il progetto entra in fase esecutiva: l’obiettivo è ridisegnare il centro di Firenze
Sant’Orsola, il progetto entra in fase esecutiva: l’obiettivo è ridisegnare il centro di Firenze
L’ex convento, su oltre 15mila metri quadrati nel cuore di San Lorenzo, torna a vivere: metà del complesso sarà destinata a funzioni di utilità pubblica
Dopo quarant’anni di attesa, l’ex complesso conventuale di Sant’Orsola, nel quartiere di San Lorenzo a Firenze, ha ottenuto il permesso di costruire e si prepara a entrare nella fase esecutiva. Un passo decisivo per uno dei più significativi progetti di rigenerazione urbana nel capoluogo toscano, in cui valore immobiliare, funzione pubblica e sostenibilità ambientale convergono in un modello di sviluppo condiviso.
«Entriamo in una fase importante di un progetto che sta per diventare realtà», fa il punto Antonio Asquino, partner e ceo di Ace, la società ha elaborato il progetto, dal preliminare al definitivo, per i titoli edilizi. La Convenzione è stata quindi emanazione degli uffici del Comune di Firenze. L’accordo prevede che oltre la metà delle superfici del complesso sia destinata ad attività a beneficio della collettività, in base a criteri di scelta che puntano a unire interesse pubblico e sostenibilità economica.
Con una superficie utile lorda di oltre 15mila mq, Sant’Orsola sembra avere tutte le carte in regola per diventare un caso di valorizzazione del patrimonio storico in chiave contemporanea.
Il complesso, fondato nel XIV secolo come convento benedettino e poi riconvertito a molteplici funzioni civili, giaceva in stato di abbandono dagli anni Ottanta, quando un intervento mai completato ne aveva interrotto la funzione pubblica.
Il nuovo progetto, che nasce nel solco della concessione di valorizzazione, restituisce permeabilità urbana a un intero isolato nel cuore di Firenze. Grazie al ripristino degli ingressi storici su via Sant’Orsola e via Taddea e alla connessione con via Panicale e via Guelfa – così si legge nella relazione sintetica riferita all’intervento – l’edificio tornerà ad aprirsi alla città. La grande piazza, al centro dell’intervento, sarà uno spazio pubblico aperto su tutti i lati disposto per l’attraversamento e la socialità, capace di ridisegnare i flussi e le relazioni del quartiere.
Il piano di riuso prevede un mix funzionale calibrato: più del 50% della superficie sarà destinato a funzioni di utilità generale — attività museali, didattiche, laboratori, ricerca e spazi per l’infanzia — mentre la quota restante ospiterà funzioni complementari come foresteria, artigianato artistico, spazi direzionali e attività culturali e commerciali.
Al piano terra, corti e spazi aperti diventeranno estensione del quartiere, con botteghe, atelier e spazi collettivi. I piani superiori saranno dedicati alla formazione e alla foresteria, a sostegno di attività culturali e di ricerca.
Il progetto adotta un approccio integrato alla sostenibilità ambientale e gestionale: recupero delle acque grigie e piovane, riduzione dei consumi idrici fino al 60%, ventilazione meccanica con recupero di calore, illuminazione Led con sensori di presenza e luminosità, e un sistema di automazione e controllo energetico (Bacs) che assicura fino al 30% di risparmio sui consumi termici.
La gestione intelligente dell’energia, basata su sensori e controllo centralizzato, permetterà un uso ottimale delle risorse e un monitoraggio in tempo reale dei flussi. Non solo efficienza, ma governance energetica: un modello replicabile per altri interventi di valorizzazione pubblica.
Più che un semplice restauro, Sant’Orsola potrebbe rappresentare un cambio di paradigma: da bene abbandonato a capitale urbano condiviso, capace di generare valore culturale, economico e sociale. Con l’avvio della fase esecutiva, Sant’Orsola non sarà più solo un simbolo di ciò che è stato, trasformandosi in un laboratorio di città, dove la rigenerazione si misura non sul numero dei metri quadri, ma sulla qualità degli spazi restituiti alla vita urbana.
In copertina: cortile Tabacco nell’ex convento di Sant’Orsola – render © Ace

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