20-03-2023 Andrea Nonni 3 minuti

Transizione green nel real estate. Da Assoimmobiliare priorità per l’abitare

Mipim 2023, verso una nuova cultura che tenga insieme progettazione, efficienza e finanza

Dalla Ruhr alla Polonia, da Tolosa ad Amburgo, il Mipim di Cannes ha acceso i riflettori sull’Europa e sulle opportunità di sviluppo e trasformazione urbana delle aree metropolitane e oltre le capitali. Il leitmotiv è quello della transizione green e della richiesta di infrastrutture, traguardando milestone del 2030, 2040 e 2050. Focus sulla riconversione dell’esistente. Con 17,5 milioni di metri quadrati di superfici in affitto per spazi commerciali, l’area della Ruhr in Germania, ad esempio, è e rimarrà la seconda più grande sede di uffici dopo Berlino; gli investimenti in immobili direzionali sono addirittura aumentati del 24% nel 2022 rispetto al 2021. Per gli investitori stranieri l’interesse è dettato anche dal fatto che gli affitti di base relativamente bassi offrono buone prospettive di sviluppo e sicurezza di pianificazione; mercato e domanda anche per gli immobili logistici, dopo tutto la metropoli della Ruhr è un hub nel cuore dell’Europa.

Restando in Germania, che al Mipim si è distinta per l’impegno sulla promozione della cultura del progetto – anche attraverso la presentazione del nuovo Baukultur Report – particolare attenzione è rivolta alla città di Amburgo che dopo Hafen City è al lavoro con altre tre operazioni, Grasbrook, Billebogen e Science City Hamburg Bahrenfeld, dove la rigenerazione urbana è strettamente connessa con gli interrogativi legati alla visione della città del prossimo futuro, al contributo che si può offrire per costruzioni climate-friendly e all’offerta di soluzioni attente alla qualità della vita: attenzione all’urbanità, all’ecologia sostenibile e all’innovazione tecnologica facendo leva sulla qualità del design urbano e architettonico, a partire dalle valenze esistenti (il patrimonio da rigenerare e il paesaggio).


Real estate, con logistica, uffici e soprattutto case, ma anche visioni di città, integrazione di temi e occasione per le competenze specialistiche. E per l’Italia?


Confindustria Assoimmobiliare, con la voce della sua presidente Silvia Rovere, si è fatta sentire nei giorni del Mipim puntualizzando che «la transizione verde del settore immobiliare è una necessità che nasce da due fattori: una nuova e più matura domanda del mercato e una regolamentazione europea stringente». L’attenzione è rivolta in particolare al tema dell’abitare e nei giorni del Mipim, Rovere ha dichiarato che «in Italia, nonostante i tentativi di intervento degli ultimi otto anni con i diversi bonus fiscali – culminati nel Superbonus – il 55% delle abitazioni residenziali rientra ancora nelle due peggiori classi energetiche “F” e “G”. Se affrontati per tempo, gli obiettivi di efficienza energetica delineati con la Direttiva Europea EPBD possono essere una grande opportunità di sviluppo e di stabilizzazione della crescita economica. È chiaro come questi obiettivi richiedano azioni che non possono limitarsi al rinnovo degli edifici esistenti, ma sarà necessaria sia la sostituzione degli edifici stessi sia la creazione di nuovi prodotti con le migliori prestazioni energetiche possibili».

In Italia il 45% del patrimonio immobiliare residenziale è costituito da edifici costruiti tra il 1946 e il 1980, anni caratterizzati da una bassa qualità costruttiva e dalla mancanza di norme antisismiche. La carenza di nuovo prodotto è confermata dal numero di edifici di recente costruzione, mai così basso come negli ultimi anni. «In Italia, infatti – si legge in una nota di Assoimmobiliare – la produzione media annua di nuovi edifici residenziali è passata da poco meno di 200mila all’anno, dato relativo agli anni ’60 e ’70 a meno di 30mila tra il 2011 e il 2019. Lo stock residenziale italiano è costituito da 12,5 milioni di edifici, di cui solo poco più di un quarto (26,6%) ha meno di 40 anni e solo un decimo (9,8%) meno di 20 anni. Il settore residenziale rappresenta il 28% del consumo finale di energia del Paese, un altro numero che dimostra le potenzialità di risparmio che si potrebbero ottenere dal patrimonio edilizio esistente». Dall’immobiliare all’energia, il passo è breve e ancora una volta la richiesta è per politiche integrate.

Dalla manifestazione di Cannes, con un particolare focus sulla decarbonizzazione, Silvia Rovere chiede quindi al governo italiano di intervenire quanto prima sulla questione: «il nostro Paese dovrà essere allineato alle best practice europee, soprattutto per quanto attiene agli incentivi fiscali per l’acquisto di immobili ad alta efficienza energetica. Negli ultimi anni, l’applicazione di misure di questa natura ha comportato, in contesti europei similari al nostro, crescenti investimenti nel settore residenziale da parte di investitori professionali: nel 2022 gli investimenti in Europa sono stati pari a circa 60 miliardi di euro, con l’Italia che ha, invece, registrato volumi pari a circa 1 miliardo di euro».

In copertina: Grasbrook © xoio, Herzog & de Meuron

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Andrea Nonni
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