06-12-2023 Alessio Garofoli 3 minuti

Dismissioni immobiliari, con la leva dell’ingegneria. La ricetta Remind per la ripartenza

Incontro in Senato promosso dall'associazione del comparto immobiliare. La centralità del progetto sostenuta da Oice

Come superare le difficoltà legate al Pnrr e iniziare a pensare al post 2026? Intervenuto a Futuro Italia-Remind lo scorso 5 dicembre Marco Daviddi, presidente del comitato Remind immobiliare allargato, strategy and transactions managing partner EY, è sembrato richiamare in forme nuove una ricetta invocata (benché poco praticata) in passato, che peraltro l’attuale governo dice di voler riprendere: le dismissioni immobiliari. Innanzitutto, per Daviddi serve rivedere «le norme alla base del cosiddetto Federalismo demaniale, istituendo, in ogni Regione, dei nuclei specializzati di competenze a supporto degli Enti locali, per favorire lo sviluppo di progettualità per il partenariato pubblicoprivato e per la valorizzazione del patrimonio pubblico». Quindi «alimentare il coinvolgimento degli operatori privati, utilizzando gli asset pubblici e la loro valorizzazione come ancore per tali interventi». Temi già sollevati dall’assemblea annuale di Assoimmobiliare.

E ancora, secondo Daviddi occorre «rafforzare le misure che consentano l’assegnazione di immobili e aree pubbliche a privati, a fronte di iniziative che ne prevedano l’utilizzo, sulla base di indicatori inerenti lo sviluppo economico dei territori interessati (investimenti attivati, posti di lavoro creati, esternalità attivate) con adeguati presidi di monitoraggio dei progetti», nonché «l’ottimizzazione della governance sull’immobiliare pubblico, che vede oggi una pluralità di soggetti non sempre coordinati tra loro». Ancora, sempre Daviddi aggiunge che «le azioni volte alla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, al di là della meritoria azione che riguarda la soluzione dei problemi di emergenza abitativa, devono essere finalizzate sempre più anche all’attrazione di investimenti».

Dall’imminente riforma del patto di Stabilità alla legge di bilancio, dallo stato del Pnrr alla transizione green passando per digitalizzazione, lavoro, fisco. Esponenti politici e del privato si sono trovati nel convegno promosso da Remind, associazione del comparto immobiliare allargato ad altri settori produttivi.


Sempre più diffusa la considerazione che immobiliare sia sinonimo di rigenerazione urbana, con una norma attesa dagli addetti ai lavori che tarda ad arrivare, mentre la Ue corre.


Il senatore forzista Maurizio Gasparri (primo firmatario di uno dei 5 disegni di legge sul tema) ha dichiarato di ritenere «necessario» sul tema «un programma europeo definito. Bisogna uscire dalla logica della direttiva cosiddetta green, con i suoi cambiamenti affrettati e i costi enormi destinati a gravare sulle tasche dei cittadini. Piuttosto servono finanziamenti europei congrui che favoriscano un patrimonio edilizio più sostenibile e con tempistiche più adeguate. Io stesso – ha continuato – ho presentato in Senato una proposta di legge sulla rigenerazione urbana. Per rendere più semplici le procedure, modernizzare i nostri edifici per abbattere le emissioni di CO2 e rigenerare le periferie. Nella scorsa legislatura abbiamo provato ad introdurre nuove norme ma, con il governo Draghi, non siamo riusciti a farlo. Mi auguro che, l’anno prossimo, la legge possa essere approvata».

Spazio anche al punto di vista di un’altra componente fondamentale del comparto: gli ingegneri. Un intervento meno “soft” di altri quello del presidente dell’Oice Giorgio Lupoi, per il quale le società di ingegneria possono aiutare gli sviluppi imprenditoriali a fronte delle «carenze della pubblica amministrazione», e un altro valore aggiunto del Pnrr sta nel «ripristinare l’abitudine a fare le cose nei tempi giusti». Secondo Lupoi, inoltre, l’ingegneria italiana è un «brand, come la moda e il food». Dalla sua, il vicepresidente Oice Alfredo Ingletti, che è anche consigliere Remind e vicepresidente Fidic, ha sottolineato che le società d’ingegneria italiane sono «troppo piccole», problema peraltro tipico dell’impresa tricolore. Tuttavia, ha rimarcato con ottimismo, «queste ultime hanno ricominciato da anni ad accompagnare all’estero le nostre imprese di costruzione. Non saremo bravi nel marketing, ma le nostre competenze sono pari o anche superiori a quelle degli altri», ha chiosato Ingletti.

In copertina: Monopoli, Puglia, Italia © Kelly

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Alessio Garofoli
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