27-07-2022 Chiara Brivio 3 minuti

Decolla Energiesprong Italia. Il pilota è un condominio nel bresciano

Diverse le imprese coinvolte nell’intervento di Corte Franca a guida Edera

Presentato in diretta dal cantiere di Corte Franca, a Brescia, il primo pilota italiano del programma internazionale Energiesprong, un’iniziativa nata in Olanda e sviluppatasi in Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti che punta alla riqualificazione del patrimonio edilizio a livello Nzeb (nearly zero energy building) utilizzando i risparmi sulle bollette energetiche e sulle manutenzioni per ripagare i costi dei lavori. In Italia questo modello è stato per anni presentato come riferimento dall’evento REbuild, e oggi è portato avanti dalla società Edera – che vede tra i soci Redo sgr Società Benefit (49%), Fondazione Housing Sociale (31%), l’Associazione nazionale dei costruttori edili – Ance (10%) e Thomas Miorin (10%) –. Attraverso tecnologie offsite, pannelli prefabbricati, un cantiere a secco e un modello potenzialmente scalabile, Edera punta a posizionarsi come nuovo operatore nel mercato della rigenerazione e della decarbonizzazione dell’ambiente costruito italiano. E Corte Franca rappresenta il primo intervento concreto di retrofit, attuato su un edificio di cinque alloggi su due piani fuoriterra – al quale seguiranno altri sette progetti di diversa natura, dal residenziale alle scuole, tra Milano, Bergamo, Vicenza e Mantova – in cui si applica il “metodo” Energiesprong.


All’estero questo modello è abbastanza diffuso ed in Italia potrebbe agevolare anche la rigenerazione antisismica.


«Cerchiamo di portare a termine questi interventi in modo rapido e su larga scala – ha dichiarato l’ad di Edera Thomas Miorin – con soluzioni pronte per essere replicate anche nelle zone più marginali, a partire dalle periferie. All’estero sono oltre 6mila gli edifici rigenerati – ha continuato – e si può fare anche in Italia, integrando anche una riqualificazione antisismica grazie all’offsite. È l’edilizia che si ibrida con la manifattura. Qualcosa che sarà sicuramente centrale anche in uno scenario post-110».

Il cantiere di Corte Franca © Edera

Il cantiere di Corte Franca © Edera

Una richiesta, quella dell’efficientamento del patrimonio edilizio, che viene anche dalle amministrazioni locali – in primis Milano e Roma – che stanno cercando di raggiungere i target di decarbonizzazione europei, in primis il net zero del 2050, come è stato sottolineato anche dai rappresentanti delle due città, Edoardo Zanchini, neo-direttore dell’Ufficio speciale Clima di Roma Capitale e già vicepresidente di Legambiente, e Giuseppina Sordi, direttrice dell’Area energia e clima del capoluogo lombardo, intervenuti nel dibattito. «Roma, insieme ad altre otto città – ha spiegato Zanchini –, ha deciso di anticipare al 2030 gli obiettivi di decarbonizzazione, per uscire dalle fonti fossili. Ma per fare questo è necessario intervenire sul patrimonio pubblico. Al momento stiamo lavorando su 212 scuole e ne abbiamo selezionate un altro centinaio con obiettivi ambiziosi e per lavorare insieme a imprese e professionisti». «Dobbiamo passare dalla logica degli incentivi – ha rimarcato ancora – a interventi selezionati per fare un salto di qualità. Le scuole, fatte con ambizione e innovazione, devono diventare la norma, solo così potremo portarci dietro tutto il settore edilizio, con le maestranze e i professionisti e la formazione di cui abbiamo bisogno».

Corte Franca © Edera

Corte Franca © Edera

Gli fa eco Giuseppina Sordi, che ha sottolineato come l’energia sia una costola fondamentale del Piano aria clima della città, dove al primo posto c’è «l’efficientamento energetico del patrimonio pubblico, oltre a quello che può essere fatto in quello privato. Dobbiamo associare una riduzione della domanda di energia alle rinnovabili e portare a una riduzione della povertà energetica». Cruciali saranno anche le campagne di sensibilizzazione e informazione – «un meccanismo che deve partire dal basso» – oltre all’obiettivo di arrivare a una clean construction, non solo di gestione degli scarti di cantiere, ma con un bilancio globale delle C02 emesse. A questo proposito, il Comune di Milano ha vinto un bando con Energiesprong e i loro colleghi francesi per la riduzione della povertà energetica.

Il cantiere di Corte Franca. Le tecniche offsite utilizzate hanno permesso di ridurre tempi e costi del cantiere, oltre a limitare la produzione degli scarti dei materiali, evitare l’uso di ponteggi aumentando la sicurezza e permettendo agli inquilini di continuare a vivere nello stabile anche durante le fasi di riqualificazione. Nello specifico, si arriverà ad un miglioramento di due classi di rischio sismico dell’edificio e a una diminuzione fino all’80% del consumo di energie non rinnovabili. Infine, secondo alcune stime preliminari del Politecnico di Milano, sarà prevista una riduzione del 55% delle emissioni tCO2eq/mq generate dai lavori rispetto a una riqualificazione con tecnologie tradizionali a parità di prestazioni energetiche ed antisismiche di progetto, e di un meno -75% tCO2eq/mq cumulate al 2050. Diversi i partner industriali coinvolti nel pilota, tra i quali Woodbeton, Caparol, Innova e Rockwool.

In copertina: foto del cantiere di Corte Franca © Edera

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Chiara Brivio
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