27-05-2022 Fabrizio Di Ernesto 3 minuti

Dopo sei anni in salita, in calo i servizi di ingegneria e architettura

Dal Cni i dati sui primi effetti del dl che ha innalzato la soglia per gli affidamenti diretti

Si ferma, dopo una scia positiva lunga sei anni, la crescita nel mercato dei servizi di ingegneria e architettura. Questo il quadro che emerge dall’ultimo rapporto del centro studi del consiglio nazionale ingegneri (Cni) in materia, in cui si evidenzia che nel primo quadrimestre del 2022 rispetto al quadro emerso nello stesso periodo degli anni precedenti, l’importo a base d’asta è sceso a circa 257 milioni di euro se si valutano esclusivamente le gare di progettazione ed altri servizi (escludendo quindi gli accordi quadro, i concorsi, i servizi Ict e le gare con esecuzione).

Focalizzando l’analisi del documento su base mensile si nota come a gennaio il calo era di circa 18 milioni di euro, cifra salita poi a 64 ad aprile.

Secondo gli analisti del centro studi il dato è parzialmente legato al dl 77/2021 che stabilisce l’affidamento diretto delle gare con importo a base d’asta inferiore a 139mila euro; tuttavia, si legge nel report, è probabile che il dato relativo all’ammontare complessivo degli importi delle gare per i servizi in esame sia sottostimato rispetto al passato dal momento che «con l’innalzamento della soglia sono aumentate le gare affidate senza bando che sfuggono alla rilevazione».


Il 57% delle gare pubblicate presentava un importo a base d'asta inferiore a 100mila euro come lo scorso anno mentre quelle con importo superiore ai 214mila sono passate dal 16% al 25%.


In merito al calo però, sottolineano dalla fondazione, se si prendono in considerazione anche gli accordi quadro, i concorsi di idee e di progettazione, i servizi Ict e gli importi destinati ai soli servizi nelle gare con annessa l’esecuzione dei lavori la situazione si capovolge, tanto che in questo caso la stima degli importi complessivi a base d’asta per i soli servizi di ingegneria si aggira intorno ai 518 milioni di euro, ben 93milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2021. A determinare questa crescita soprattutto i 65 accordi quadro attinenti ai servizi di ingegneria e architettura messi a gara nel periodo in esame per un valore complessivo di oltre 210 milioni di euro. 

Per quanto riguarda i bandi di gara “tradizionali” il report evidenzia come poco più della metà delle gare pubblicate, il 57%, presentasse un importo a base d’asta inferiore a 100mila euro, in linea con l’anno precedente, mentre è aumenta la quota di gare con importo superiore ai 214mila euro che passa dal 16% del primo quadrimestre del 2021 al 25% di quest’anno. 

In merito alle aggiudicazioni, invece, nei primi quattro mesi dell’anno è cresciuto il numero di gare affidate ai liberi professionisti e di riflesso anche l’importo medio di aggiudicazione delle gare ad essi affidati, passato da 52mila euro di gennaio-aprile 2021 agli attuali 73mila.

I dati diffusi confermano la tendenza a lasciare ai professionisti una fetta di mercato esigua, inferiore al 10% per quanto riguarda gli importi posti a base d'asta delle gare aggiudicate nel periodo in esame. Le opportunità per i professionisti aumentano in caso di partecipazione alle gare uniti a società in Rti/Ati miste; in questo caso la quota di mercato complessiva per i professionisti arriva a superare il 50% delle gare ed il 30% degli importi. Entrando più nel dettaglio se si analizza la suddivisione degli importi a base d’asta si nota come nei bandi con importo inferiore ai 75mila euro la percentuale delle gare e la distribuzione degli importi quasi coincide, superando in entrambi i casi il 60%; al contrario, per le gare con importo a base d’asta superiore ai 75mila euro la percentuale delle aggiudicazioni da parte dei liberi professionisti scende al 15% , era al 19 lo scorso anno, quella degli importi, invece, addirittura al 5,7%. 

In copertina foto © Convegni_Ancisa

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Fabrizio Di Ernesto
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