Brunetta: nella PA opportunità per tutti i professionisti (architetti inclusi)

18-10-21   I   | Lettura : 3 Minuti

In risposta alla lettera del presidente Miceli, lista delle competenze “non era esaustiva”
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utti i professionisti, sia quelli legati agli Ordini professionali, sia quelli delle categorie cosiddette “non ordinistiche”, saranno coinvolti nella realizzazione dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza». Questo il messaggio del Dipartimento della Funzione pubblica intervenuto in risposta ad una lettera firmato dal presidente del Cnappc, Francesco Miceli, che in questi giorni ha scritto al Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Maria Stella Gelmini nella qualità di Presidente della Conferenza Stato Regioni, al Capo del Dipartimento della Funzione Pubblica, Marcello Fiori, oltre che ai Presidenti di Anci e Upi.

Il nodo? «Tra le tipologie di professionisti a cui verranno conferiti incarichi di collaborazione per il supporto nella gestione delle procedure complesse nel territorio connesse all'attuazione del Pnrr non viene mai prevista, nello schema del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, la categoria professionale degli Architetti. Ciò nonostante, la normativa vigente riconosca la piena competenza degli Architetti per materie come le valutazioni e le autorizzazioni ambientali (Valutazione d’impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica, Autorizzazione integrata ambientale ed Autorizzazione unica ambientale), l’edilizia e l’urbanistica (Permesso di costruire e Procedura di variante urbanistica) e gli appalti (Progettazione, affidamento ed esecuzione di lavori ed Acquisti di forniture e servizi). Attività queste, quotidianamente svolte dagli architetti in base alle vigenti disposizioni di legge (DPR 380/2001, D.Lgs 50/2016, D.Lgs 152/2006)».

L’allarme del Consiglio nazionale, rafforzato dall’appello di alcuni ordini territoriali come la Federazione Regionale degli Ordini degli Architetti della Sardegna, piuttosto che l’ordine degli Architetti di Catania, si è basato su una bozza di DPCM che stanziava 320 milioni a valere sul Fondo di rotazione per l’attuazione del Next Generation Eu Italia, per il conferimento di un migliaio di incarichi ad altrettanti professionisti ed esperti in ambito urbanistico ed edilizio per i prossimi tre anni, in supporto alle Pa, nella gestione di procedure complesse. Nota in cui la categoria degli architetti non figurava tra gli esperti da coinvolgere. Spazio invece a ingegneri e geometri.

La querelle è stata sanata con l’ipotesi di una “svista”, rimane aperta la questione della “reputation” e del posizionamento di quattro macro-ambiti come sono quelli di competenza degli architetti, dei paesaggisti, dei pianificatori e dei conservatori, figure professionali che nostro Paese ancora necessitano di essere riconosciuti con un loro ruolo centrale e decisivo.

La nota del Dipartimento della Funzione pubblica sottolinea che l’equivoco può essere nato dalla lettura veloce «della prima lista di categorie di professionisti allegata alla bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri recante il riparto delle risorse per il conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto alla gestione delle procedure complesse nell’ambito del PNRR», su cui la Conferenza Unificata nei giorni scorsi ha espresso parere favorevole. «Tale elencazione – si legge nella nota - era assolutamente esemplificativa e non esaustiva di tutte le categorie professionali».

Opportunità per tutti quindi. Come? «Attraverso il Portale del reclutamento InPA, per ogni richiesta di realizzazione di interventi e di investimenti per il PNRR saranno attivate le necessarie procedure di ricerca e reclutamento di tutti i professionisti necessari e previsti dall’Amministrazione responsabile del progetto».

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