Architettura ospedaliera, concorso a Cremona, nuovo progetto a Trani

27-03-2023 Alessio Garofoli 2 minuti

Gara a 5 per la nuova infrastruttura in Lombardia. Progetto Cmr firma il polo oncologico

C’è un boom di concorsi di progettazione di architettura: nel 2020 erano stati 121, 108 nel 2021, mentre nel 2022 sono saliti a 511; e se ne registrano ben 300 nei soli primi due mesi del 2023. Ed è una buona notizia perché si tratta di una procedura meritocratica con cui nuove idee possono misurarsi, come si suol dire, sul campo. E tra i concorsi c’è spazio anche per i nuovi nosocomi che possono rispondere a criticità che proprio l’irrompere del Covid-19 ha portato alla luce. Si parte da Cremona. Dove l’azienda socio sanitaria territoriale ne bandisce uno internazionale, di progettazione, per la realizzazione del nuovo ospedale della città lombarda, con procedura ristretta, il cui oggetto è l’acquisizione di un progetto di fattibilità tecnica ed economica. Gara articolata in un unico grado con preselezione di 5 concorrenti ammessi. Il Nuovo Ospedale di Cremona, inserito da Regione Lombardia nei propri strumenti di programmazione, vuol essere per il Pirellone uno scatto di reni, anche quanto a innovazione tipologica del modello ospedaliero, rispetto alle falle riscontrate nei nosocomi pubblici durante l’emergenza sanitaria: insieme a Lodi e Bergamo, Cremona è stata infatti tra le prime città occidentali a essere duramente colpite dalla pandemia.

Dal nord al sud, gare ma anche progetti pronti per andare in cantiere. Come accade a Trani in Puglia: dove Progetto Cmr, società di progettazione integrata fondata dall’architetto Massimo Roj, firma il nuovo ospedale oncologico. Si chiamerà MI.CA.HO, Misericordia Cancer Hospital, e si sviluppa su una superficie complessiva di 67mila mq dedicati a diagnostica e cura d’avanguardia in campo oncologico. Il preliminare è stato commissionato dal dottor Bernardo Ilgrande, amministratore unico di Ohpa – Operative Holding Procurement & Asset spa. Si tratta di un investimento privato di 450 milioni di euro per 36 mesi di cantiere una volta ultimato l’iter autorizzativo. Con l’entrata a regime, l’operatività dell’ospedale sarà h24, 7 giorni su 7 con garanzia di follow up in prestazione serale e screening oncologici anche in notturna, così da tagliare, questa è l’intenzione, le famigerate “liste d’attesa”.

E dai progetti in procinto di partire ai cantieri già attivi si giunge infine nelle Marche, a Fermo. Lì a costruire il nuovo ospedale è l’impresa veneta Carron. Si parla di un complesso ospedaliero articolato in 4 blocchi destinati ai diversi servizi sanitari e non, dividendo le funzioni ricettive (degenze high e low care) dalle aree per diagnosi e cura. La superficie lorda è di 56mila mq. L’ospedale, edificato secondo le più moderne tecnologie antisismiche, avrà 362 posti letto (287 degenze ordinarie, 53 degenze in regime diurno, 22 degenze intensive), 7 sale operatorie e 760 posti auto. E dopo alcuni contrattempi dovuti anche a ritrovamenti archeologici e alla pandemia, – e al netto dei rilievi dell’Anac su lievitazione dei costi, tempi eccessivi per la procedura di gara, uso improprio delle varianti – l’auspicio è quello di terminare i lavori entro quest’anno. E non è finita. Invitalia ha scelto la via degli accordi quadro  per i lavori di nuova edificazione, ristrutturazione e riqualificazione delle strutture sanitarie. Tra gli altri, quello per Emilia Romagna, Umbria e Puglia, è stato aggiudicato ad un pool di  imprese di cui fa parte Ati Project per la progettazione.

In copertina: MI.CA.HO, Misericordia Cancer Hospital, © Progetto Cmr

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Alessio Garofoli
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