
Pechino corre verso le Olimpiadi invernali 2022 (anche) con il made in Italy
Lissoni Casal Ribeiro firma il concept per il nuovo hotel extra-luxury Shangri-La Shougang Park
A un anno esatto dalle Olimpiadi Invernali di Pechino, la capitale cinese aggiunge un altro tassello a quella che, secondo i piani, sarà l’area che ospiterà molti degli impianti sportivi dei Giochi. È stato infatti svelato in questi giorni il concept del nuovo hotel extra-luxury Shangri-La Shougang Park, parte del gruppo Shangri-La di Hong Kong, che porta la firma del “made in Italy” di Lissoni Casal Ribeiro. Lo studio milanese consolida così la sua posizione nel Paese dell’Asia Orientale: dopo il Middle House Hotel di Shanghai completato nel 2018 – vincitore del Prix Versailles “Central Asia and the Northeast Hotels Exterior” –, questo è il secondo progetto di Lissoni in Cina.
La nuova struttura sorgerà a 20 km dalla Città Proibita in una zona industriale dismessa, lo Shougang Park appunto, accanto a quelle che saranno il trampolino per il salto con gli sci e i palazzetti dove si alleneranno le squadre nazionali hockey, pattinaggio sul ghiaccio, curling e pattinaggio di velocità.
Un intervento integrato, quello per l’hotel a 5 stelle Shangri-La – il sesto del gruppo dell’hospitality nella capitale cinese – che riguarderà l’architettura delle facciate, la progettazione delle aree verdi, sia esterne che interne, ma anche l’interior design: l’albergo comprenderà una serie di strutture interconnesse tra loro e suddivise 
“Un giardino d’inverno contemporaneo”, così lo studio Lissoni ha definito l’architettura del corpo principale. La struttura originale dell’edificio, pur conservando volutamente l’assetto preesistente con i muri in cemento e le capriate in acciaio, segni del passato industriale del volume, è rivestita da una facciata in vetro, una “pelle trasparente” capace di calibrare la luce e la temperatura interna. Attenzione al verde e, in generale, alle piante scelte per gli ambienti interni dedicati alle aree food e lounge, sono le altre cifre del progetto, quasi a voler sottolineare la “rinascita” dell’immobile dopo il periodo di abbandono. Accanto al corpo principale sorgerà la zona benessere, provvista di piscine e palestra e uno spazio per eventi (prima c’era spazio anche sopra, se non sbaglio, quindi adesso si può mettere), con facciate in laterizio nero alternate ad aperture verticali e orizzontali. In questo caso, i tubi di ventilazione e gli elementi tecnici rimangono esposti diventando parte integrante dell'architettura.
Il secondo blocco, progettato per accogliere le 282 camere, è collegato a quello principale attraverso un ponte sopraelevato: soluzione, questa, che ha permesso di ammorbidire visivamente la massa complessiva, suddividendola in volumi più piccoli. Per proporzionare la struttura, la facciata è qui idealmente suddivisa in tre livelli orizzontali: il piano terra presenta terrazze e tettoie a sbalzo, che contribuiscono a staccare l’edificio dal suolo conferendogli maggiore leggerezza; il secondo livello è quello con il corpo più compatto, mentre un grande baldacchino che si staglia sopra il tetto termina la facciata, riparandola dalla luce diretta del sole e nascondendo le aree tecniche. In questa seconda struttura i richiami al mondo industriale sono meno evidenti, e i materiali scelti, come ad esempio il mattone, presentano toni caldi.
Per Lissoni Casal Ribeiro, divisione del gruppo Lissoni & Partners specializzata in masterplan, architettura e progettazione del paesaggio, lo Shangri-La Shougang Park non è l’unico progetto in ambito hospitality in via di realizzazione. Tra gli altri interventi di prossimo completamento figurano anche quello per il Dorottya Hotel & Residences di Budapest e per il Roza Rossa Hotel and Residences a Mosca: anche in questo caso lo studio Lissoni curerà l’architettura, gli interni e gli spazi verdi esterni di entrambi in progetti.
In copertina: Shangri-La Shougang Park – Lissoni Casal Ribeiro – render © Alessandro Massi Mauri, Alberto Massi Mauri, Alessandro Grasso

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