14-04-2021 Francesca Fradelloni 5 minuti

Al via “Agritettura”, in cantiere con il profumo di bambù di Cardenas

Torna la manifestazione organizzata dall’Ordine degli Architetti di Firenze sull’esperienze costruttive sostenibili in linea con il nuovo Bauhaus europeo.

«A noi interessa che il green diventi patrimonio di tutti, che tutti diventino coscienti dei benefici sociali dell’abitare sostenibile e siano pronti a compiere scelte consapevoli»
Ordine Architetti di Firenze

È una questione culturale. Le faccio l’esempio del caffè: tutti parlano del caffè italiano senza esserci in Italia neanche una piccola pianta di caffè, eppure si è creata la “cultura del caffè”. Come? Studiandone i profumi, gli aromi, le qualità. Ecco, questo è quello che deve succedere per il bambù, con l’unica differenza: il bambù si produce anche in Italia», racconta l’architetto Mauricio Cardenas Laverde grande guru delle costruzioni (non artigianali) in bambù, ospite il 6 maggio (alle 14.30) a “Agritettura: nutrire il cantiere” manifestazione organizzata dalla Commissione Das (Dibattito architettura sostenibile) dell'Ordine degli Architetti di Firenze e dalla Fondazione Architetti Firenze.

Mauricio Cardenas Laverde. Foto di Pan Zhenyu, per cortesia di Mauricio Cardenas Laverde
Il tema di questa edizione viaggia in compagnia di argomenti attualissimi come l’economia circolare e il Recovery Plan. Il secondo seminario che vede la presenza, oltre del progettista colombiano, di tanti altri architetti, avrà il titolo di “Storie di (stra)ordinaria architettura”. Si racconteranno le esperienze costruttive basate sulle sperimentazioni e ricerca dei materiali naturali, vegetali e di riciclo applicati all’architettura. Punti di vista a confronto sul grande tema, sempre attuale, del vivere e costruire sano e sostenibile.


Si parlerà di legno e di paglia e della sostenibilità costruttiva attraverso la stampa 3D e il modello circolare di habitat


«Il bambù è un materiale da costruzione perfetto, che ho iniziato a lavorare, a livello “industriale”, 15 anni fa. Era ritenuto un materiale locale, poco funzionale, per lo più utilizzato per l’artigianato. Oggi dopo 15 anni, qualcosa sta cambiando, cambia in sintonia del vento che arriva con il green deal del nuovo Bauhaus europeo. Oggi dalla Cina alla Colombia hanno assimilato il linguaggio e i grandi cantieri accolgono il bambù, ottimo per la struttura. In Italia stiamo iniziando a scaldare i motori, perché oggi si è capito che, quello finale, può essere un magnifico prodotto made in Italy, perché il disegno, le proporzioni sono quelle della tradizione. Finalmente comprendiamo che quando si parla di sostenibilità, non vale solo il discorso del risparmio energetico, ma l’impatto ambientale si riduce anche introducendo materiali naturali. E il cantiere con il bambù, profuma», conclude Cardenas. 

“Se le eccedenze diventano eccellenze”, invece, era il tema della prima serata svoltasi settimana scorsa.  Protagonista l'economia circolare che vuole essere un modello, proprio in quest'ottica la proposta lanciata da Agritettura vuole rivolgersi anche alla Regione Toscana per organizzare un tavolo multidisciplinare in modo da formulare le proprie proposte e mettere in rete le numerose attività, avviando così iniziative sperimentali da replicare. 
Fra gli esempi indagati l’8 aprile, un'azienda che recupera e valorizza il latte di scarto dell'industria casearia e della gdo per la produzione di prodotti innovativi per l'industria edilizia a impatto idrico zero che rappresenta un ulteriore approfondimento sull'utilizzo in architettura e design degli scarti provenienti dall’agroalimentare, attraverso le filiere di trasformazione. “Milk Brick”, è una startup con sede in Sardegna. Si tratta di un’azienda, esempio di economia circolare che recupera e valorizza gli scarti dell'industria casearia per la produzione di centinaia di prodotti innovativi per l'industria edilizia a impatto idrico zero. La startup, nel novembre 2019, è stata fra i finalisti del premio Gaetano Marzotto che ogni anno seleziona e premia le più importanti startup industriali italiane. 


Tra i partecipanti anche l'azienda Mogu che offre oggi sul mercato i primi prodotti commerciali a base di micelio adatti per applicazioni di interior design e anche Matrec, la prima Ecomaterials library internazionale sui materiali ambientalmente sostenibili


«L'agritettura è il frutto dell’alleanza tra agricoltura e architettura», spiegano gli organizzatori ricordando poi che l'idea è nata in occasione dell'Expo di Milano 2015: l'intento è quello di mantenere vivo il dibattito e continuare a dare voce al fermento in atto, alle relazioni, alle soluzioni possibili, ad un nuovo modo di ripensare e fare un'architettura consapevole mettendo in rete i vari protagonisti nei settori della ricerca, della produzione, della sperimentazione e dell’applicazione. 
«A noi interessa – chiariscono gli organizzatori – che il green diventi patrimonio di tutti, che tutti diventino coscienti dei benefici sociali dell’abitare sostenibile e siano pronti a compiere scelte consapevoli». 
Gli impieghi più disparati di questi nuovi materiali a favore di un’edilizia buona e sana, costituiscono una tendenza in crescita e in continua evoluzione, supportati dalla consapevolezza della premialità nei nuovi scenari di mercato, sia per i crediti ambientali riconosciuti da norme e regolamenti (CAM), e sia per il benessere dell’ambiente. Grande è l’interesse verso il microcosmo delle sperimentazioni che abbraccia l’architettura e il design che riscopre antiche vocazioni a favore di un nuovo scenario in cui l’ambiente, la qualità della vita tornano protagoniste. L’intento è quello di mantenere vivo il dibattito e di continuare a dare voce al fermento in atto, alle relazioni, alle soluzioni possibili, ad un nuovo modo di ripensare e di fare un’architettura consapevole. 
La storia – Il neologismo nasce nel 2018 quando la testata The Sunday Times ha dedicato alla “stealthy ascent of agritecture” un’analisi del tema, con alcuni esempi. Da una parte si poneva l’architettura contemporanea, con crescenti livelli di complessità compositiva e di appariscenza, dall’altra le realizzazioni votate alla sobrietà e orientate al recupero della dimensione rurale. Insomma, progetti ispirati a un’idea di semplicità. 

In copertina: dettaglio di BooTech EcoDome, cupola al Salone di Milano. Per cortesia di Mauricio Cardenas Laverde

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Francesca Fradelloni
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