Diversificazione, industrializzazione dei processi e organizzazione. Chi è Dba Group

05-02-2024 Paola Pierotti 6 minuti

Le tappe e la crescita della società fondata dai quattro fratelli De Bettin: oltre 110 milioni il valore di produzione

Nata sotto la stella della Legge Merloni, la Dba Group ha fatto del mercato privato il suo vettore di sviluppo. «Erano gli anni di tangentopoli – ricorda Raffaele De Bettin, amministratore delegato Dba Group – e in qualche modo la Merloni, dal nostro punto di vista, ha ingessato il sistema a tutela della settorializzazione del mercato. A parte piccoli lavoretti all’inizio della nostra esperienza, le grandi commesse pubbliche ci erano precluse». Anche oggi la società, nata nel 1991, punta tutto sul mercato privato per circa il 90% delle commesse, in settori specifici a partire da quello dell’Ict (Information and communications technology). La Dba si distingue da altri competitor per aver intercettato la rotta degli accordi quadro, con clienti “industriali”, che «pagavano tutti i mesi» e che hanno aiutato l’azienda a crescere, avere un flusso di cassa costante e solido.

A fine 2022, Dba ha acquistato General Planning per rafforzarsi nell’ambito dell’ingegneria legata agli edifici, «ma nel mondo del building operavamo da tempo – racconta l’ad a thebrief – ad esempio con grandi clienti come Vodafone, Poste o Enel, per dare risposte puntuali nell’ambito di accordi più ampi, e per lo specifico settore immobiliare». Tra le iniziative legate all’architettura da ricordare che Dba è capogruppo del team che si è aggiudicato la gara per la nuova sede Rai di Viale Mazzini con ACPV Architects Antonio Citterio Patricia Viel. Quattro fratelli, i De Bettin, due architetti e due ingegneri, hanno costruito un colosso con società operative nei settori dell’Ict, ma anche del Pmo e dell’architettura e ingegneria. Vent’anni dopo l’avvio della società, nel 2011 il Fondo italiano d’Investimento (creato da Cdp) è entrato a far parte del capitale sociale e oggi il gruppo è tra le prime dieci società di ingegneria in Italia secondo il Report 2023 on the Italian architecture, engineering and construction industry.


Ingegneria integrata che dà un contributo alla transizione digitale ed energetica, valorizzando le competenze e cogliendo le opportunità del Pnrr


«con l’auspicio di diventare un player europeo nell’ambito della digitalizzazione e della transizione ecologica, grazie alle competenze delle risorse umane e alla struttura e organizzazione del gruppo».

Fratelli De Bettin ©DBA GROUP

Raffaele De Bettin, com’è organizzata la vostra squadra?
Siamo un gruppo con 25 sedi nel mondo, di cui 15 in Italia, quattro in Slovenia, una in Montenegro, una in Serbia, una in Croazia, una in Bosnia Erzegovina, una in Azerbaijan, una in Albania. Nel 2022 il valore di produzione si è attestato su 85,4 milioni, impiegando 950 persone. Per l’esercizio preconsultivo 2023 il valore sale a 109,8 milioni con un contributo positivo per l’Ebitda dato dall’acquisizione di General Planning a fine 2022. Il budget 2024 approvato dal Cda stima un valore di produzione di 116 milioni.

Real Estate – Riqualificazione uffici ©DBA PRO

Quali servizi offre Dba Group?
Consulenza tecnica, ingegneria, project management e soluzioni Ict per la gestione del ciclo di vita di opere e infrastrutture a rete mission-critical (intendendo tutte le opere che devono garantire operatività continua).

Perché l’investimento in General Planning?
Negli anni abbiamo maturato una buona esperienza nel settore dell’ingegneria civile, ma ci siamo resi conto che non avevamo la capacità di affrontare progetti complessi, quelli tipici del portafoglio milanese, che richiedono servizi e competenze che volevamo offrire ai nostri clienti. Da qui l’idea di coniugare la nostra esperienza integrata con competenze specifiche: è arrivata l’occasione, e con l’ingegner Giuseppe Monti di General Planning abbiamo trovato un accordo che oggi permette di far crescere ulteriormente il nostro team in questa precisa direzione.

Un passo indietro, come siete partiti?
Nel 1991 siamo partiti da zero. Da giovani laureati abbiamo seguito le orme del papà geometra che aveva scelto la strada della libera professione. Sono partito io (oggi ad) con mio fratello Francesco (oggi presidente), entrambi laureati in ingegneria a Udine, rispettivamente nel 1987 e nel 1989. Poi si sono aggiunti i nostri due fratelli, Stefano e Daniele, entrambi architetti. All’inizio Francesco lavorava per terzi nel mondo dell’industria del settore delle costruzioni; lui era più commerciale, io più tecnico-professionale. Dopo una prima fase di assestamento, siamo decollati tutti e quattro insieme, io e i fratelli architetti per la parte più operativa, Francesco per quella di relazioni e di business development.


Siamo partiti con lavori sul territorio, finché non è arrivato nel ’95 il primo grande nostro cliente, l’allora Omnitel.


Iniziavano a progettare le reti mobili e ci siamo strutturati per dare una risposta a questa domanda del mercato, ad allargare la squadra, con i primi uffici, uno in provincia di Belluno l’altro a Udine.

Progettazione per le Reti di trasmissione di energia ©DBA PRO

Ingegneria integrata per quali settori?
Siamo partiti con le telecomunicazioni con clienti come Omnitel, Telecom, Simens, Wind intervenendo sui portafogli dei principali operatori delle reti di telefonia, offrendo loro servizi a 360 gradi. Dai primi anni Duemila, per diversificare, siamo entrati nel settore petrolifero, con clienti come Eni e Total. Diversificazione,


sempre considerando player con oggetti simili tra loro per poter contare su economie di scala, e valorizzando la distribuzione capillare sul territorio delle nostre risorse.


E l’organizzazione societaria?
Da studio professionale a srl a spa. Forse all’inizio siamo partiti anche sovradimensionati, ma è stato il preludio per la crescita strutturata di un’organizzazione diversa da quella delle tradizionali società di ingegneria (dove c’è chi fa i progetti, chi la direzione lavori). Copriamo tutti gli aspetti dell’integrazione delle discipline, con ingegneria meccanica, elettrica, impiantistica, legata ai temi della sicurezza e della sostenibilità. Poco meno di un migliaio di diplomati e laureati in discipline tecniche ed informatiche.

Dalle telecomunicazioni al settore petrolifero, quali le divisioni oggi?
Oggi abbiamo cinque verticali che riguardano appunto le telecomunicazioni (per un 23% del fatturato), le reti di energia elettrica (per un 6% del totale), gli edifici e l’immobiliare sia nell’ambito real estate e che industriale (42%), i trasporti e la logistica fino all’ambito portuale (oltre il 16%), a cui si aggiunge il settore dell’energy transition (per un 13% del fatturato attuale) con attenzione alle fonti rinnovabili. Per ciascun ambito forniamo servizi di ingegneria, project management e software.

Un’interdisciplinarità che vi differenzia da chi vi sta vicino nella classifica della migliore ingegneria italiana.
Per ogni settore abbiamo competitor diversi, generalmente sono società più piccole e specializzate negli ambiti delle nostre “verticali”.

Dal 2011 il vostro posizionamento è cambiato. Cos’è successo?
Constatati le dimensioni e i risultati raggiunti, abbiamo convenuto di farci assistere per la parte gestionale e abbiamo ceduto il 30% del capitale al Fondo italiano d’Investimento. Dba Group insieme ad altre 20 società è entrata nel programma Elite e per attrezzarci abbiamo ristrutturato l’azienda dal punto di vista dell’amministrazione, del controllo di gestione, di nuove funzioni come quella delle risorse umane e dell’ufficio acquisti. È stata una rivoluzione per l’organizzazione, basti pensare al carico legato alla reportistica e alle certificazioni. Ristrutturandoci abbiamo rafforzato anche la componente necessaria per approcciare il mercato pubblico e tra le commesse recenti c’è una gara vinta per l’appalto integrato per il supercomputer Leonardo al tecnopolo di Bologna.

Oggi chi siete diventati?
Una società di ingegneria e servizi con una forte impronta industriale. La nostra organizzazione prevede una buona dose di managerialità: ciascuna divisione verticale ha dei responsabili, ma tutte le sedi lavorano in rete. La distribuzione capillare ci ha permesso di mappare i clienti e offrire un servizio puntuale e locale.

Prospettive? Nuove acquisizioni? Crescita?
Anche se lavoriamo prevalentemente per i privati,


il Pnrr per noi è stato decisivo: abbiamo potuto giovare di una crescita organica importante grazie alle risorse che i nostri clienti


(come Terna o Enel che sono al lavoro per aggiornare le loro reti) hanno potuto ottenere in questo tempo. Per il futuro ipotizziamo un’espansione nei paesi dell’Est Europa, come la Polonia o la Repubblica Ceca, ma anche in Francia e in Spagna,


guardiamo al target di società medie per poter costruire, insieme, piattaforme di sviluppo in nuovi mercati.


In copertina: headquarters NESTLE’, PUMA, BNP ©DBA GROUP

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Paola Pierotti
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