Santa Giulia verso le Olimpiadi con il super impianto che bonificherà un pezzo di città

01-03-22   I   | Lettura : 3 Minuti

Si chiama soil washing, il braccio armato della sostenibilità nel cantiere “da risanare” più grande d’Europa

Qui sorgerà il modello di centro urbano policentrico

Giancarlo Tancredi

È

bastato che l’assessore alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano, Giancarlo Tancredi, simbolicamente pigiasse il pulsante d’avvio della macchina “ripulitrice”, il grandissimo impianto soil washing, per farci immaginare come un pezzo di città possa diventare, come per magia, un modello di città sostenibile.

Il progetto di Santa Giulia, con il cantiere di bonifica più grande d’Europa, è anche questo: un esempio, appunto. Come dice Tancredi: «è in linea con gli obiettivi del Comune, diventerà uno dei poli all’avanguardia per lo sport e per la cultura, ma soprattutto sarà un luogo che rappresenterà, nella pratica, il modello di centro urbano policentrico. Quella città della prossimità, dei “15 minuti”, essenza di tutte le politiche dell’amministrazione milanese», spiega l’assessore.

L’attività di bonifica dell’area di Milano Santa Giulia, il progetto di rigenerazione urbana nella zona sud-est del capoluogo lombardo che, in occasione delle Olimpiadi Invernali 2026, ospiterà nella nuova Arena, Palaitalia, le competizioni di hockey maschili, prosegue senza tregua. E lo fa con un’apparecchiatura mobile, la più grande a livello nazionale. La tecnologia utilizzata dall’ATI Suez Semp, aggiudicatrice della bonifica del sito, consente di realizzare un lavoro con i più alti standard di sostenibilità ambientale, limitando il più possibile gli smaltimenti nelle discariche esterne, privilegiando il riutilizzo interno dei terreni, grazie al trattamento degli stessi mediante un impianto tecnologico innovativo, in grado di “lavare” sino a 200 tonnellate all’ora di terreni.

Tale tecnologia apporta un evidente vantaggio in termini di sostenibilità, contribuendo fattivamente ad alimentare un sistema virtuoso di economia circolare, per cui solo il 20% dei terreni dovrà essere smaltito in discarica, mentre il restante 80% potrà essere riutilizzato per i riempimenti in sito, evitando così lo sfruttamento del territorio lombardo per l’estrazione dalle cave di materiali vergini.


L’impianto prevede inoltre un completo ricircolo delle acque di “lavaggio”, depurate da un’apposita sezione dedicata, con conseguente risparmio dei consumi idrici, perseguendo l’obiettivo di salvaguardare le risorse del territorio.


«Il completamento delle attività di bonifica per il lotto 2 (area Arena) è previsto entro settembre 2022. Per il completamento della bonifica dell’intera area, i cui lavori sono iniziati nel luglio 2021, si dovrà attendere il 2024», spiega Davide Albertini Petroni, direttore generale di Risanamento, una delle principali società di real estate quotata in Borsa Italiana. Anno previsto di fine lavori di tutta l’area: 2030.

Le bonifiche interessano l’area Nord di Milano Santa Giulia dove, oltre all’Arena, verranno realizzati più di 3mila appartamenti, uffici e hotel. L’area copre circa 800mila metri quadrati, di cui 400mila da sviluppare. Nell’area, in particolare, verranno realizzati anche un parco attrezzato di circa 360mila metri quadrati, scuole, un museo per i bambini, una nuova sede del Conservatorio, residenze in edilizia convenzionata e libera, attività commerciali e negozi di vicinato. 

Esattamente un anno fa la firma del protocollo d’intesa e il via libera al progetto del Palaitalia tra Milano Santa Giulia Spa, Regione Lombardia, Comune e Città Metropolitana di Milano.  Le istituzioni lombarde, con la sigla dell’accordo, avevano assicurano l’adozione dei provvedimenti di propria competenza, per consentire l’approvazione del progetto e quindi la realizzazione del palazzo sportivo, con una capienza prevista di 15mila posti, e di tutte le infrastrutture connesse agli eventi olimpici.


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