Grazie a Cyclomedia, Milano studia da smart city

14-11-22   I   | Lettura : 3 Minuti

Circa 2.500 chilometri dell’area della Città metropolitana mappata con rilievi aerei e terrestri
L

e tecnologie digitali sono sempre più presenti nella vita quotidiana al servizio dei cittadini e delle amministrazioni locali. Un nuovo esempio arriva dalla Città metropolitana di Milano che, in collaborazione con Cyclomedia, società specializzata nella digitalizzazione degli spazi esterni, ha acquisito su richiesta del Comune una dettagliata e precisa fotografia dei circa 2.500 chilometri che compongono l’area interessata; una raccolta che per la prima volta si è spinta fuori dai confini urbani della città meneghina.

Per ottenere le immagini necessarie sono stati utilizzati rilievi aerei e terrestri; scopo dell’iniziativa ottimizzare le infrastrutture, i servizi destinati ai cittadini e migliorare, di conseguenza, il rapporto fra city users e amministrazione locale per efficientare la gestione, implementando l’urbanistica intelligente e valorizzando gli spazi pubblici.

L’operazione è stata realizzata grazie ad un co-finanziamento dei fondi Pon metro (Programmi operativi nazionali per le Città metropolitane); i dati raccolti ed elaborati grazie ad algoritmi di Intelligenza Artificiale saranno analizzati e lavorati per procedere alla creazione, alla verifica e all’aggiornamento di 22 geodatabase che compongono il patrimonio informativo del Comune.


La creazione del data base è il primo passo verso la realizzazione di una smart city totalmente funzionante.


Il materiale ottenuto comprende praticamente tutte le aree incluse nel territorio urbano, compresi pali della luce, segnaletica verticale e orizzontale ed ha interessato anche Citylife e l’area di Expo mai prima d’ora inclusi nelle rilevazioni. Le informazioni sono state raccolte nell’arco di 25 giorni grazie a tre diversi veicoli dotati di telecamera, che hanno permesso di scattare milioni di immagini a 360 gradi attraverso accurati e moderni sensori di mobile mapping.

Grazie a questa meticolosa raccolta di dati ed immagini nascerà un gemello digitale, o Digital twin, della città in grado di evidenziare elementi come i passi carrai, gli impianti di pubblica affissione, le dimensioni dei varchi di ponti e tunnel, targhe viarie e commemorative, numero e dimensione delle vetrine commerciali, rampe per persone con disabilità, orologi pubblici e binari delle linee tramviarie. Il digital twin consente di navigare in modo immersivo il territorio senza la necessità di effettuare ispezioni in campo e di identificare automaticamente tutti i beni presenti nello spazio pubblico, permettendo, in caso di bisogno, di intervenire tempestivamente in caso di lavori di manutenzione.

Questa mappatura rappresenta per Palazzo Marino il primo passo per diventare una smart city, dotandosi di una corretta panoramica dell’esistente arricchita da dati e approfondimenti che possono essere utilizzati per migliorare la gestione della municipalità a beneficio della comunità, il tutto nell’ottica della sostenibilità economica e sociale.

«Questo progetto – dichiara Layla Pavone, coordinatrice del Board per l’Innovazione tecnologica e trasformazione digitale del Comune di Milano – dimostra come l’innovazione digitale e la tecnologia avanzata possano guidare trasformazioni decisive, oltre che affascinanti, per una migliore governance delle città».

Foto di copertina © Andreew Hoang

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Accetto
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la nostra pagina sulla Privacy Leggi di più
Biennale Venezia scali Milano comunicare l'architettura Salone del Mobile e fuorisalone
Scalo di Porta Romana, dentro il cantiere del Villaggio olimpico
Dopo il concorso il Ptfe. Tra un anno il cantiere del Parco della Giustizia di Bari
Expo 2030 a Roma: un progetto da 50 miliardi per l’Italia
rigenerazione urbana le iniziative le competizioni innovazione i protagonisti la scuola
Il nostro Paese alla Biennale di Venezia. Chi c'era in lizza?
Fosbury Architecture, ecco chi cura il prossimo padiglione Italia
Biennale Architettura 2023, con la Lokko l'Africa come laboratorio del futuro