13-05-2021 Francesca Fradelloni 4 minuti

Dagli ingegneri il primo instant book sul PNRR

Dal 17 maggio a Parma, il congresso nazionale dedicato Next Generation EU

«Siamo anche noi un pezzo di questa grande manovra, mettendo ogni pezzo insieme come un puzzle, miglioreremo questo Paese tutti insieme»
Armando Zambrano

Un Pnrr funzionerà solo se in contemporanea si faranno le riforme promesse», parla così il presidente del Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri, Armando Zambrano durante la conferenza stampa di presentazione della 65° edizione, in programma a Parma dal 17 al 22 maggio 2021, del Congresso degli ingegneri italiani dal titolo “Next. Ri-costruire un nuovo rapporto tra cultura tecnica e società”. Il webinar è stato anche occasione per raccontare del numero speciale de L’Ingegnere Italiano anche esso dedicato al ruolo degli ingegneri nell’ambito del Next Generation EU. Un numero monografico, la cui cura è stata affidata a Valdo Spini che si è avvalso, tra gli altri, dei contributi dei Ministri Renato Brunetta, Roberto Speranza, Patrizio Bianchi e Mara Carfagna.

Riforme necessarie anche per le professioni tecniche che hanno bisogno di prospettive e pensieri lunghi. «Al di là della discussione dei temi, fondamentale, dovremmo iniziare a discutere e ragionare su come fare le grandi e le piccole riforme», continua Zambrano. «Dico anche piccole perché è arrivato il momento che ogni Ordine, ogni professione, al suo interno, faccia le sue valutazioni per capire da che parte andare, come ri-organizzarsi e rinnovarsi. Se riuscissimo anche a parlare di questo, sarebbe un grande traguardo per il nostro Congresso, aperto verso i temi generali e non solo specifici della professione, che riguardano l’evoluzione e la trasformazione della nostra società: la giustizia, il rapporto tra Ordini, la formazione, il rapporto con le Università e la sussidiarietà. Siamo anche noi un pezzo di questa grande manovra, mettendo ogni pezzo insieme come un puzzle, miglioreremo questo Paese tutti insieme», conclude il presidente degli ingegneri italiani.

Nonostante i tempi siano cambiati gli obiettivi sono rimasti sempre gli stessi, ricorda Susanna Dondi, presidente dell’Ordine di Parma e padrona di casa del congresso.

«Questo numero della nostra rivista scientifica che si intitola Next, è monografico e si inserisce nel futuro e il futuro è il Pnrr», spiega Gianni Massa, vicepresidente vicario del Cni. «Una sfida che ha intrecciato linguaggi tra politica e parti sociali perché il ruolo dell’ingegneria per la Next Generation EU è importante, fondamentale, ma ora bisogna passare dall’azione ai fatti. E le professioni tecniche hanno proposte importanti che parlano a tutta l’opinione pubblica e alla società: il codice appalti, la semplificazione, la normativa, per fare qualche esempio», spiega Massa. «Il Pnrr è una sorta di safety car per il Paese. È un’occasione irripetibile per rimetterlo in pista», termina l’intervento il vicepresidente vicario.

Tema attuale ripreso settimane fa da Ferruccio Resta il rettore del Politecnico di Milano e attuale presidente della Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane che aveva esortato a «ripartire dalla conoscenza e dalla formazione», perchè alla società serve una cultura politecnica.


«Si tratta del primo istant book uscito sul Pnnr», spiega il curatore Valdo Spini ex ministro all’Ambiente e oggi presidente dell’Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane (Aici).


Tra i contributi numerosi i ministri: Renato Brunetta, Patrizio Bianchi, Mara Carfagna e Speranza (e sottosegretari come Anna Ascani). E studiosi e intellettuali come Costanza Pera, Paolo Baratta, Chiara Saraceno, Andrea Gavosto e Raffaella Valente, Stefano Toso, Maurizio Mauri e Filippo Anelli.

Dalla rivista un dibattito importante e fondamentale in questo momento. «Viene fuori che non c’è ancora abbastanza consapevolezza di quanto sia importante il Pnrr e di quanto sia complessa la sua attuazione. E non solo per le ingenti risorse, ma per tutta la trasformazione che ne verrà fuori, compreso il forte legame con le agognate riforme. Riforme che negli anni non sono state realizzare perchè ci sono state resistenze e fragilità di sistema, allora agli ingegneri bisogna dare il merito di aver riacceso la discussione e di aver dimostrato impegno civile per il Paese», interviene Spini.


«Ora gli ingegneri dovrebbero chiedere con forza, anche grazie al loro impegno, che all’interno del Consiglio dei ministri ci sia una cabina di regia occupata anche dalle professioni tecniche», conclude Spini.  


Infatti, la singolarità della rivista che esce in tempi così stretti, ha una rilevanza, secondo Giovanni Cardinale, vicepresidente del Cni. «Trattare temi che non sono usuali: penso alla giustizia e ai temi sociali. Ma anche l’occasione non di scrivere un indice sui nodi del nostro Paese, ma di declinarlo. Se l’ingegneria sarà protagonista del Pnnr, con la sua capacità di stare sui temi di carattere generale e specifici, potrà colmare la distanza tra i sistemi di rappresentanza e il Paese», conclude. Le parole chiave sono etica e deontologia. Insomma, un momento irripetibile per il Paese, un momento unico per le professioni tecniche, in cui la tecnica è cruciale per definire i progetti del futuro verso la neutralità climatica, verso nuovi linguaggi e sfide future. Ed è proprio dalla società civile che deve emergere un invito alla società politica ad arrivare alla meta, e questa volta si fa sul serio.

PPAN è consulente editoriale del CNI per la rivista L’Ingegnere Italiano.

Puoi sfogliare e scaricare il numero Next

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Francesca Fradelloni
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