Mvrdv a Shanghai: la “giada” della facciata nasce dal riciclo delle bottiglie di champagne

13-12-21   I   | Lettura : 3 Minuti

La sfida della circolarità per il nuovo flagship store Bvlgari
G

li architetti visionari di Mvrdv tornano, dopo Kuala Lumpur e Bangkok, e consolidano la loro collaborazione con Bvlgari in Oriente, firmando la facciata del flagship store della maison italiana del lusso a Shanghai. 

Collocato in uno dei più famosi centri commerciali della metropoli cinese, lo Shanghai Plaza 66, il negozio salta all’occhio per la sua facciata, di una intensa tonalità verde, e per motivi che richiamano, nei concept e nella realizzazione, elementi della tradizione cinese uniti a quelli della boutique in via Condotti a Roma. Ma è l’art-déco la vera protagonista del progetto, da una parte con un omaggio agli edifici che si snodano lungo il Bund di Shanghai, costruiti tra gli anni ‘20 e gli anni ‘40, e il colore tipico di una delle pietre più amate in Oriente: la giada. Dall’altra con una ripresa dell’identità visiva del marchio italiano, nei portoni e nelle cornici tipici del primo negozio aperto nella Città Eterna all’inizio del ‘900, e con un richiamo alla collezione Déco dei gioielli di Bvlgari, realizzata nello stesso periodo.


Un lavoro di ricerca che tuttavia lo studio olandese non ha portato avanti solo a livello di concept, ma anche nei materiali.


Perché nell’esempio del flagship store di Shanghai, è il caso di dirlo, non si tratta solo di un progetto green ‘di facciata’. Tutt’altro. Quest’ultima (274 mq di superficie) è stata interamente realizzata con diversi tipi di vetro non pigmentato – bianco, verde, trasparente – provenienti dal riciclo di bottiglie di birra e champagne e poi fusi e compressi in enormi pannelli. Una tecnica assolutamente innovativa, spiegano dallo studio, per la quale Mvrdv si è affidato ad un’azienda tedesca, la Magna Glaskeramic di Teutschenthal, specializzata nel riciclo e produzione di questo materiale, e che fornisce una particolare trasparenza e lucentezza al nuovo materiale, quasi fosse un gioiello. I pannelli sono stati successivamente incastonati in una struttura con finiture dorate in ottone e, una volta illuminati con dei fari posti all’interno, danno ancora più risalto alla texture del vetro.

«Abbiamo trattato la facciata come Bvlgari avrebbe trattato un gioiello – spiega Aser Giménez Ortega, associate director di Mvrdv –. La nostra ambizione era quella di ricreare la giada, ma in un modo nuovo, innovativo e sostenibile». «Sembra giada, allo stesso tempo è qualcosa di completamente diverso – aggiunge Jacob Van Rijs, fouding partner dello studio –. Sono diversi tipi di vetro fusi insieme, con una modalità con la quale riesci ancora a distinguerli tra loro. È quasi un liquido misterioso».

«La sostenibilità oggi è un must – conclude Giménez Ortega – ma la prossima sfida che ci attende è quella della circolarità, per rendere i progetti circolari o riutilizzabili al 100 per cento».

In copertina: il flagship store di Bulgari a Shangai, progetto di Mvrdv. Ph. © Bulgari, © Xia Zhi

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Accetto
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrirti una migliore esperienza di navigazione. Accedendo a questo sito, chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Per maggiori informazioni consulta la nostra pagina sulla Privacy Leggi di più
Biennale Venezia scali Milano comunicare l'architettura Salone del Mobile e fuorisalone
Decarbonizzazione e digitalizzazione i driver della progettazione del futuro
Dalla rete i fondi per ampliare del 70% il retail park di Cusago
Origami di legno, con Wood Skin la progettazione parametrica si materializza
rigenerazione urbana le iniziative le competizioni innovazione i protagonisti la scuola
Il nostro Paese alla Biennale di Venezia. Chi c'era in lizza?
Fosbury Architecture, ecco chi cura il prossimo padiglione Italia
Biennale Architettura 2023, con la Lokko l'Africa come laboratorio del futuro