18-01-2024 Redazione 5 minuti

Federated Innovation Mind: 40 aziende nel partenariato pubblico-privato dell’ex area Expo

Oltre 100 le iniziative lanciate dal network, dedicate anche all'innovazione urbana ed edilizia

Federated Innovation Mind dimostra di essere sempre di più una fucina di innovazione in cui le aziende, collaborando, creano dei progetti concreti, tangibili e di forte impatto.
Tommaso Boralevi

Oltre 40 aziende coinvolte su diverse progettualità e più di 100 iniziative lanciate dal network. Sono i risultati del terzo anno di attività di Federated Innovation Mind, il modello collaborativo pubblico-privato nato nel 2021 come driver di innovazione di Mind, Milano Innovation District, e promosso da Lendlease con il contributo di Cariplo Factory. Un terzo anno di attività che vede rispetto all’anno precedente l’espansione della rete di imprese coinvolte e la creazione di una nuova area tematica – Design, Fashion & Culture Tech – che porta il totale a 12.

Per il 2024, Federated Innovation Mind intende continuare a sviluppare il dialogo pubblico-privato per sostenere la messa a terra di progettualità che impattino positivamente sul futuro della salute per le città del futuro. «Federated Innovation Mind dimostra di essere sempre di più una fucina di innovazione in cui le aziende, collaborando, creano dei progetti concreti, tangibili e di forte impatto. Questo, insieme al fatto che la rete composta da istituzioni, enti di ricerca e imprese è in costante espansione, restituisce il quadro di un sistema in crescita e consolidamento, che è realmente capace di accelerare i processi d’innovazione e facilitare la nascita di progetti che, forse, non avrebbero trovato una messa a terra al di fuori di questo modello», dichiara Tommaso Boralevi, presidente di Federated Innovation Mind. Il modello si basa sulla visione “collaborate to compete” che riesce a superare l’open innovation classica, volto a generare iniziative di ricerca e innovazione, favorire il trasferimento tecnologico e la contaminazione di idee su una piattaforma aperta alla collaborazione di tutte le aziende, università ed enti coinvolti, e con una struttura legale a tutela della proprietà intellettuale.
Proprio da questo modello sono nati i principali progetti innovativi sviluppati nel corso di questi tre anni secondo precise agende di innovazione, ma tutti afferenti alle due macro-aree delle “scienze della vita” e della “città del futuro”. Nel dettaglio, i progetti sviluppati dalle aziende si inseriscono in una o più delle seguenti aree tematiche: Agrifood Tech & Wellbeing, Construction Tech, Energy, Fintech, Greentech & Circular Economy, Life Sciences & Healthcare, Mobility and Logistics, Proptech & Smart Spaces, Retail Tech, Security & Defense, Urban Digital Tech e Design, Fashion & Culture Tech. L’area tematica Urban Digital Tech si occupa di creare processi d’innovazione dedicati al miglioramento delle infrastrutture urbane attraverso la tecnologia digitale.


Ed è proprio in questa ottica che nasce il progetto “District Intelligence Platform”, sviluppato da Tim Enterprise – la business unit del Gruppo Tim dedicata alle aziende e alle pubbliche amministrazioni – con la collaborazione di Schneider Electric e Cisco, coniugando gli elementi di innovazione dell’area Proptech & Smart Spaces.


“District Intelligence Platform” si basa sulla piattaforma di intelligenza urbana Tim Urban Genius adattata al contesto di Mind al fine di supportare le decisioni per la gestione del distretto e di favorire il miglioramento dei servizi che saranno proposti nell’area, tra cui le soluzioni di smart mobility e healthy building. La soluzione punta a integrare progressivamente dati, servizi, applicazioni di altri soggetti dell’ecosistema Mind, per supportare una modalità decisionale data-driven.

Dal Construction Tech al Proptech: prototipi di materiali più sostenibili per le costruzioni e sostenibilità energetica degli edifici. Le due aree sono strategiche perché si occupano di progettare spazi e servizi in un’ottica nuova, in cui gli edifici siano “mattoni” di città intelligenti, abilitati dalla tecnologia con l’obiettivo di migliorare la sostenibilità, le condizioni di lavoro e aumentare l’efficienza. All’interno dell’area Construction Tech sono stati sviluppati progetti come “Perception of Timber”, promosso da Lendlease, Waugh and Thistleton Architects (Wta), Politecnico di Milano, Eit Climate Kic (l’organizzazione sull’ambiente dell’agenzia comunitaria Eit) e dalla rete “Built by Nature”, un’organizzazione nata con la missione di accelerare la trasformazione degli edifici in legno in Europa.
Infatti l’obiettivo di questo progetto è proprio quello di superare gli ostacoli esistenti oggi nell’adozione del legno nelle opere strutturali in Italia. Nello specifico, l’iniziativa “Perceptions of Timber” utilizza un prototipo fisico di una struttura in legno a più piani all’interno di Mind. Sono stati condotti numerosi workshop e attività di collaborazione per interagire con l’industria ed è stato creato “il Timber Perception Lab”, che ha lo scopo di promuovere la collaborazione e la condivisione delle conoscenze al fine di superare le barriere incontrate dalle costruzioni in legno. È stato inoltre creato un “Timber GuideBook” che vedrà la sua seconda edizione nel 2024 e, in partnership con Green Building Council Italia, è stato lanciato il progetto “TimberForward Italia”, un’iniziativa che mira a strutturare un network tra i principali stakeholder all’interno del settore delle costruzioni in legno, al fine di facilitare la collaborazione, la condivisione delle conoscenze e il reciproco sostegno tra tutti gli attori della filiera. O ancora, il progetto “Modular prefab construction systems” promosso da Mapei, Podium, Wood Beton, Saint-Gobain Italia con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale delle costruzioni, attraverso l’impiego di soluzioni tecniche miste per l’edilizia, basate su prefabbricazione, modularità, digitalizzazione, economia circolare. In questo contesto sono stati proposti elementi ibridi prefabbricati per solai strutturali che combinano in maniera innovativa legno e calcestruzzo di ultima generazione, prodotti con attenzione alla sostenibilità ambientale, che vengono completati con performanti strati superiori posati a secco, in modo da dare un prodotto completo in termini di funzioni e prestazioni.

Nel 2023 è stato redatto un report tecnico, è una stata effettuata una serie di test in scala reale (per valutare performance strutturali, acustiche e di resistenza al fuoco) e nel 2024 si prevede l’avvio delle prime adozioni di queste soluzioni. L’area Proptech ha visto lo sviluppo di altri due progetti: “Optimised and Integrated Energy Management” è un’iniziativa di Schindler, Schneider Electric, Lendlease e Abb volta a creare un sistema di scambio dati di energia/potenza tra le apparecchiature di un edificio per ottenere un consumo energetico più regolare e bilanciato. Il progetto è in fase di validazione dello use case. Invece “Call for Proptech Solutions – BuildingSmart” è la call crosstematica di Schindler, Würth, Lendlease e Abb volta a identificare soluzioni innovative in ambito smartbuilding. Il progetto ha previsto una call for solutions dedicata alle seguenti aree: energy efficiency and sustainability, comfort and user experience, facility management and security, small and medium connected home solution. Tra gli oltre 50 progetti che sono stati proposti, sono state selezionate quattro soluzioni che saranno invitate a partecipare al Co-design Day, un’occasione per interagire con le aziende che si terrà tra fine gennaio e inizio febbraio 2024.

In copertina: Mind Landlease Village ©Filippo Romano

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