Nuovo Ospedale Cremona firmato Cucinella. Qualità garantita dal concorso

22-12-2023 Redazione 7 minuti

L'opera pronta entro il 2024. L'Ordine degli Architetti Ppc della Provincia di Milano: “Esperimento riuscito, avanti con le procedure aperte”

Il nuovo Ospedale di Cremona porterà la firma di Mario Cucinella, che si è aggiudicato il relativo concorso internazionale. Confermata quindi la graduatoria della Asst di Cremona. In occasione della cerimonia di premiazione del vincitore, svoltasi giovedì 30 novembre 2023 all’auditorium Giovanni Arvedi del Museo del Violino di Cremona, lo studio Cucinella ha presentato il proprio progetto, finora tenuto segreto. Gli altri quattro finalisti su cui Cucinella ha prevalso erano Park Associati, Foster + Partners, Baumschlager Eberle Architekten e Oma – Office for Metropolitan Architecture Stedebouw. I lavori per il nuovo Ospedale di Cremona, che avrà 554 posti letto rispetto ai 47 dell’attuale ospedale Maggiore, dovrebbero terminare entro il 2024, al costo di 300 milioni di euro finanziati dalla Ue. Per l’architetto palermitano Cucinella il nuovo nosocomio «potrà rappresentare un modello per l’architettura sanitaria sotto più aspetti. Ad iniziare dal bando che, con le sue linee guida, ha rimesso al centro la qualità dell’architettura come fattore centrale per il benessere psico-fisico. Dobbiamo tornare a un’idea di ospedale che sia parte della vita della città e non unicamente un luogo di cura: Cremona ha fatto una scelta importante e di qualità, che farà scuola non solo in Italia».

Dalla sua Federico Aldini, presidente dell’Ordine di architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Milano ha detto che «il concorso per il nuovo Ospedale di Cremona è stato un esperimento felicemente riuscito, costruito pescando a piene mani all’interno del Codice e delle sue procedure, senza timori e preconcetti. Ci spendiamo da anni sui concorsi, ritenendo questa procedura la maggior garanzia di trasparenza disponibile, in grado di assicurare opere di qualità».

Il progetto. Mca (in team con Artelia Italia, Milan Ingegeria e Land Italia)  propone un nuovo modello di tipologia ospedaliera basato su una visione “olistica” della salute e del benessere, in stretta connessione con i sistemi territoriali e la rete sanitaria assistenziale.


Il nuovo nosocomio sarà armonizzato con il contesto sociale e culturale, puntando a essere centro sanitario che non ospita solo servizi di diagnosi e cura, ma anche spazi di interazione sociale.


Il processo progettuale parte da un’analisi approfondita della struttura urbana e territoriale, integrando da un lato la struttura radiale di percorsi e spazi urbani tipici di Cremona, che contribuiscono alla definizione dell’area di progetto come nuovo centro di attrazione; dall’altro la composizione altimetrica delle terrazze fluviali caratterizzata da argini e passeggiate sospese nel paesaggio naturale. A questa analisi si integra la necessità di creare un sistema resiliente, capace di adattarsi al mutare delle esigenze sociali economiche ed ambientali.

L’edificio ospedaliero. Sarà una “città nella città” in cui molteplici funzioni e relazioni trovano spazio in un’unica infrastruttura complessa. L’edificio, sviluppato su sette livelli fuori terra, è suddiviso in due corpi principali che si connettono a livello 00, in corrispondenza con il principale accesso sanitario: un cuore centrale, caratterizzato dalla piastra tecnologica che accoglie il blocco operatorio diviso in quattro settori (emergenza, cardiovascolare, multifunzionale, chirurgia minore), e una struttura in elevazione caratterizzata dalla presenza di servizi sanitari a media/bassa tecnologia. Partendo dalla concezione dell’utente quale centro del sistema ospedaliero, la progettazione avviene attraverso principi di empatia, creatività e comprensione delle esigenze della persona in cura, dello staff sanitario e dei visitatori, per garantirne alti livelli di benessere. Questo è possibile anche grazie all’ottimizzazione di parametri che, come evidenziato dai più recenti studi in tema di Evidence-Based Design, hanno una ricaduta sul decorso dei pazienti e sulle performance del personale sanitario, quali l’illuminazione naturale, il rapporto con la natura, i livelli di rumore negli ambienti e la qualità dell’aria. La considerazione del paziente come centro fondamentale del sistema ospedaliero ha orientato la strategia progettuale: il paziente troverà in ospedale ambienti differenti a seconda dei percorsi e dell’intensità di cura che dovrà seguire. Ma si rompe anche l’isolamento dei vari reparti, non più “celle” distinte ma gruppi di professionalità diverse (medici e infermieri) che operano sullo stesso paziente. Il risultato è un sistema in cui l’intero ospedale collabora alla cura del paziente come se fosse un unico reparto, e non come sommatoria di reparti isolati. Altro tema centrale è la flessibilità di gestione dell’ospedale che, già dalla sua progettazione, si deve preparare al nuovo, con spazi e modalità adatti. Così nel progetto si facilita il riassetto degli ambiti di degenza per rispondere al mutare delle necessità sanitarie: il 20% delle camere di degenza può essere trasformato in area di terapia intensiva con interposizione di un filtro, e l’80% può diventare camera a due letti, per poter far fronte a esigenze improvvise di posti-letto). L’architettura del nuovo Ospedale di Cremona definisce anche un gradiente di accessibilità degli spazi: da ambienti raccolti nei quali privacy e benessere del paziente diventano centrali, a quelli più permeabili e aperti ai cittadini che ospitano servizi commerciali per l’utenza e i visitatori e connettono l’ospedale alla scala urbana. Lo sono, ad esempio, l’Hospital Street, area di accoglienza per il pubblico ma anche spazio di interazione per il personale sanitario, e il Centro di gestione, che al primo piano accoglie gli spazi dedicati al governo delle attività cliniche dislocate sul territorio.

L’area strategica dell’Ospedale è quella in cui sono allocati i servizi assistenziali, che rappresentano il ponte tra l’Ospedale stesso e il territorio che lo circonda. Il Pronto soccorso, al piano 00, rispecchia lo schema dell’“ospedale nell’ospedale” ed è in grado di funzionare autonomamente dal resto della struttura senza che ci sia interferenza vicendevole, abbattendo i tempi di esecuzione delle prestazioni mediche previste; allo stesso tempo è collegato con percorsi veloci e dedicati ai servizi diagnostici, ai blocchi operatori, alle terapie intensive e alle degenze. È prevista anche una sezione autonoma per la gestione del paziente infetto con collegamento diretto e dedicato con aree di degenza precettabili in caso di emergenza sanitaria. Sempre al piano 00 la Diagnostica per immagini, contigua al Pronto Soccorso, al Blocco operatorio e alle degenze intensive ai quali è collegata tramite corridoi dedicati. L’Area ambulatoriale al piano 01, fuori dagli altri percorsi, è collegata alle aree destinate alla prenotazione e all’accettazione.

Un ecosistema della salute. L’area di progetto, a cavallo tra l’espansione urbana e il parco del Po e del Morbasco, ne consente la riconnessione, diventando così una nuova porta d’accesso per il sistema naturale. Il nuovo Ospedale, che si sviluppa in continuità con il paesaggio del parco della Salute, segue un andamento semicircolare che garantisce la permeabilità fisica e visuale tra i due elementi. Il concept permette di concepire gli spazi proposti come core centrali dai quali possono scaturire nuove aree di espansione: la copertura verde che emerge dal sistema del parco crea spazi coperti in relazione con il paesaggio circostante, che possono essere colonizzati nel tempo al fine di rendere l’Ospedale un luogo attivo per l’incontro e l’interazione sociale. Le funzioni di asilo ed aree legate all’educazione, attualmente presenti nel complesso, sono integrate da una biblioteca e residenze temporanee a supporto di pazienti e famiglie.

Il Parco della Salute. Nuovo tassello nel paesaggio per la città di Cremona, è un punto di riferimento per la comunità, animato da spazi di socialità e luoghi introspettivi per la cura e il benessere fisico e mentale. Rappresenta anche un ambito di di biodiversità urbana. È caratterizzato da tre elementi: il bosco climatico, un sistema naturale che abbraccia l’Ospedale, caratterizzato da percorsi verdi che legano una sequenza di attività terapeutiche per i residenti e gli utenti dell’ospedale, alternate a zone di biodiversità animale e vegetale. Qui è possibile beneficiare di una terapia psico-fisica naturale, grazie ad attività quali la meditazione e la contemplazione, il Forest Bathing e Barefooting, spazi di lettura singola e collettiva all’aperto, e una Food Forest comunitaria.


Secondo elemento è l’anello vitale, un percorso caratterizzato da spazi per le attività ludico-sportive e per l’interazione sociale, in dialogo con gli elementi architettonici pubblici e del complesso ospedaliero.


Infine l’anello rurale, un ampio sistema naturale a prato caratterizzato da uno specchio d’acqua centrale come punto cardine dell’intero Parco, luogo per eventi e attività.

Impronta ecologica. Questo nuovo intervento è l’occasione per integrare nell’edificio e nello spazio esterno risposte di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico: elementi e processi naturali, Nature-Based Solutions, come la presenza di vegetazione, di acqua e la scelta dei materiali di pavimentazione contribuiscono a mitigare l’isola di calore urbana, raggiungendo una diminuzione della temperatura media percepita di circa 4 gradi rispetto alla situazione attuale. In più, oltre alla scelta di materiai e di soluzioni costruttive specifiche, si ricorre a strategie passive – come orientamento ottimale, permeabilità ai venti e illuminazione naturale – con l’obiettivo di minimizzare l’impatto ambientale, riducendo le emissioni.

In copertina: Nuovo ospedale di Cremona, vista dal parco della Salute – MCA ©MCA Visual

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