Expo 2030: un’opportunità di rigenerazione urbana e sociale per Roma

21-07-22   I   | Lettura : 3 Minuti

Siglato anche un protocollo d’intesa per favorire l’uso dei concorsi di progettazione per affidare gli incarichi

Roma è una città che può parlare al mondo, deve riconquistare la sua centralità nel dibattito mondiale, questo è uno degli scopi di Expo

Maurizio Veloccia

L

’eventuale organizzazione dell’Expo 2030 può essere l’occasione per una grande rigenerazione urbana e sociale Roma, ma per farlo l’evento dovrà essere visto come un punto di partenza verso il futuro, e non come un semplice obiettivo da raggiungere.

Ospitare questa manifestazione rappresenta un’opportunità che può essere condotta su tre diverse direttrici: portare a termine con una scadenza chiara progetti già avviati; sviluppare una nuova area del territorio; avviare una nuova fase per la crescita della città in discontinuità con il passato. Questo il focus del tavolo tematico “Architettura e Urbanistica”, che si è tenuto presso le Vele di Calatrava a Tor Vergata nell’ambito degli stati generali per la candidatura dell’Urbe per l’esposizione universale del 2030. L’evento, che si è svolto in diversi punti della città in vista della presentazione del dossier a Parigi, il prossimo 7 settembre, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica della Capitale, e di Alessandro Panci, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma.

Il rappresentante della giunta capitolina, nel suo intervento, ha spiegato che: «Le Expo sono l’occasione per mettere gli organizzatori di fronte agli interrogativi del futuro, sfruttando il desiderio umano di ripensare alla propria esistenza. Noi come Roma abbiamo scelto di far lavorare insieme persone e territori per la rigenerazione urbana. Oggi le città sono i luoghi dove si concentra l’umanità, ma sono anche quelli in cui si consumano più risorse. Si emettono più inquinanti. Se non ripensiamo il nostro stile di vita non diamo un futuro al nostro mondo».

Sempre Veloccia ha poi spiegato la scelta di coinvolgere l’area di Tor Vergata e le Vele di Calatrava nei luoghi dell’esposizione perché «proprio in qualità di simboli dell’incompiutezza vanno trasformate in emblemi della rigenerazione e della rinascita. Roma, nella sua storia, ha saputo sempre adattarsi ai cambiamenti, è il momento che riconquisti la sua centralità nel dibattito mondiale». Un concetto ribadito anche dal sindaco Roberto Gualtieri, intervenuto in videoconferenza, il quale ha spiegato che già in occasione del Giubileo del 2025 questa architettura sarà restituita ai cittadini.

Panci ha invece analizzato il ruolo dei progettisti e il contributo che possono apportare sia in questa fase di presentazione della candidatura sia poi nello sviluppo delle proposte. «Come ordine abbiamo finalità precise, noi guardiamo avanti e ci interroghiamo sul futuro della professione. Con la Casa dell’architettura vogliamo essere protagonisti degli eventi che attendono a breve la città. In questo contesto la candidatura all’Expo può rappresentare la prosecuzione di tante iniziative».

L’esperienza di Expo Milano 2015 è invece stata ricordata dall’architetto Stefano Boeri, che pur sottolineando le grandi opportunità offerte da questo tipo di eventi sia per rigenerare e riqualificare la città, sia che per l’indotto che si viene a creare, ha voluto mettere in guardia sulla necessità di «realizzare opere capaci di superare la kermesse e rimanere poi a beneficio della comunità. evitando di abbandonarle al loro destino come invece spesso avviene».

Al termine dell'incontro Oar e il Comitato EXPO hanno firmato un protocollo d’intesa teso a valorizzare e favorire l’uso dei concorsi di progettazione nell’affidamento degli incarichi. L’accordo prevede l’attivazione di incontri e tavoli tecnici per attivare il dibattito culturale sulla città e sul suo hinterland, per assegnare all'evento un ruolo di trasformazione duratura.

Una volta consegnato il dossier, come spiegato da Matteo Gatto che ha moderato il dibattito, bisognerà aspettare ancora un anno prima di sapere se Roma ospiterà questo evento, visto che la decisione finale da parte dei rappresentanti degli Stati membri del Bureau international des expositions arriverà solamente nell’autunno del 2023; oltre alla Capitale in lizza Odessa per l’Ucraina, Busan per la Corea del Sud e Riyad in Arabia Saudita.

Foto di copertina © Moreno Maggi

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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