17-07-2020 Chiara Castellani 2 minuti

Dall’idea al progetto, costruire lo spazio con i modelli d’architettura

Una pubblicazione di LetteraVentidue che indaga il tema, raccontando le storie dei più grandi studi del mondo

I modelli si configurano come un mezzo di lavoro efficace, che riesce al tempo stesso a garantire sia il controllo spaziale della simultaneità tridimensionale sia a render visibile, nello stesso momento, il processo generativo.

Nel tempo della digitalizzazione e della realtà aumentata non tramonta la passione per i modelli di architettura. È stato pubblicato di recente un libro interamente dedicato a questo tema dal titolo “Modelli, costruire lo spazio” (Models, building the space). Una pubblicazione a cura degli architetti Francesco Gulinello e Elena Mucelli nata dall’idea che il mockup tridimensionale non debba unicamente considerarsi mera rappresentazione, ma che abbia in sé un potenziale tale da rendere visibili idee che lo configurino come soggetto autonomo.

Si dibatteva di questo già nel 1976, quando all’Institute of Architecture and Urban Studies di New York, venne ospitata la mostra “Idea as Model” – curata da Peter Eisenman – che ospitò un’intera esposizione dedicata ai modelli di architettura; obiettivo era la documentazione della varietà di approcci sperimentati dagli architetti nell’interpretare questi e i loro usi. Eisenman voleva indagare l’esistenza di un vero e proprio “modello concettuale”, in opposizione all’idea di “modello come strumento narrativo”.

Cuore dell’intero volume è una ricerca portata avanti da un duplice interrogativo, sulla possibilità dei mockup di manifestarsi da una parte “come strumenti in grado di rivelare il processo generativo formale” e dall’altra come “consapevoli contributi alla costruzione stessa dell’idea progettuale”.

I modelli si configurano quindi come un mezzo di lavoro efficace, che riesce al tempo stesso a garantire sia il controllo spaziale della simultaneità tridimensionale sia a render visibile, nello stesso momento, il processo generativo. Un tema che negli anni ’70 non aveva ricevuto la necessaria risonanza e che invece si sta riaffacciando con forza proprio negli ultimi decenni e che nel volume si propone di indagare. Il tutto dibattuto attraverso gli interventi di alcuni tra i più importati studi di architettura contemporanei quali David Chipperfield, Sou Fujimoto, Frank O. Gehry, Herzog & de Meuron, MVRDV, OMA, oltre al già citato Peter Eisenman.

Casa editrice che ha tenuto a battesimo questa pubblicazione è la siciliana LetteraVentidue. Fondata nel 2007 a Siracusa da un gruppo di giovani architetti con il pallino per l’editoria – Francesco Trovato, Raffaello Buccheri, Martina Distefano e Corrado Cannata – che vede nel libro il mezzo più importante per la diffusione della conoscenza, nonché un vero e proprio oggetto di design.

E con la collana di saggi brevi figure diretta e curata da Mauro Marzo, professore associato in Composizione architettonica e urbana presso la IuaV di Venezia, focus invece sugli architetti e gli artisti più importanti del passato e del presente. Si tratta di mini-monografie, dove si intrecciano le corrispondenze di professionalità lontane nel tempo ma affini “di spirito in relazione alle forme”, per dirla con le parole storico dell’arte Henri Focillon.

Tra i 12 titoli anche Lo spazio dei Castiglioni, Le indagini etnografiche di Pagano, Le città di Robert Adam, Il mondo di Aldo Rossi.

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Chiara Castellani
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