Galeotto il concorso per la caserma Perotti. Il perché e il come dell’alleanza ArchLiving e Btt Studio

11-11-21   I   | Lettura : 4 Minuti

Le gare come palestra, ma anche tecnologia e ricerca

Sono progetti di architettura pubblica che coinvolgono grandi spazi e diventano occasione per fare micro-pianificazione e piantare semi di rigenerazione

Niccolò Suraci

D

ue realtà giovani che uniscono le forze, per un mercato che sempre più richiede competenze integrate e capacità di gestione dei progetti. È in questa direzione che va il sodalizio tra ArchLiving, società di progettazione multidisciplinare fondata a Ferrara nel 2011, e Btt Studio, composto da 8 architetti, con sede a Torino. Già parte della compagine che si era aggiudicata l’anno scorso il concorso per la riqualificazione della ex Caserma Perotti di Bologna promosso dall’Agenzia del Demanio – intervento per il quale si è recentemente conclusa un’altra gara, questa volta per i servizi di verifica della progettazione – oggi i due studi si sono formalmente fusi, dando vita a una realtà giovane e multi-centrica (oltre a Torino e Ferrara, figurano anche Macerata, Verona e Città del Capo tra le sedi della società).

«La progettazione per il concorso di Bologna è stata l’occasione per capire che eravamo fatti gli uni per gli altri – spiega Irene Ferroni, architetta di ArchLiving, a proposito del sodalizio – perché le nostre competenze si completavano. Quello che ci ha accomunato è stato l’approccio alla progettazione, con una visione olistica che era già nelle corde di entrambi». ArchLiving si distingueva come società costituita da ingegneri, più specializzata sugli aspetti strutturali ed impiantistici sin dagli inizi e un approccio già integrato alla progettazione, «con Btt si è arrivati a un maggior equilibrio, perché sugli aspetti architettonici eravamo un po’ sguarniti di figure professionali per poter sviluppare una progettazione integrata». Oggi l’organico è di una cinquantina di unità, equamente divisi tra ingegneri e architetti, con ambiti di lavoro piuttosto diversi tra loro, sia nel pubblico che nel privato (dove continuano gli interventi guidati da ArchLiving sugli edifici ecclesiastici del Centro Italia danneggiati dal sisma del 2012) e con destinazioni d’uso variegate. Una trentina i progetti all’attivo, anche di carattere urbanistico e paesaggistico, oltre al complesso scolastico di Pero, nella cintura nord di Milano, e allo studio di fattibilità per il nuovo Palazzo di giustizia di Lecce. Interventi frutto di gare e concorsi pubblici.

©ArchLiving

 

«Per un anno abbiamo fatto insieme tantissime gare e concorsi – dice Niccolò Suraci di Btt –, trovando un terreno comune in un momento in cui l’edilizia privata era ferma, a causa del Covid». Un’unione, concordano entrambi, che consente ad ArchLiving di rafforzare la sua componente più dedicata alla progettazione, e a Btt Studio di unirsi a una realtà già consolidata, permettendo ad entrambi di raccogliere le sfide che oggi pone il mercato.

E se le «gare sono palestre», come dice Ferroni, quella per l’ex caserma bolognese è stata un importante traguardo per i due studi.


Novantamila mq nella periferia est del capoluogo, dei quali 30mila saranno adibiti a residenziale e 4mila suddivisi tra gli uffici della direzione provinciale “Bologna 2” e l’archivio interregionale dell'Agenzia delle Entrate.


©ArchLiving
Una competizione per la quale ArchLiving guidava la cordata – con Btt Studio, Greencure, Tomasone Associati, Gabriele De Leo e Studio Settanta7 –, alla quale stati affidati anche i successivi step di sviluppo del progetto; «al momento stiamo concludendo la redazione del progetto definitivo» dice Suraci. E facendo un punto sull’intervento, l’architetto racconta «la macchina è grande, ma sono tutti molti risoluti che si debba procedere in modo molto rapido e arrivare in tempi brevi alla realizzazione». Driver della proposta è stata la visione di un intervento di rigenerazione urbana come di “restituzione” alla cittadinanza dello spazio pubblico. «La proposta progettuale inziale prevedeva un ribaltamento delle quantità che erano previste – continua Suraci –. Lo studio di fattibilità presentato in fase di gara presentava un’area interclusa molto ampia per gli uffici e l’archivio, e uno spazio pubblico di fronte a quest’area. Noi abbiamo vinto il concorso con una proposta che ribaltava questa percezione, eliminando tutte le recinzioni e moltiplicando fino a quasi la totalità del sito lo spazio pubblico a disposizione». Una proposta premiata dalla stazione appaltante che la sta portando secondo gli obiettivi iniziali.

«Dalla pandemia abbiamo imparato che nelle città abbiamo bisogno di spazi esterni di qualità – racconta Suraci – che abbiamo trascurato per tantissimi anni. Io penso che l’urbanistica faccia fatica a pianificare questi spazi, ecco che allora interventi come questo diventano importanti. Sono progetti di architettura pubblica che coinvolgono grandi spazi e diventano occasione per fare micro-pianificazione e piantare semi di rigenerazione» conclude. E sostenibilità è anche il driver dell’edificio, che si configura come un intervento Nzeb, con facciate realizzate in acciaio romboidali che portano la gestione dei carichi verso l’esterno e doppie pelli per le vetrate.

Non solo gare, ma anche ricerca e tecnologia, altri due importanti ambiti che informano e contribuiscono alla visione della nuova compagine e che la rendono, nelle parole di Ferroni, «veramente multidisciplinare». Ma esiste un metodo ArchLiving? «Lavoriamo in un modo per cui gli altri ci direbbero che siamo pazzi – risponde Suraci – non c’è un capo-progetto, siamo tutti sullo stesso livello. Non abbiamo nemmeno un team in un posto o nell’altro, ci spostiamo digitalmente e fisicamente» conclude.

In copertina: render del progetto per la valorizzazione dell'ex Caserma Perotti di Bologna ©ArchLiving

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