31-01-2024 Alessio Garofoli 2 minuti

L’edilizia dopo Superbonus e Pnrr. Cattaneo: “Serve un incentivo a lungo termine”

I dati dell'osservatorio congiunturale Ance: -7,4% per le costruzioni nel 2024 dopo anni di boom

L’eterno tema dei ritardi del Pnrr, ma soprattutto la chiusura del Superbonus 110. Elementi che preoccupano l’Ance, che nel 2024 prevede un calo del 7,4% nelle costruzioni. E che il 30 gennaio nella sua sede romana ha presentato il proprio Osservatorio congiunturale 2024. Tutti i nodi sembrano dover venire al pettine nel 2024 dopo anni di boom. C’è un prima e un dopo, insomma: «La stretta sugli incentivi fiscali sull’edilizia avrà un segno negativo molto forte nel 2024. È un campanello d’allarme», dice la presidente di Ance Federica Brancaccio. Allarme discusso anche dagli esponenti politici intervenuti alla presentazione. Il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo perora la causa di un nuovo incentivo a lungo termine (e dunque necessariamente sostenibile). Ma intanto non molla la linea attuale degli azzurri. E, più o meno nelle stesse ore in cui il governo respinge l’ennesimo tentativo di prorogare il super-incentivo del Conte II, insiste nel chiedere il ripristino della cessione del credito. Quella che, afferma il deputato renziano Luigi Marattin, più ancora della percentuale garantita dalla misura è stata «la vera follia». Il senatore del Pd Antonio Misiani tocca un punto dolente, noto ma sottaciuto: dal 2027 non ci sarà più neppure il Pnrr. Che succede dopo? Per Misiani la risposta è che  dovrebbe essere l’Unione europea a garantire nuovi investimenti, avendo la stessa Ue emanato la direttiva sulle case green.

I dati. Quest’anno, per le costruzioni, l’associazione pronostica un -7,4% rispetto al 2023. La fine del Superbonus, della cessione del credito, il ridimensionamento e l’assenza di una politica di incentivi per l’efficientamento energetico e sismico degli edifici porteranno a un crollo del 27% del mercato della riqualificazione abitativa. Previsioni di segno completamente diverso se paragonate ai numeri del 2023. L’anno scorso per gli investimenti in costruzioni si è infatti registrata una crescita del 5 per cento. Non solo, sottolinea l’Ance: in tre anni si è recuperato l’80% della produzione persa durante la crisi. Dal 2008 al 2020 il calo è stato di 92 miliardi, mentre dal 2021 a oggi si è registrato un aumento di 75 miliardi.


Stando ai dati delle casse edili nei primi 9 mesi del 2023 si registra inoltre un aumento del numero di ore lavorate dello 0,9%, e dei lavoratori iscritti del 2,9%, rispetto allo stesso periodo del 2022.


La questione bonus. L’osservatorio congiunturale dice che nel 2023 i bonus edilizi hanno prodotto lavori per oltre 80 miliardi di euro, di cui 44 (9 in più rispetto al 2022) dovuti al Superbonus. L’anno scorso il settore delle abitazioni è cresciuto dello 0,7%, con un +0,5% per la riqualificazione e un +1,3% per le nuove abitazioni. Anche il comparto del non residenziale privato ha segnato una crescita del 5 per cento.

I lavori pubblici. Per le opere pubbliche il 2023 si è chiuso con un aumento del 18%, per lo più grazie a Pnrr e fondi Ue. Benché in flessione, il trend positivo è stato sostenuto dai Comuni. La spesa per gli investimenti pubblici è passata dai 13,2 miliardi nel 2022 ai 18,6 miliardi nel 2023: un incremento del 41 per cento.

Ombre sul Pnrr. Sul piano, tuttavia, permangono delle criticità che l’Ance mette in risalto. Se effettivamente c’è stata un’accelerazione nelle fasi di aggiudicazione e consegna dei lavori, si registrano ancora rallentamenti in fase realizzativa, soprattutto per le grandi opere. Secondo Ance, circa 9 miliardi di grandi cantieri Pnrr aggiudicati non riescono a partire per problemi autorizzativi in materia ambientale; sovrapposizione di regimi normativi differenti e carenze progettuali. Per il 2024, sul comparto delle opere pubbliche è comunque prevista una crescita del 20%, ovvero circa 10 miliardi di euro aggiuntivi rispetto al 2023. Ma l’effetto trascinamento del Pnrr non basterà a controbilanciare la diminuzione dell’edilizia abitativa, aggiunge l’Ance.

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Alessio Garofoli
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