20-07-2022 Fabrizio Di Ernesto 3 minuti

Rush finale per l’headquarter Eni a San Donato Milanese

A dieci anni dal concorso, un’architettura identitaria, flessibile e sostenibile. Il racconto di Nemesi architects

Consegna presunta entro la fine del 2022 per il nuovo quartier generale di Eni a “Metanopoli” la “città ideale” a San Donato Milanese progettato da Nemesi architects e Morphosis. Una struttura innovativa e sostenibile che andrà ad affiancare le quattro torri già presenti e l’edificio di Gabetti & Isola.

A raccontare i dettagli della struttura gli architetti Michele Molè e Susanna Tradati dello studio romano in un incontro promosso dalla Fondazione dell’Ordine degli architetti di Milano.

Fin dal concept, il concorso risale al 2011, l’idea è stata quella di realizzare un innesto in grado di inserirsi nel paesaggio, ma nel quale l’architettura per gli uffici fosse un elemento in grado di generare un’urbanità che si estende negli spazi pubblici e nei giardini grazie a tutta una serie di servizi a corredo.

Illustrando il progetto Molè ha spiegato: «Non eravamo in un contesto qualsiasi ma a Metanopoli un luogo dove si è sviluppato il sogno lecorbusiano della ville radiosa di una città parco, anche se con la cultura estetica architettonica di quegli anni, con edifici astratti, torri che in qualche modo occupavano dei lotti verdi, il nuovo disegno si è dovuto adeguare a questo». La struttura che si è andata a delineare ha quindi finito per essere una sorta di collegamento tra ciò che già c’era, e non poteva essere snaturato, e un qualcosa più legato ai canoni contemporanei, «ne è venuto fuori – continua Molè – un edificio a loop che tende ad essere generato dal suolo e che va ad interpretare quella che era l’attività fondamentale di Eni, ciò quella dell’estrazione, dell’indagine del terreno. Il nostro progetto voleva diventare una sorta di stratificazione artificiale o per meglio dire qualcosa che provenendo dal suolo diventasse architettura».


Il nuovo Headquarter vuole dare forma all’idea di scavo e stratificazione, che tramuta la materia in energia.


Il rispetto per l’identità del committente ha fatto si che l’idea alla base della progettazione fosse quella della trasformazione della materia in energia, oltre che quella di creare un luogo di aggregazione perché: «questo edificio verrà popolato da circa 3mila persone che magari lavorano qui per sei mesi e poi si trasferiscono. Un luogo che identifica Eni».

Il complesso è costituito da tre torri – Icon, Landmark e Sky-garden – unite da una galleria. Sebbene unitario, può essere fruito anche per parti autonome nell’eventualità che in futuro se ne voglia riorganizzare l’utilizzazione. 

Le facciate nel versante interno si caratterizzano per un vetro speciale a bassa emissione termica mentre quello esterno sarà affiancato da un brise-soleil di acciaio microforato e rame ossidato. Tra questi spessori (90 cm) è stato poi previsto lo scorrimento di agili passerelle che consentiranno una facile manutenzione.

Imprescindibile il tema della sostenibilità, aggiornato negli anni in virtù delle performance; per rendere il complesso energeticamente sostenibile ci sarà un grande sistema fotovoltaico che si estende a tutte le coperture e che potrà fornire oltre la metà dell’energia necessaria al funzionamento del complesso; inoltre, gran parte dei volumi di servizio, a livello terra, sarà coperto da prato e vegetazione in modo che quote significative della struttura vengano coibentate nelle varie stagioni in modo da generare un significativo risparmio.

I materiali di costruzione sono stati scelti secondo elevati criteri di sostenibilità: il ferro e il calcestruzzo provengono da meno di 200 km dal cantiere e contengono percentuali di riciclato maggiori al 90% per il ferro e superiori al 5% per il calcestruzzo. Tutte le pitture, le vernici, i rivestimenti, le moquette sono previsti a bassissima emissione di Voc.

L’opera, iniziata nel 2018 – tra le prime in Italia progettata con tecnologia BIM – è stata studiata per ottenere risparmi significativi nei costi di realizzazione, gestione, manutenzione e servizio, con una particolare attenzione alle performance energetiche.

In copertina: il cantiere © Nemesi architects.

 

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Fabrizio Di Ernesto
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