Tor Vergata, la Vela si riaccende: Ferrari inaugura la nuova stagione degli usi temporanei

26-05-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

26-05-2026 Tommaso Nonni 2 minuti

Tor Vergata, la Vela si riaccende: Ferrari inaugura la nuova stagione degli usi temporanei

Dopo il Giubileo dei Giovani, con l’Agenzia del Demanio l’ex Città dello Sport entra in una rinnovata fase di attivazione urbana

Tor Vergata si riaccende con Ferrari. Dopo il Giubileo dei Giovani a valle della rigenerazione sostenuta dall’Agenzia del Demanio e prima della rigenerazione definitiva cercando il partner che potrà sostenere l’investimento parte l’attivazione urbana dell’impianto firmato da Santiago Calatrava più di vent’anni fa. Ferrari è il primo tenant del primo temporary use con un evento di respiro internazionale organizzato in collaborazione con la stessa Agenzia del Demanio, che ha acceso i riflettori su un’infrastruttura rimasta incompiuta per oltre quindici anni e da un anno reimmessa nel circuito delle destinazioni della Capitale.

Ferrari, aspettando poi il concerto di Ultimo in agenda a luglio.

Il sito dell’ex Città dello Sport di Tor Vergata occupa una superficie di 48,4 ettari, di cui 24 nell’area nord, con quasi 86mila metri quadrati di superfici costruite tra Palasport e Palanuoto. L’elemento iconico dell’intervento resta la Vela: una struttura alta 75 metri e dal peso di 6.800 tonnellate di acciaio. Opera monumentale rimasta però incompiuta dopo l’interruzione del cantiere nel 2009, quando erano già stati spesi circa 250 milioni di euro.

«La sospensione del progetto – racconta il direttore generale Alessandra dal Verme – aveva prodotto nel tempo un effetto urbano opposto rispetto alle intenzioni originarie: un grande vuoto infrastrutturale in un settore periferico caratterizzato da forte pressione abitativa e fragilità socioeconomiche. L’incompiutezza della struttura si era così trasformata in una rottura fisica e simbolica all’interno di un territorio compreso tra Tor Vergata, Torre Angela e Tor Bella Monaca».

La strategia avviata nel 2021 , con il trasferimento dell’opera all’Agenzia del Demanio, ha invece puntato sulla riattivazione progressiva del comparto attraverso interventi di consolidamento, messa in sicurezza e rifunzionalizzazione temporanea. In meno di due anni sono stati eseguiti il collaudo statico delle strutture portanti del Palasport e del Palanuoto, il completamento dell’arena all’aperto da 8mila posti seduti — espandibile fino a 15mila presenze nell’area interna — e la riqualificazione integrale degli spazi esterni.


L’intervento rigenerativo, sostenuto da un investimento complessivo di 80 milioni di euro stanziati dal Mef, dall’Agenzia del Demanio e dalla Struttura commissariale per il Giubileo, si è inserito nel più ampio programma delle opere strategiche per il Giubileo 2025 e puntando a ridefinire il ruolo territoriale del quadrante orientale di Roma.


Obiettivo di medio e lungo termine? Costruire una nuova “centralità metropolitana” orientata a ricerca, salute e innovazione tecnologica. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare l’ex Città dello Sport in un ecosistema capace di attrarre investimenti pubblici e privati, ridefinendo il rapporto tra grandi infrastrutture, spazio pubblico e periferie urbane.


L’utilizzo temporaneo assume quindi il valore di test urbano per verificare capacità attrattiva, accessibilità e sostenibilità gestionale di uno dei più grandi interventi incompiuti della Roma contemporanea.


In copertina: Vela di Calatrava © Agenzia del Demanio

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Tommaso Nonni
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