25-03-2022 Fabrizio Di Ernesto 4 minuti

L’Agenzia del Demanio si ristruttura, decolla la struttura di progettazione

Focus sull’architettura giudiziaria e per Roma la priorità è Tor Vergata

Nel corso dell’audizione che si è tenuta presso la VI commissione Finanze e tesoro del Senato, il nuovo direttore dell’Agenzia del demanio Alessandra dal Verme ha presentato la strategia e le azioni messe in campo per rispondere al mutato contesto, guardando al patrimonio dei beni dello Stato, che ammontano a 43mila unità, per un valore di 62 miliardi di euro quelli gestiti dal demanio, una ricchezza di tutta la popolazione.
Nel suo intervento la dal Verme ha spiegato che il nuovo modus agendi deve
«avvenire in un’ottica di creazione di valore, inteso come “impatto positivo sull’economia”, ma anche come azione concreta per limitare il consumo del suolo e per ridurre gli sprechi attraverso interventi di rigenerazione urbana e ambientale, per favorire l’efficientamento energetico, la sicurezza dal rischio sismico e la resilienza ai cambiamenti climatici».

Più nel dettaglio quindi è necessario potenziare, promuovere e sostenere quelle iniziative che possano contribuire al rilancio degli investimenti pubblici e agli obiettivi di sostenibilità, innovazione e transizione digitale, fissati dal Pnrr e dal Green new deal europeo. Per fare ciò però, puntualizza ancora «bisogna definire e realizzare un modello innovativo di edificio pubblico che assume un ruolo importante nella “cura” del contesto urbano e diventa elemento di integrazione e sviluppo del territorio».

Nell’occasione è stata presentata anche la nuova organizzazione del Demanio: la prima struttura, la direzione per la trasformazione digitale – in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 UE, del Piano per l’Italia digitale 2026 e PA digitale e facendo tesoro di 5 anni di investimento sul Bim – punta a rendere più efficienti i processi centrali dell’agenzia, ma anche all’individuazione di soluzioni e servizi digitali resi in modalità smart, integrati e innovativi. Pilastro fondamentale del piano è la creazione di una piattaforma integrata con cui superare la frammentarietà dei sistemi e dei dati attualmente presenti e raggiungere una diffusa digitalizzazione, volta anche a garantire l’interoperabilità con i diversi stakeholder.

La seconda struttura è quella per la progettazione, finalizzata per legge al sostegno tecnico delle Pa centrali e territoriali per la qualità della progettazione. Fornisce servizi di ingegneria e architettura e attività tecnica di supporto alle stazioni appaltanti, nonché di project management per garantire qualità e tempi di esecuzione (già oggetto di discussione con gli Ordini professionali). La struttura, inoltre, si articola in poli (nord – con sede a Milano, centro – con sede a Roma e sud – con sede a Napoli) che operano in stretto coordinamento con le direzioni territoriali e in specifici temi operativi tematici che lavorano per progetti o servizi di elevata complessità, dimensione o strategicità (come ad esempio il polo delle cittadelle giudiziarie nell’ambito delle convenzioni con il ministero della Giustizia (si veda il caso di Bari e di Lecce) e polo sismico nell’ambito dell’accordo con il commissario Giovanni Legnini).

Le azioni messe in campo dall’agenzia sotto il profilo organizzativo e strategico mirano al potenziamento delle iniziative di riqualificazione del patrimonio immobiliare pubblico, a partire da quello utilizzato per usi governativi. In coerenza con i cambiamenti imposti dalla pandemia, l’attività di recupero dei beni destinati alla logistica delle Pa deve produrre risparmi di locazioni passive, ma anche rispondere alla nuova organizzazione del lavoro pubblico e di gestione dell’immobile.

Architettura giudiziaria. Illustrate anche alcune delle iniziative più significative per valore e impatto sui territori come, ad esempio, le convenzioni stipulate con il ministero della Giustizia per la realizzazione degli interventi di edilizia giudiziaria: lo scopo è recuperare grandi complessi dismessi in stato di degrado o edifici già in uso all’amministrazione giudiziaria, che necessitano di interventi di adeguamento o miglioramento sismico/tecnologico. Interventi che avranno un importante ruolo di rigenerazione urbana per la “ricucitura” dei tessuti urbani interessati e la loro relativa riqualificazione ambientale e sociale. Complessivamente si tratta di 15 interventi, nei quali l’agenzia avrà la funzione di stazione appaltante e che, in aggiunta alle altre iniziative già avviate con il Ministero della Giustizia, raggiungono un importo superiore a un miliardo di euro: sono finanziati, anche con fondi del Pnrr (circa 29milioni di euro), ma per lo più con finanziamenti di bilancio del ministero. Tra gli interventi di maggior rilievo, spicca l’iniziativa relativa al Parco della giustizia di Bari (il valore dell’intervento è stimato in 405 milioni) per il quale è già stato pubblicato il concorso di progettazione.

Roma. Tra i focus anche l’accordo con Roma capitale, finalizzato alla riqualificazione del compendio di Tor Vergata (di un anno fa l’ipotesi lanciata dell’ex direttore con Hope Campus) e alla sua valorizzazione proiettata in un futuro che rispetti ed esalti la vocazione originaria del sito verso sport, salute e ricerca, passando per i grandi appuntamenti: dalle celebrazioni del Giubileo 2025, all’eventuale accoglimento della candidatura di Roma Capitale ad ospitare l’Expo 2030. L’Accordo prevede che, come prima fase del progetto, il compendio possa essere finalizzato alle celebrazioni del Giubileo 2025, riabilitando la Vela, da simbolo di opera incompiuta a simbolo di rinnovamento e navigazione dei popoli per l’integrazione, ma anche manifesto di rinnovamento verso la sostenibilità. L’eventuale accoglimento della candidatura di Roma Capitale ad ospitare l’Expo 2030 potrebbe incidere sulla fase successiva dello sviluppo dell’area. È stata, inoltre, stipulata una convenzione tra Roma Capitale e la Struttura per la progettazione, volta a dare supporto all’elaborazione del piano integrato per le connessioni ciclopedonali e gli interventi di rigenerazione di spazi pubblici nell’area Tor Bella Monaca – Tor Vergata, da finanziare nell'ambito del Pnrr, in attuazione della linea progettuale “Piani integrati – M5C2 – Investimento 2.2”.

In copertina: la Vela di Calatrava a Roma

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Fabrizio Di Ernesto
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