Roma città d’acqua: ecco il masterplan per la riqualificazione del Tevere

19-04-2023 Alessio Garofoli 2 minuti

Il Campidoglio seleziona venti aree prioritarie, con cinque parchi d’affaccio

Armonizzare tutti gli interventi in programma lungo il Tevere e in corrispondenza della confluenza dell’Aniene, per pianificare l’impiego degli spazi sulle sponde. A questo è dedicato lo studio per la rigenerazione del tratto del Tevere urbano, presentato il 19 aprile dall’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia e dalla collega all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti Sabrina Alfonsi, insieme alla progettista incaricata Maria Cristina Tullio. Un’opera di sistemazione necessaria perché, dice l’assessore Veloccia, «dal 2008, quando è stato fatto il Piano Regolatore, è sempre mancata una pianificazione complessiva nonostante fosse prevista la redazione di un Piano unico unitario mai fatto. Questo è il primo tassello – prosegue Veloccia – che fa una ricognizione di tutti i progetti e gli attori in campo e ci consente di immaginare il futuro delle sponde del fiume. Un lavoro, quindi, che pone le basi per la redazione del piano strategico operativo del Tevere, al quale stiamo già lavorando». «Vogliamo che il Tevere, sull’esempio di grandi capitali europee, sia pienamente connesso con la vita della città tutelandone il prezioso ecosistema per dare a Roma nuovi spazi verdi fruibili e accoglienti», gli fa eco la collega Alfonsi.

Area ponte di Bailey (post operam)

Tra i punti strategici indicati e le relative progettualità ci sono: Lungotevere Thaon di Revel, sulla riva sinistra, con una tipologia di solarium; la zona di laminazione di Tor di Quinto, sulla riva destra, con una tipologia di ambienti umidi e allagabili e di spazi pubblici con impianti sportivi; la riva sinistra di fronte il parco Tevere–Magliana con un bosco dimostrativo depurativo; l’area a nord del Villaggio Olimpico, sulla riva sinistra, con la costruzione di una passerella ciclopedonale sui piloni del ponte Bailey rimasti nel fiume senza alcuna funzione da decenni.

Cinque parchi di affaccio sull’argine sono già previsti, e finanziati con i fondi per il Giubileo per 7,3 milioni di euro. Ma lungo il fiume altre aree pubbliche restano non utilizzate e potrebbero beneficiare di nuovi progetti. Le funzioni di questo masterplan sono diverse. Questo lavoro porta a termine la ricognizione degli interventi in atto, (Giubileo, Pnrr, ecc.) e in programma da parte di tutti gli enti coinvolti (Roma Capitale, Regione Lazio, Autorità di Distretto, Soprintendenza Speciale, solo per citarne alcuni). Permette di individuare aree e progetti strategici e prioritari da mettere in atto con risorse speciali e tramite adeguata programmazione; di selezionare una serie di soluzioni tipologiche e “prototipali” ripetibili in altri contesti lungo i fiumi romani; di definire linee guida, materiali e soluzioni applicabili in diversi contesti lungo il fiume in modo coerente; nonché di realizzare gli elementi previsti dal Ps5 del Tevere.


Il masterplan comprende interventi sistemici di tipo lineare (connettivo) e interventi in 20 aree strategiche di cui 5 giubilari.


Per ciascuna di queste 20 aree vengono indicate le schede di pre-fattibilità e i prototipi progettuali; i costi parametrici per la loro realizzazione; le linee guida d’intervento con l’individuazione di un abaco di elementi di arredo e attrezzatura delle aree (pavimentazioni, delimitazioni, arredi), un abaco di soluzioni Nbs (Natural Based Solution) e uno di soluzioni per migliorare il drenaggio urbano e mitigare il microclima nelle aree contigue al fiume e più delicate.

In copertina: bosco depurativo ponte della Magliana (post operam)

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Alessio Garofoli
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